Nel 2020, il Regno Unito ha registrato un picco drammatico di decessi,  ufficialmente attribuiti alla pandemia di COVID 19. 

Tuttavia, uno studio del dottor Wilson Sy, pubblicato nel 2024, solleva  interrogativi inquietanti: l’eccesso di morti potrebbe essere legato non al  virus, ma all’uso massiccio di midazolam, un sedativo impiegato in contesti clinici. 

L’analisi, che correla dati sulla mortalità e prescrizioni farmaceutiche,  suggerisce una possibile “eutanasia sistemica non volontaria” all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) 

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1. Il Contesto della Pandemia e i Dati Ufficiali

Secondo le statistiche governative, nel 2020 il Regno Unito ha contato  705.636 decessi totali, con 74.917 attribuiti al COVID19.  Tuttavia, studi indipendenti evidenziano anomalie:

  • I decessi in eccesso (50.000- 60.000) non seguivano i modelli  epidemiologici attesi per un’epidemia virale 1 2 .
  • Picchi simultanei in tutte le regioni, incoerenti con la diffusione naturale di un virus 1 .

2. Il Ruolo del Midazolam: Tra Cura e Sospetto

Il midazolam, un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine, è stato  ampiamente utilizzato durante la pandemia. Lo studio del Dott. Wilson Sy sottolinea:

  • Correlazione statisticamente significativa (>90%) tra uso di midazolam e decessi in eccesso in UK 1 .
  • Linee guida NICE NG163: Il protocollo COVID-19 raccomandava l’uso combinato di midazolam e morfina per gestire  l’agitazione e il distress respiratorio. 
  • Tuttavia, esperti hanno criticato questa combinazione per il rischio di soppressione del sistema respiratorio 1 6 .

“Midazolam con morfina sopprime la respirazione, ma è stato somministrato a pazienti COVID-19 non terminali” 

 .


3. Testimonianze delle Famiglie: Una Traccia di Violenza Strutturale

Le storie di parenti delle vittime, raccolte nell’articolo originale, dipingono  un quadro angosciante:

  • Linda Allen (69 anni)
  • Ricoverata per un problema intestinale, le furono sospesi i farmaci abituali e somministrati midazolam e morfina. Morì in 6 settimane,  deperita e sedata 1 .
  • Joseph McLaughlin: Diagnosticato COVID-19, morì in coma con cancrena al braccio. La cartella clinica rivelò l’uso di midazolam, fentanyl e altri sedativi, nonostante non fosse terminale 1 .
  • Moya Berrill (85 anni): Sottoposta a “percorso di fine vita” non consensuale, con  annotazioni di “agitazione” come giustificazione per sedarla 1 .

4. Risposte Istituzionali e Criticità

Le autorità sanitarie hanno riconosciuto criticità sistemiche, ma senza  ammettere un legame diretto con il midazolam:

  • Government e Care Quality Commission (CQC): Hanno ammesso l’uso diffuso di “Do Not Attempt Resuscitation” (DNACPR), ordini che limitavano le cure senza consenso esplicito 3 22 .
  • Dati mancanti
  • Le death certificate non registrano i farmaci somministrati, rendendo difficile tracciare l’uso del midazolam 3 .
  • Programmi controversi
  • In passato, il NHS è stato accusato di “eutanasia involontaria” in strutture residenziali, con casi simili a quelli del 2020 17 .

5. Implicazioni Etiche e Sociali

Lo studio di Sy solleva questioni etiche profonde:

  • Eutanasia senza consenso: L’uso di midazolam in pazienti non terminali, combinato con  protocolli di sedazione aggressiva, potrebbe configurarsi come pratica eutanasica non dichiarata 8 12 .
  • “Anziani eliminabili”: La coincidenza tra decessi e fasi di lockdown ha alimentato  teorie su una “selezione” degli ultra75enni, categoria più colpita 26 .
  • Conflitti di interesse: Criticità nella trasparenza dei dati ufficiali e possibili pressioni economiche per ridurre il carico sanitario 28 .

Conclusione

Lo studio del dottor Sy, pur controverso, mette in luce una falla sistemica: l’uso di farmaci sedativi in contesti di emergenza pandemica richiede un controllo etico e scientifico rigoroso. Se confermato, il legame tra midazolam e decessi in eccesso potrebbe ridefinire la narrazione ufficiale della pandemia nel Regno Unito, aprendo a inchieste indipendenti e riforme nel sistema di cura agli anziani.

“La verità è tradimento in un impero di menzogne” 


Studio rivela: le morti in eccesso nel Regno Unito legate al Midazolam, non al COVID

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Introduzione

Un recente studio del dottor Wilson Sy, pubblicato sulla rivista Medical & Clinical Research

ha analizzato i dati ufficiali del Regno Unito durante la pandemia di COVID-19, rivelando una correlazione statistica significativa tra l’uso del sedativo Midazolam e i decessi in eccesso registrati nel 2020. La ricerca suggerisce che l’aumento delle morti non sarebbe legato al virus SARS-CoV-2,  ma a pratiche mediche contestate, come l’uso massiccio di farmaci  sedativi in contesti sanitari.


Contesto: anomalie nei dati ufficiali

Secondo l’Office for National Statistics (ONS), nel 2020 il Regno Unito ha registrato 705.636 decessi totali, con 74.917 attribuiti al COVID-19. Tuttavia, lo studio evidenzia incongruenze:

  • I decessi in eccesso (50.000-60.000) non seguivano i modelli epidemiologici attesi per un’infezione  virale.
  • Picchi simultanei in tutte le regioni, incompatibili con la diffusione  naturale di un virus.
  • La UK Health Security Agency aveva dichiarato già nel marzo 2020 che il COVID-19 non era una “malattia infettiva ad alto rischio” (HCID), contraddicendo la narrativa ufficiale di una “pandemia letale”.

Il ruolo del Midazolam: una correlazione inquietante

Il Midazolam, un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine, è stato  ampiamente utilizzato durante la pandemia. Lo studio di Sy mostra:

“Non è plausibile che un virus con bassa prevalenza abbia causato una duplicazione dei decessi in un solo mese”, spiega Sy. “La chiave è nel Midazolam, usato in combinazione con morfina per sedare pazienti, spesso anziani in case di cura”.


Testimonianze e contesto istituzionale

Le linee guida NICE NG163 (marzo 2020) 

raccomandavano l’uso di Midazolam e morfina per il “distress respiratorio”  legato al COVID. Tuttavia, esperti criticano questa combinazione per il  rischio di soppressione del respiro.

Case di cura

  • In aprile 2020, il 33.5% dei decessi in Inghilterra è avvenuto in strutture residenziali, con tassi di mortalità 60 volte superiori alla media.
  • Segnalazioni di “eutanasia sistemica”
  • Amnesty International e il Parlamento britannico hanno documentato l’uso improprio di “Do Not Resuscitate” (DNR) e la carenza di supervisione, favorendo decessi non consensuali.

Vaccini e causalità: un quadro confuso

Lo studio confronta i dati britannici con quelli australiani, dove i decessi  post-vaccinazione sono stati statisticamente legati alle iniezioni COVID.  Nel Regno Unito, invece:

  • Nessuna correlazione significativa tra vaccini e decessi, a causa del “rumore” causato dal  Midazolam.
  • Apparente efficacia vaccinale: Il calo dei decessi dal 2021 è stato erroneamente attribuito ai vaccini, ma potrebbe riflettere una riduzione nell’uso del Midazolam.

Implicazioni etiche e politiche

La ricerca solleva interrogativi gravi:

1.

Eutanasia non dichiarata: L’uso di Midazolam in pazienti non terminali, spesso senza consenso, potrebbe configurarsi come pratica eutanasica.

2.

Manipolazione dei dati: Le categorizzazioni errate dei decessi (COVID vs. non-COVID) hanno nascosto le vere cause.

3.

Fallimento istituzionale: Le autorità sanitarie hanno ignorato le segnalazioni di abusi, concentrandosi su misure restrittive (lockdown) invece che su protocolli medici.


Conclusione

Lo studio di Sy ribalta la narrativa ufficiale: la “pandemia” britannica  sarebbe stata in gran parte iatrogena, legata a scelte mediche contestate.  Se confermato, questo lavoro richiede una revisione delle politiche  sanitarie e un’indagine indipendente sulle morti nelle case di cura.

“La verità è tradimento in un impero di menzogne”, conclude l’autore, parafrasando il titolo di un articolo critico sul tema.


Intitolato “Decessi in eccesso nel Regno Unito: Midazolam ed eutanasia nella pandemia di COVID-19”, esamina i dati del Regno Unito durante la pandemia. Sostiene che i decessi in eccesso, soprattutto nell’aprile 2020, non siano stati dovuti principalmente al virus SARS-CoV-2, ma legati all’uso eccessivo di midazolam e suggerisce una possibile eutanasia involontaria sistemica all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Le prove tendono a suggerire un’elevata correlazione (oltre il 90%) tra l’uso di midazolam e l’eccesso di decessi in Inghilterra nel 2020. Questa correlazione è persistita anche dopo la vaccinazione nel 2021, senza alcun collegamento significativo con le vaccinazioni anti-Covid, sollevando interrogativi sul ruolo svolto dal midazolam in questi decessi.

La versione ufficiale è che, nel 2020, il Regno Unito ha registrato circa 705.636 decessi totali, di cui circa 74.917 attribuiti al COVID. Questo dato si basa su statistiche ufficiali . I decessi in eccesso, stimati tra 50.000 e 60.000 in più rispetto alle medie storiche, erano in gran parte – secondo la narrazione dominante – legati all’impatto della pandemia. Lo studio di Sy racconta una storia diversa. 

Il midazolam è comunemente usato per la sedazione nelle unità di terapia intensiva (UTI), per l’epilessia grave e nelle cure palliative (di fine vita) per gestire agitazione o irrequietezza estreme. Nell’aprile 2020, l’allora ministro della Salute Matt Hancock ordinò un’ingente fornitura del farmaco da una fabbrica in Francia. Più o meno nello stesso periodo, furono introdotte e implementate le linee guida NICE NG163 (un protocollo destinato al trattamento del COVID, che fu criticato da un gruppo di medici e professori). Poco dopo, si verificò l’enorme aumento dei decessi nelle case di cura e negli ospedali. 

Alcune famiglie avevano scoperto che ai loro parenti – la maggior parte in case di cura o ospedali – erano stati somministrati cocktail mortali di midazolam e morfina ed erano morti di conseguenza.

Queste vittime non erano malate terminali, non erano affette da un virus letale e molte non erano anziane. Un Docufilm prodotto da ICKONIC ha deciso di indagare.

Durante questa analisi, Sy ha identificato anomalie e incongruenze significative con le spiegazioni esistenti che attribuiscono i decessi al COVID-19. Lo studio ipotizza che l’uso diffuso e persistente di midazolam suggerisca una possibile politica di eutanasia involontaria sistemica.

Questa scoperta sposta in modo inconfutabile la narrazione dall’impatto virale all’intervento medico, mettendo in discussione le stime ufficiali che attribuiscono i decessi al virus stesso. Lo studio rileva inoltre picchi uniformi e simultanei di decessi in eccesso in tutte le regioni, incoerenti con i modelli di contagio naturali, a ulteriore supporto dell’ipotesi di eutanasia involontaria.

Queste affermazioni sono state accolte con polemiche, con enti ufficiali come il Dipartimento della Salute e dell’Assistenza Sociale del Regno Unito che hanno negato qualsiasi politica di eutanasia involontaria. Organizzazioni di fact-checking, come Full Fact , sostengono che non ci siano prove dell’uso del midazolam per uccidere i pazienti, attribuendo l’aumento delle prescrizioni alla naturale domanda di cure palliative durante una grave fase pandemica.

Osservano che l’uso del midazolam è aumentato di oltre il 100% nell’aprile 2020, ma affermano che ciò era prevedibile data la crisi.

Confermano inoltre che l’eutanasia, volontaria o involontaria/non volontaria, rimane illegale nel Regno Unito.

Fonti: Studio di Wilson Sy (2024), dati ONS, report Amnesty  International.

LO STUDIO CITATO TRADOTTO IN ITALIANO

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