Premessa. Il Kosovo era Serbia. Oggi è divenuto uno Stato dedito ai più loschi traffici, soprattutto a quello di droga. Si tratta di un vero e proprio scippo fatto dalla NATO nei confronti della Serbia, da tempo sulla lista nera del blocco Euro-Atlantico.

Il governo fantoccio di Pristina ha attuato l’ennesima provocazione nei confronti della Serbia, tramite una legge che proibirebbe l’uso di documenti della Serbia ai serbi che vivono lì. La cosiddetta amministrazione Biden ha intimato al Kosovo di non procedere per ora a questa misura e anche qui c’è da registrare l’ennesima anomalia di questa amministrazione.
Piuttosto che soffiare sul fuoco delle provocazioni NATO, sembra mettersi di traverso. La Russia ha già avvertito Pristina di abbandonare le provocazioni. Lo scopo di queste tensioni è quello di provocare la Serbia per poi arrivare al vero obbiettivo, la Russia, dal momento che Serbia e Russia sono Paesi affrattellati da un legame storico e culturale unico. Ciò detto, questo non vuol dire assolutamente che sta per “scoppiare la terza guerra mondiale”. Sedicenti analisti e profeti della paura da mesi e mesi distorcono ogni evento di politica internazionale per dire che essi condurranno alla catastrofe nucleare o al Grande Reset.
Fecero così per l’Ucraina, fecero così per il blocco di Kaliningrad e ora fanno lo stesso per il Kosovo. Nulla accadde prima e nulla accadrà ovviamente adesso. La ragione è sempre la stessa. Non si può fare nessuna escalation contro la Russia se gli Stati Uniti non sono coinvolti e Washington ha da tempo abbandonato la NATO al suo destino. Quindi no, nessun armageddon nucleare in vista. L’armageddon c’è solo nei canali di questi ciarlatani. Spegnerli è la cosa migliore che si possa fare.




