Edward Bernays, nato a Vienna il 22 novembre 1891, è una figura centrale nella storia delle pubbliche relazioni.

Nipote del celebre Sigmund Freud, Bernays ha saputo combinare la  psicologia freudiana con le tecniche di comunicazione per influenzare  l’opinione pubblica in modi mai visti prima. 

La sua vita e la sua carriera sono un viaggio affascinante attraverso  l’evoluzione della comunicazione di massa e la nascita della società dei  consumi.

All’interno dell’articolo un importante documentario di Corbett Report su Bernays Doppiato Italiano da LVOGRUPPO.COM

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1. Le Radici e l’Educazione

Bernays nacque in una famiglia ebraica e si trasferì a New York all’età di un anno.

Cresciuto in un ambiente intellettuale, mantenne un legame stretto con lo zio Sigmund Freud, che influenzo’ profondamente il suo pensiero.

Dopo aver conseguito una laurea in Agricoltura presso la Cornell University nel 1912, Bernays scelse di non seguire le orme del padre nel commercio dei cereali.

Invece, si avventurò nel mondo del giornalismo e della pubblicità, lavorando come pubblicista per diverse   riviste.

2. Gli Inizi e il Successo nel Mondo dello Spettacolo

Uno dei suoi primi successi fu la promozione della controversa opera teatrale Les avariés, conosciuta negli Stati Uniti come Damaged Goods.

Questo dramma, che trattava il tema della sifilide, era stato censurato in Francia, ma Bernays riuscì a renderlo accettabile al pubblico americano attraverso una campagna pubblicitaria ben orchestrata: questo episodio segnò l’inizio  della sua carriera come stratega della comunicazione.

Negli anni successivi, Bernays si occupò della promozione dei  Balletti Russi di Sergej Djagilev, introducendo tecniche innovative come la distribuzione di materiale informativo e la creazione di un legame emotivo con il pubblico. 

Queste strategie furono fondamentali per il successo del tour americano del balletto.

3. La Prima Guerra Mondiale e la Nascita delle Pubbliche Relazioni

Durante la Prima Guerra Mondiale, Bernays lavorò per il Comitato per l’Informazione Pubblica, noto come il “Comitato Creel”.

Qui, contribuì a sviluppare tecniche di propaganda per sostenere l’ingresso degli Stati Uniti in guerra.

Questa esperienza gli fece capire il potenziale delle tecniche di manipolazione dell’opinione pubblica in  tempo di pace.

Dopo la guerra, Bernays decise di ribattezzare la sua attività come “relazioni pubbliche”, un termine che lui stesso coniò.

Questo cambiamento di nome rifletteva la sua visione di un approccio più sofisticato e meno aggressivo rispetto alla propaganda tradizionale.

4. La Rivoluzione del Consumo e la Manipolazione delle Masse

Negli anni ’20, Bernays divenne un consulente ricercato dalle grandi corporation americane.

Comprese che per vendere i prodotti di massa, era necessario trasformare la mentalità degli americani, passando da una cultura dei bisogni a una  cultura dei desideri. 

Sviluppò tecniche che collegavano i prodotti a emozioni e aspirazioni, creando un legame emotivo con i consumatori.

Un esempio emblematico di questa strategia fu la campagna “Torce della Libertà”, in cui Bernays convinse le donne a fumare in pubblico, trasformando il gesto in un simbolo di emancipazione femminile.  Questa campagna non solo aumentò le vendite di sigarette, ma cambiò anche le norme sociali riguardanti il fumo femminile.

5. La Politica e l’Ingegneria del Consenso

Bernays non si limitò al mondo degli affari; applicò le sue tecniche anche  alla politica. Nel 1924, organizzò una colazione alla Casa Bianca per il  presidente Calvin Coolidge, invitando celebrità per migliorare l’immagine  del presidente. Questo evento segnò l’inizio dell’uso delle pubbliche  relazioni nella politica americana.

Nel 1954, Bernays fu coinvolto in un progetto controverso: il rovesciamento del governo guatemalteco di Jacobo Arbenz Guzmán. Utilizzando la sua  esperienza nel manipolare l’opinione pubblica, dipinse Arbenz come una  minaccia comunista, giustificando così l’intervento della CIA.

Questo episodio dimostra il potere delle pubbliche relazioni nel plasmare la politica estera e  gli eventi mondiali.

6. L’Eredità di Bernays

Bernays morì nel 1995, lasciando un’eredità controversa. È considerato il  padre delle pubbliche relazioni moderne, ma le sue tecniche di  manipolazione dell’opinione pubblica sollevano importanti questioni  etiche. La sua visione di una società guidata da un’élite che controlla le  masse attraverso la gestione dei desideri e delle paure continua a essere  dibattuta.

Le idee di Bernays ci costringono a riflettere sul rapporto tra democrazia,  propaganda e il potere dei media. In un mondo sempre più dominato  dall’informazione, la sua lezione principale è chiara: la capacità di  influenzare l’opinione pubblica è una delle forze più potenti al mondo.

Edward Bernays: Una Panoramica Completa

1. Contesto Personale e Vita Precoce

Nascita e Famiglia:

Nato :il 22 novembre 1891, a Vienna, Austria.

Morto: ll 9 marzo 1995, a Cambridge, Massachusetts, all’età di 103 anni.

Etnia e Religione: Di origine ebraica.

Legami Familiari:

Nipote di Sigmund Freud, il fondatore della psicoanalisi.

Suo padre, Ely Bernays, era il fratello della moglie di Freud, Martha Bernays.

Sua madre, Anna Freud Bernays, era la sorella di Freud.

Educazione:

Si è laureato in Agricoltura presso la Cornell University nel 1912.

Inizialmente si dedicò al giornalismo e lavorò come pubblicista per la  rivista National Nurseyman, successivamente collaborò con riviste mediche, tra cui il Medical Review of Reviews.

2. Carriera e Contributi alle Relazioni Pubbliche

2.1. Gli Inizi e il Successo Teatrale

Primo Grande Successo:

Nel 1913, Bernays promosse con successo l’opera controversa Les Avariés (rinominata Damaged Goods negli Stati Uniti) di Eugène Brieux.

L’opera, che trattava il tema della sifilide, era stata censurata in Francia, ma grazie alle strategie pubblicitarie di Bernays, trovò accettazione negli Stati Uniti.

Promozione dei Balletti Russi:

Bernays organizzò il tour americano dei Balletti Russi di Sergej Diaghilev, con il famoso ballerino Vaslav Nijinsky.

Le sue strategie promozionali innovative, come la distribuzione di  opuscoli e lo sfruttamento delle recensioni europee, portarono a  un’accoglienza trionfale a New York.

2.2. La Prima Guerra Mondiale e la Propaganda

Ruolo nel Comitato Creel:

Durante la Prima Guerra Mondiale, Bernays lavorò come consulente per il Comitato per l’Informazione Pubblica, noto anche come Comitato Creel.

Il comitato mirava a influenzare l’opinione pubblica a favore dell’ intervento degli Stati Uniti in guerra attraverso varie tecniche di  propaganda.

Bernays contribuì diffondendo messaggi a favore della guerra attraverso giornali, manifesti e film, e organizzando i “Four Minute Men” per tenere  discorsi a favore della guerra in pubblico.

Riflessioni Post-Guerra:

Bernays riconobbe il potenziale delle tecniche di propaganda per  applicazioni in tempo di pace, coniando il termine “relazioni pubbliche”  per sostituire il termine “propaganda”, percepito negativamente.

2.3. Tecniche Innovative di Relazioni Pubbliche

Concetti Chiave:

Bernays fu uno dei primi a utilizzare principi psicologici, in particolare  quelli di suo zio Sigmund Freud, per manipolare l’opinione pubblica.

Introdusse i concetti di “mente collettiva” e “fabbrica del consenso”,  enfatizzando il potere dei desideri subconsci nel plasmare il  comportamento pubblico.

Campagne di Rilievo:

Torce della Libertà (1929):

Bernays organizzò uno stratagemma pubblicitario per rompere il tabù  contro il fumo femminile.

Persuase un gruppo di debuttanti a fumare sigarette durante una  parata di Pasqua a New York, presentandolo come un simbolo di  emancipazione femminile.

Questa campagna aumentò le vendite di sigarette tra le donne e sfidò  le norme sociali.

Light’s Golden Jubilee (1929):

Bernays organizzò una celebrazione nazionale per il 50º anniversario  dell’invenzione della lampadina, con la partecipazione del presidente  Herbert Hoover e altri personaggi di spicco.

L’evento mirava a promuovere l’idea del consumismo come motore del  progresso americano.

United Fruit Company e il Colpo di Stato in Guatemala (1954):

Bernays lavorò per la United Fruit Company per orchestrare un colpo di stato contro il presidente guatemalteco eletto democraticamente,  Jacobo Arbenz Guzmán.

Dipinse Arbenz come una minaccia comunista per gli Stati Uniti,  utilizzando la manipolazione dei media e la propaganda per influenzare l’opinione pubblica e giustificare l’intervento della CIA.

2.4. Influenza sulla Cultura Americana e sul Consumo

Modellare il Comportamento dei Consumatori:

Bernays credeva nella creazione di desideri piuttosto che  semplicemente nel soddisfare bisogni, sostenendo la trasformazione della cultura americana da una cultura della necessità a una cultura del  desiderio.

Introdusse tecniche come il product placement nei film, le  sponsorizzazioni di celebrità e l’associazione di prodotti a status sociale e identità.

Impatto sulla Società Americana:

Le strategie di Bernays contribuirono alla crescita del consumismo e  all’idea che le decisioni di acquisto fossero espressioni di individualità e  libertà personale.

Ebbe un ruolo significativo nel boom economico degli anni ’20, promuovendo gli investimenti in borsa e l’idea di una “nuova era” di prosperità.

3. Visioni Filosofiche e Politiche

3.1. Il Ruolo delle Relazioni Pubbliche nella Democrazia

Manipolazione dell’Opinione Pubblica:

Bernays sosteneva che una “manipolazione consapevole e intelligente  delle abitudini e delle opinioni organizzate delle masse” fosse essenziale in una società democratica.

Credeva che la persona media fosse incapace di prendere decisioni  informate e avesse bisogno di essere guidata da un’élite di esperti.

Governo Invisibile:

Bernays riconosceva l’esistenza di un “governo invisibile” che plasma  l’opinione pubblica e influenza le decisioni.

Vedeva le relazioni pubbliche come uno strumento per questo governo invisibile per mantenere il controllo sociale e la stabilità.

3.2. Critica della Democrazia e l’”Ingegneria del Consenso”

Critica della Razionalità:

Bernays credeva che gli esseri umani fossero guidati da forze irrazionali e che la democrazia fosse difettosa perché si basava sull’assunzione di  decisioni razionali.

Sosteneva l’”ingegneria del consenso”, utilizzando tecniche psicologiche per manipolare l’opinione pubblica e ottenere risultati desiderati.

Democrazia come Strumento di Controllo:

La visione di Bernays della democrazia era quella di una società in cui le masse erano controllate attraverso la manipolazione dei loro desideri e  delle loro paure.

Credeva che questo approccio fosse necessario per mantenere l’ordine  sociale e prevenire il caos che potrebbe derivare da un individualismo  senza freni.

4. Eredità e Impatto

Influenza sulle Relazioni Pubbliche Moderne:

Bernays è spesso definito il “padre delle relazioni pubbliche” e le sue  tecniche continuano a essere utilizzate in pubblicità, marketing e  campagne politiche.

Il suo accento sul potere dei desideri subconsci e sull’importanza degli appelli emotivi rimane centrale nelle pratiche contemporanee delle  relazioni pubbliche.

Critica e Controversia:

I metodi di Bernays sono stati criticati per la loro natura manipolativa e  per il loro potenziale di minare i principi democratici.

La sua partecipazione al colpo di stato in Guatemala e il suo lavoro per la United Fruit Company sono particolarmente controversi.

Riflessione sulla Democrazia:

Il lavoro di Bernays solleva importanti questioni sul rapporto tra  democrazia, propaganda e il ruolo dei media nel plasmare l’opinione  pubblica.

Le sue idee ci sfidano a considerare in che misura le nostre scelte sono influenzate da forze esterne e le implicazioni per la libertà individuale e il  benessere sociale.

5. Principali Pubblicazioni

Cristallizing Public Opinion (1923)

Propaganda (1928)

Public Relations as a Career (1937)

The Engineering of Consent (1947)

Biography of an Idea: Memories of a Public Relations Counsel (1965)

INCONTRO CON EDWARD BERNAYS- MAESTRO DELLA PROPAGANDA Documentario completo DOPPIATO ITALIANO BY LVOGRUPPO.COM

LA VERSIONE ORIGINALE IN INGLESE

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Conosciuto come il padre della propaganda moderna, Edward Bernays fu ingaggiato per spingere i programmi sulle masse usando la manipolazione.

Il suo pronipote è il fondatore di Netflix Mark Bernays Randolph, ma tranquilli, non e’ preoccupante…..

Fluoruro, tabacco, guerra, notizie, salute pubblica sono solo alcuni dei temi trattati. Bernays è stato anche il fondatore dell’industria delle relazioni pubbliche negli Stati Uniti.

“La manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini e delle opinioni organizzate delle masse è un elemento importante della società democratica (alias “capitalista”). Coloro che manipolano questo meccanismo invisibile della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro Paese. Siamo governati, le nostre menti sono plasmate, i nostri gusti formati e le nostre idee suggerite, in gran parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare…. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente del pubblico”.

Edward L. Bernays, nipote di Sigmund Freud, dal suo libro fondamentale Propaganda (1928).

Pubblicista e pubblicitario statunitense di origine austriaca, Edward L. Bernays (1891-1995), che vantava legami di parentela con Sigmund Freud, è stato uno dei primi spin doctor ed è considerato, insieme a Walter Lippmann, uno dei fondatori delle moderne relazioni pubbliche delle quali teorizzò le regole base, nei primi anni del XX secolo.

Bernays, considerato dalla rivista Life tra le 100 persone più influenti del secolo scorso, diventò uno degli esperti di pubbliche relazioni più importanti e meglio pagati dell’epoca, grazie alle sue capacità di sfruttare le conoscenze in psicologia per produrre una comunicazione persuasiva di massa.

Prima di intraprendere la carriera nelle pubbliche relazioni, Bernays, dopo essersi laureato in Agricoltura, percorse la via del giornalismo, occupandosi anche di produzioni teatrali, settore in cui lavorò fra il 1913 e il 1917, quando entrò a far parte del Committee on Public Information, conosciuto anche come Creel Committee (dal nome del suo ideatore, il giornalista George Creel): si trattava di un comitato sull’informazione pubblica con a capo il presidente Thomas Woodrow Wilson, istituito nell’aprile dello stesso anno con il fine di conquistare il consenso dell’opinione pubblica americana in merito all’entrata in guerra degli Stati Uniti.

L’organizzazione del comitato era quello di un vero e proprio mezzo di propaganda bellica che sfruttava tutti i media allora disponibili: dalla stampa ai volantini, dalla radio ai film.

Durante la sua esperienza nel Creel Committee, Bernays lavorerà con Walter Lippmann, il quale ispirerà parte del suo futuro lavoro. Nelle idee di Bernays – che nel frattempo, alla fine del conflitto, era diventato un uomo di successo, con molti appoggi politici – è possibile rintracciare l’influenza del pensiero di Gustave Le Bon e dei suoi studi sulla Psicologia delle folle (1895), di Freud e di Walter Lippmann, con particolare riferimento al suo libro più famoso Public Opinion, pubblicato nel 1922.

Il pensiero di Bernays su propaganda e manipolazione dell’Opinione Pubblica. Bernays era convinto che la manipolazione potesse essere utilizzata non solo a fini politici (cosa che aveva avuto modo di sperimentare durante la sua consulenza presso il Creel Committee), ma anche per finalità puramente commerciali.

In un momento in cui l’economia capitalista entrava in una nuova fase, nella quale per le aziende diventava fondamentale non più la capacità produttiva, ma quella di imporsi all’attenzione del pubblico, Bernays fu uno dei primi a commercializzare le tecniche manipolative, utilizzando anche la psicologia del subconscio che conosceva bene grazie ai suoi studi su Freud e Le Bon.

Nel 1923 Bernays pubblica Crystallizing Public Opinion, nel quale le principali tecniche di vendita delle idee non erano semplicemente esposte nelle loro dinamiche ed effetti, ma venivanogiustificate anche alla luce di una “morale” sociale e di un più generale tentativo teorico di legittimazione del ruolo sociale del consulente di pubbliche relazioni. Il lavoro di Bernays fa riferimento, già nel titolo, a Public Opinion che Walter Lippmann aveva pubblicato un anno prima.

Tra i concetti esposti dai due autori, però, emergono delle importanti differenze; se, infatti, Lippmann aveva denunciato i rischi della manipolazione dell’ambiente “mentale” della società ad opera di chi deteneva il controllo dei mezzi di comunicazione, che lo esercitava attraverso un uso consapevole di simboli e stereotipi, “Bernays intendeva deliberatamente mettere queste strategie al servizio del consulente di pubbliche relazioni”. 

Nel libro di Bernays possono essere individuati quattro aspetti che emergono come particolarmente interessanti: ⎯ l’importanza attribuita alle scienze psico-sociali al fine della vendita delle idee (sia riguardo ai concetti emersi dalle scienze psicologiche, sia in merito ai sistemi di ricerca socioeconomica); ⎯ la trattazione piuttosto ampia delle potenzialità comunicative della radio a fini commerciali, mentre Lippmann in Public Opinion aveva fatto riferimento alla sola stampa d’informazione; ⎯ la comprensione di un aspetto fondamentale delle strategie di persuasione, ovvero che un messaggio risulta più convincente quando il suo emittente non mostra interesse nel promuoverlo.

Per questo motivo l’autore propone di occultare i promotori dei messaggi e proporre come emittenti “organismi apparentemente neutrali, creati ad hoc per propagandare indirettamente una causa o un marchio e attirare, con qualche sapiente forma di spettacolarizzazione, l’attenzione delle folle”; il collocamento nell’ombra anche del consulente di pubbliche relazioni.

Gli effetti comunicativi dovevano apparire spontanei e non frutto di pianificazioni attentamente studiate. Tutte queste strategie, che Bernays applicò con successo nel suo lavoro, saranno poi riprese in Propaganda, volume pubblicato nel 1928 alla vigilia del crollo di Wall Street che avrebbe dato inizio alla Grande Depressione. In questo lavoro, le tecniche di cui Bernays aveva scritto in Crystallizing Public Opinion, sono investite di una finalità etica.

Bernays scrive, infatti, che “la consapevole e intelligente manipolazione dei costumi e delle opinioni delle masse è un aspetto importante della società democratica”; tale manipolazione rappresenta, inoltre, un efficace strumento attraverso il quale “uomini intelligenti possono combattere per finalità produttive e contribuire a metter ordine in mezzo al caos”

Nel pensiero di Bernays emerge l’idea di un popolo che non si autogoverna, nemmeno in democrazia. L’autore, quindi, fa riferimento a delle élite che guidano il paese, in quanto, In teoria ciascuno fa le sue scelte per quanto concerne la vita pubblica e quella privata […] in pratica accettiamo che i nostri dirigenti e gli organi di stampa ci indichino le questioni di interesse generale. Accettiamo che un pastore, uno studioso, o semplicemente un’opinione diffusa ci prescrivano un codice di comportamento sociale standardizzato al quale ci conformiamo per la maggior parte del tempo”.

In questa situazione “gli uomini intelligenti” che guideranno le scelte, sia nell’ambito politico – nel quale i responsabili della manipolazione delle masse costituiscono un vero e proprio “governo invisibile” in grado di reggere le sorti del Paese – sia in quello aziendale, lo potranno fare mettendo in pratica delle tecniche propagandistiche.

Lo stesso Bernays è del parere che certi fenomeni che derivano dall’uso di queste strategie (in particolare attraverso la manipolazione delle informazioni, l’esaltazione dell’individualismo e i battages pubblicitari), possono essere criticati, ma al tempo stesso sostiene che “queste attività sono necessarie per una vita bene ordinata”.

La propaganda, dunque, non assume in Bernays connotati prettamente negativi, ma diventa “cattiva e da condannare quando i suoi autori si adoperano deliberatamente e con conoscenza di cause a diffondere menzogne e produrre effetti negativi per il bene pubblico”.

In merito ai diversi strumenti di propaganda, Bernays tratta anche dei mezzi di comunicazione di massa, in un periodo in cui gli Stati Uniti conoscono una grande diffusione di quotidiani, riviste, stazioni radio, case di produzione cinematografica, case editrici, oltre a strumenti come volantini, cartelloni, lettere di pubblicità spedita per posta.

L’autore, infatti, considera di primaria importanza imparare a gestire questo sistema di amplificazione, che può rappresentare un bene o un male sociale, a seconda che si scelga di impiegarlo per fini sociali o meno. Ad usare i mezzi di comunicazione di massa devono essere i leader, portavoce di punti di vista diversi, come quelli di grandi gruppi industriali o di unità governative.

Nel suo libro Barnays presenta una distinzione tra “vecchia” e “nuova propaganda”, sviluppatasi quest’ultima, con la fine della Grande Guerra e avente come protagonisti i consulenti in Pubbliche Relazioni, il cui compito è quello di realizzare (per l’azienda o altra organizzazione per la quale lavorano) “circostanze prodotte ad arte”, al fine di ottenere il consenso della fetta di popolazione alla quale ci si rivolge. Il PR, protagonista della “nuova propaganda”, analizza la società come uno scienziato, studiandone i meccanismi e i bisogni. Il consulente in public relation, collocato tra impresa e pubblico, “anticipa gli umori della gente” e indirizza le aziende a emergere nelle competizioni – in aumento a causa dell’avvento della cultura di massa e della standardizzazione dei prezzi – in particolare attraverso due strategie:

⎯ interpretazione continua, che, organizzata in base agli assunti della psicologia Freudiana, è programmata in modo tale che il soggetto recepisca quanto voluto dal mittente, anche in modo inconscio;

⎯ esaltazione dei punti di forza, attraverso la quale si fa emergere uno degli aspetti efficaci dell’azienda. Dalle argomentazioni di Bernays, emergono le influenze esercitate sul suo pensiero dalla teorie psicologiche che si diffondono in quel periodo; in particolare, secondo l’autore, sono stati la psicologia Freudiana e quella collettiva e gli studi sulle folle, ad aver contribuito allo sviluppo di un nuovo approccio nei confronti delle masse, e soprattutto a una maggiore attenzione ai bisogni dei componenti della società.

I vecchi propagandisti, a differenza dei protagonisti della “nuova propaganda”, basavano la loro attività semplicemente sulla ripetizione continua del messaggio, al fine di “martellare l’opinione pubblica con argomentazioni fasulle”, servendosi principalmente degli studi sulla psicologia classica, la quale fondava la spiegazione dei processi comportamentali sulle continue ripetizioni di stimoli per ottenere risposte, ovvero, in ambito pubblicitario e propagandistico, consenso.

In Propaganda, Bernays parla in modo specifico di propaganda politica, asserendo una sostanziale uguaglianza tra i meccanismi di questa e quelli utilizzati dalle aziende. Infatti, secondo l’autore, la leadership politica, proprio come quella aziendale: realizza prodotti a partire dagli studi sulle esigenze della popolazione, e utilizza tutti i media necessari per raggiungere la porzione di popolazione che interessa. La distanza tra l’uomo d’affari e il rappresentante politico è individuabile a livello economico, perché, mentre l’imprenditore stabilisce un budget da investire in pubblicità, l’uomo politico non fa chiarezza su tali manovre finanziarie.

A tal proposito, il politico, secondo Bernays guadagnerebbe molto in prestigio se le iniziative che mirano a raccogliere il denaro fossero caratterizzate dal sigillo della sincerità e della chiarezza, come è avvenuto in occasione della campagna per i prestiti di guerra. […]

La politica cancelli la zona d’ombra dei suoi finanziamenti e ne uscirà definitivamente nobilitata agli occhi dell’America15. Prerogativa del leader politico sarà sempre quella di mostrarsi coerente con gli obiettivi descritti nella campagna propagandistica, in modo da essere in grado di guidare il popolo “invece di seguirlo alla cieca, procedendo a tentoni”.

Le due opere più importanti e influenti di Edward Bernays, Crystallizing Public Opinion e Propaganda, costituiscono un manuale teorico destinato alla nuova categoria di persuasori di professione che iniziava a svilupparsi alla fine della Prima Guerra Mondiale negli Stati Uniti. Si tratta di un’opera nella quale sono identificate le principali tecniche manipolative, che Bernays cercò poi di applicare durante la sua carriera come consulente nelle PR per importanti aziende

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