
Dopo la caduta del muro di Berlino in una riunione il rappresentante degli Stati Uniti, Raymond Seitz, dichiarò: «Abbiamo promesso ufficialmente all’Unione sovietica nei colloqui 2+4, così come in altri contatti bilaterali tra Washington e Mosca, che non intendiamo sfruttare sul piano strategico il ritiro delle truppe sovietiche dall’Europa centro-orientale e che la Nato non dovrà espandersi al di là dei confini della nuova Germania né formalmente né informalmente».
Lo stesso Gorbaciov, ultimo leader dell’Unione sovietica, disse che Helmuth Khol gli aveva assicurato che la Nato «non si muoverà di un centimetro più ad est». In un’altra occasione, identica promessa gli era stata fatta dall’ex segretario di Stato Usa, James Baker. Successivamente Baker smentì, ma venne a sua volta smentito da diversi diplomatici, compreso l’ex ambasciatore Usa a Mosca, Jack Matlock, il quale precisò che erano state date «garanzie categoriche» all’Unione sovietica sulla non espansione a est della Nato.
Analoghe promesse erano state fatte a Mosca anche dai rappresentanti britannico e francese.
La storia degli ultimi 30 anni ci insegna che invece che tali accordi sono stati reiteratamente infranti dalla NATO: Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, sono entrate nell’alleanza atlantica nel 1999 (poco prima della guerra contro la Jugoslavia), Lituania, Lettonia ed Estonia, (confinanti proprio con la Russia) lo hanno fatto nel 2004.
Ora anche l’Ucraina vorrebbe fare altrettanto. E’ proprio questa la scintilla che ha innescato la reazione di Putin: «La Nato rinunci pubblicamente all’espansione nelle ex repubbliche sovietiche di Georgia e Ucraina, richiamando le forze statunitensi ai confini del blocco del 1997».
Una apertura era giunta dal cancelliere tedesco, Olaf Scholz: «L’ingresso dell’Ucraina nella Nato non è in agenda».
Parole che confermano la prudenza di una Germania che ha grossi interessi economici e strategici condivisi con la Russia per il “Nord Stream 2”.
Purtroppo a spengere le possibilità di sventare una sicura guerra, sono intervenuti poi Biden e soprattutto gli uomini e le donne del WEF (Von Der Leyen, Macron, Draghi e via dicendo) che fregandosene letteralmente degli accordi di cui abbiamo parlato sopra, hanno intrapreso una serie di azioni finalizzate a gettare altra benzina sul fuoco.
Non ci stancheremo mai di ripetere che se chi può contribuire alla pace, al contrario alimenta la guerra, non può non avere il suo personale tornaconto.
Nel frattempo, mentre i leader europei sono certamente impegnati a tutelare ancora una volta i propri personali interessi, tutti i cittadini europei, di qualsiasi sesso ed età, vengono esposti da questi personaggi al concreto rischio di una guerra che se venissero utilizzate anche armi nucleari, assumerebbe i contorni di un’autentica apocalisse.
No signori, Putin non è un povero pazzo come i media mainstream cercano di farci credere. E la NATO, che ha sistematicamente infranto gli accordi presi con la Russia (cosa che gli stessi media mainstream detestano raccontare e ancora più dibattere) è in pieno torto.
A questo punto, ci auguriamo che con l’aiuto dei nostri lettori, la verità che vi abbiamo appena raccontato riesca a raggiungere le case di quanti più italiani possibile. Un popolo che non ha la consapevolezza dell’autentica verità, è destinato a rimanere in mano a quello stesso manipolo di criminali che sta esponendo noi tutti e soprattutto i nostri figli, al concreto rischio delle peggiori atrocità che una guerra è capace di dispensare. Vi esortiamo pertanto a condividere quanto vi abbiamo rivelato, con qualunque mezzo e su qualsiasi piattaforma.
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