Una proposta del Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. amplierebbe l’elenco dei danni riconosciuti nell’ambito del National Vaccine Injury Compensation Program, includendo i sintomi che “le persone con autismo spesso sperimentano”, ha riportato Bloomberg. L’esperto di danni da vaccino Wayne Rohde ha affermato che la proposta riconoscerebbe lesioni specifiche che notoriamente scatenano l’autismo.

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La proposta, come descritta, mira a espandere la tabella delle lesioni riconosciute dal VICP per includere sintomi comunemente associati all’autismo, come encefalopatie o altri danni neurologici, senza aggiungere esplicitamente l’”autismo” di per sé .

L’obiettivo dichiarato è di “catturare” i bambini che hanno sviluppato tali condizioni, creando un canale indiretto per il risarcimento delle famiglie .

🤔 Punti di Vista sulla Proposta

La proposta genera reazioni contrastanti, che è utile analizzare in uno schema riassuntivo:

ProspettivaArgomentazioni Principali
Favorevoli (esperti citati dall’articolo)Giustizia economica: Fornirebbe un risarcimento alle famiglie le cui vite sono state sconvolte da disturbi neuroevolutivi indotti dai vaccini .
Compensazione dei danni reali: Si compensano lesioni mediche specifiche (es. encefalite) che possono portare all’autismo, non la diagnosi in sé .
Critici (altre fonti nei risultati di ricerca)Rischio di collasso del VICP: Il programma potrebbe essere sopraffatto dalle richieste, con costi potenziali di decine di miliardi di dollari, rischiando il fallimento .
Impatto sulla produzione di vaccini: Se il VICP fallisse, i produttori potrebbero cessare la produzione di vaccini infantili per sfuggire al rischio di cause miliardarie .

🏛️ Contesto e Funzionamento del VICP

Per comprendere appieno l’impatto della proposta, è essenziale conoscere il programma che si intende modificare.

  • Origini e Scopo: Il National Vaccine Injury Compensation Program (VICP) è un programma federale “no-fault” creato nel 1988. Nacque dopo che una serie di cause legali contro i produttori aveva creato il rischio di carenza di vaccini . Il suo scopo è duplice: risarcire le persone lese in rare occasioni da vaccini e, al contempo, proteggere i produttori da cause civili, garantendo la disponibilità di vaccini per la popolazione .
  • Fonte di finanziamento: Il programma è finanziato da un fondo fiduciario alimentato da una tassa di 0,75 dollari per dose (per malattia prevenuta) sui vaccini raccomandati . Questo fondo, che ha un patrimonio di circa 4,5 miliardi di dollari, ha erogato complessivamente oltre 5 miliardi di dollari in risarcimenti .

🔍 Approfondimento: Il Precedente dei Processi Omnibus sull’Autismo

Tra il 2007 e il 2010, il tribunale del VICP ha affrontato in modo organico migliaia di richieste di risarcimento che collegavano l’autismo ai vaccini attraverso i cosiddetti “Omnibus Autism Proceedings” . In quel frangente, la Corte ha esaminato varie teorie biologiche proposte dai ricorrenti, incluso il presunto ruolo del vaccino MMR e del conservante thimerosal .

In tutte le cause pilota esaminate, il tribunale ha stabilito che i ricorrenti non avevano fornito prove sufficienti a dimostrare un nesso causale tra i vaccini e l’autismo, negando quindi il risarcimento . Questi procedimenti rappresentano un precedente giuridico significativo per qualsiasi futura rivendicazione che tenti di collegare l’autismo al programma di risarcimento.

💎 Riepilogo

In sintesi, la proposta di RFK Jr. analizzata nell’articolo rappresenta un tentativo di aggirare l’ostacolo rappresentato dalla mancanza di prove scientifiche a sostegno di un legame diretto tra vaccini e autismo, cercando di compensare i pazienti attraverso la via indiretta dei sintomi neurologici.

Le implicazioni potenziali sono molto ampie, toccando la sostenibilità finanziaria del programma di risarcimento e, di conseguenza, l’intero sistema vaccinale infantile nazionale.

7 Verità Sorprendenti sul “Tribunale dei Vaccini” Americano che Pochi Conoscono

Il Tribunale Segreto che Gestisce i Danni da Vaccino

L’ipotesi comune nel mondo moderno è semplice: se un prodotto causa un danno, si può fare causa al produttore. Questa logica si applica a quasi tutto, dalle automobili difettose agli elettrodomestici malfunzionanti. Tuttavia, nel contesto dei vaccini negli Stati Uniti, questa supposizione fondamentale è errata. Esiste un sistema speciale e poco conosciuto, formalmente chiamato National Vaccine Injury Compensation Program (NVICP), ma spesso definito il “tribunale dei vaccini”. Si tratta di un’entità quasi-giudiziaria creata per gestire le richieste di risarcimento per presunti danni da vaccino, operando secondo regole che sfidano le nostre aspettative sul diritto e la responsabilità. Questo articolo svelerà sette delle realtà più sorprendenti e controintuitive di questo programma, basate su un’analisi approfondita della sua storia e delle sue operazioni, come dettagliato nel libro di Wayne Rohde, “The Vaccine Court”.

1. Non Puoi Fare Causa Direttamente ai Produttori di Vaccini

Il fatto più fondamentale e sorprendente del sistema americano è questo: le persone che ritengono di aver subito un danno da un vaccino non possono citare in giudizio direttamente l’azienda farmaceutica in un tribunale tradizionale. Questa protezione quasi totale dalla responsabilità è stata consolidata nel 2011 da una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Bruesewitz v. Wyeth Labs.

Questa decisione ha reso di fatto il NVICP il rimedio esclusivo per le richieste di risarcimento per danni da vaccino. Ha eliminato l’opzione, originariamente prevista dal Congresso, che permetteva ai ricorrenti insoddisfatti dell’esito del programma di uscirne e intentare una causa civile. Questa decisione ha di fatto annullato l’intenzione originale del Congresso, conferendo ai produttori di vaccini un livello di protezione dalla responsabilità civile che non ha praticamente eguali in nessun’altra categoria di prodotti e creando uno scudo legale unico nel suo genere.

2. Il Governo Agisce come Avvocato Difensore, non come Giudice Neutrale

Nonostante sia etichettato come un sistema “senza colpa” (no-fault), il programma è intrinsecamente avversariale. Quando una persona presenta una petizione, il suo avversario non è l’azienda farmaceutica, ma il governo degli Stati Uniti stesso, rappresentato dal Segretario della Salute e dei Servizi Umani (HHS). Gli avvocati del Dipartimento di Giustizia (DOJ) rappresentano la posizione del governo e si oppongono attivamente alla petizione, contestando le prove e cercando di far respingere la richiesta.

Questo trasforma quello che doveva essere un processo amministrativo in una vera e propria battaglia legale, dove il ricorrente deve affrontare le immense risorse legali e finanziarie del governo federale. La realtà del processo è ben riassunta da questa osservazione:

“Nella realtà odierna, il NVICP non è un sistema senza colpa, ma un processo giudiziario avversariale e altamente contenzioso da cui il Congresso intendeva tenersi lontano.”

3. Nato come Programma “Senza Colpa”, è Diventato una Battaglia Legale

Il Congresso americano, con il National Childhood Vaccine Injury Act (NCVIA) del 1986, intendeva creare un sistema “senza colpa” per risarcire le famiglie “rapidamente e facilmente”, senza che dovessero dimostrare negligenza o dolo da parte del produttore. L’obiettivo era bilanciare la necessità di proteggere l’approvvigionamento di vaccini con il bisogno di giustizia per i singoli.

Tuttavia, la realtà attuale è molto diversa. Poiché il Segretario dell’HHS ha progressivamente ristretto la lista dei danni riconosciuti, la maggior parte delle petizioni oggi riguarda danni “off-table”, cioè non elencati ufficialmente nella Vaccine Injury Table. Per questi casi, il ricorrente ha l’onere di dimostrare la causalità attraverso un rigoroso standard legale a tre punte, noto come test di Althen. Questo ha trasformato il programma in ciò che voleva evitare: un processo lungo, complesso e altamente contenzioso, dove il test di Althen è diventato la regola anziché l’eccezione.

4. Le Regole del Gioco Possono Cambiare a Partita in Corso

Una delle caratteristiche più singolari e potenti del programma è il ruolo del Segretario della Salute e dei Servizi Umani (HHS). Questa figura ha l’autorità di modificare unilateralmente la Vaccine Injury Table (VIT), la lista ufficiale dei danni riconosciuti che godono di una presunzione di risarcibilità.

Un esempio emblematico di questo potere si è verificato nel 1995 e nel 1997, quando il Segretario dell’HHS ha rimosso il “Disturbo Convulsivo Residuo” (RSD) dalla tabella per diversi vaccini. Questa azione ha reso improvvisamente molto più difficile per le famiglie ottenere un risarcimento per i danni legati a convulsioni, costringendole a intraprendere il percorso più arduo della dimostrazione di causalità “off-table”. Questa capacità di alterare le regole ha portato i sostenitori dei diritti dei pazienti a sentirsi traditi, come sottolinea Barbara Loe Fisher, una delle principali sostenitrici dei genitori che ha contribuito a formulare il quadro originale della legge:

“C’è stato un tradimento della promessa fatta ai genitori su come il programma di risarcimento sarebbe stato implementato.”

5. Un Orologio Rigido Inizia a Scorrere dal Primo Sintomo

Il programma impone una rigida prescrizione che può impedire a richieste valide di essere anche solo ascoltate. Una petizione per un danno da vaccino deve essere presentata entro tre anni dal “primo sintomo o manifestazione dell’insorgenza”.

Questo è un ostacolo enorme per molte condizioni, specialmente quelle neurologiche o autoimmuni. Un genitore potrebbe non collegare i primi sintomi a una vaccinazione per mesi o addirittura anni. La storia di Eric illustra la durezza di questa regola e un devastante paradosso legale. La sua famiglia inizialmente intentò una causa civile entro tre anni dalla diagnosi formale di autismo, ma il caso fu respinto perché tali richieste devono obbligatoriamente passare attraverso il NVICP. Quando finalmente presentarono la petizione nel foro corretto, era troppo tardi: la richiesta fu dichiarata “prescritta” perché un medico aveva annotato a mano un “lieve ritardo nel linguaggio” più di tre anni prima, anche se i genitori non erano a conoscenza di quella nota.

6. Il Programma è Finanziato da una Tassa sui Vaccini e ha Miliardi in Cassa

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il programma non è a corto di fondi. È finanziato da un’accisa di 0,75 dollari applicata a ogni componente antigenico di un vaccino coperto. Tuttavia, un fatto sconcertante è che il fondo riceve solo una parte di questa tassa. Dei 0,75 dollari raccolti, il 25% (0,19 dollari) viene dirottato direttamente al Fondo Generale del Tesoro statunitense e non entra mai nel fondo fiduciario per i danni da vaccino.

Nonostante questo prelievo, a marzo 2014, il Vaccine Injury Trust Fund aveva un saldo di oltre 3,4 miliardi di dollari, e continuava a crescere. Questa realtà crea un’ironia amara: l’applicazione rigida e spesso avversariale del programma è direttamente responsabile dell’enorme surplus nel fondo che era stato concepito per risarcire generosamente le vittime.

7. Le Tue Informazioni Personali Potrebbero non Essere Private

Navigare nel complesso sistema del “tribunale dei vaccini” è già abbastanza difficile, ma c’è un’ulteriore preoccupazione: la privacy. Sebbene il programma preveda regole per oscurare informazioni sensibili (Vaccine Rule 18(b)), questa protezione non è assoluta. Le decisioni del tribunale, che possono includere dettagli medici e personali, possono essere rese pubbliche.

Il libro cita un esempio specifico in cui un blogger ha utilizzato le informazioni di una decisione pubblicata per “mettere pubblicamente in imbarazzo e intimidire la madre nel tentativo di screditare la sua battaglia”. Per coloro che affrontano il difficile processo, esiste quindi il rischio che le loro lotte mediche private possano diventare di dominio pubblico, creando un forte deterrente per futuri ricorrenti.

Una Promessa Mantenuta?

Il National Vaccine Injury Compensation Program è un sistema complesso e pieno di contraddizioni, nato dalla necessità di bilanciare la politica di salute pubblica con la giustizia individuale. Le sue operazioni, tuttavia, si sono discostate notevolmente dall’intento originale, creando un labirinto legale dove le famiglie spesso si trovano a combattere contro il governo che avrebbe dovuto aiutarle.

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Il Tribunale dei Vaccini (“The Vaccine Court”)

Il National Vaccine Injury Compensation Program (NVICP), istituito dal National Childhood Vaccine Injury Act (NCVIA) del 1986, fu concepito come un sistema “no-fault” (senza colpa), rapido e generoso, finalizzato a risarcire i danni da vaccino proteggendo al contempo i produttori da contenziosi legali. Tuttavia, il programma si è trasformato in un processo altamente avversariale, contenzioso e lungo, in netto contrasto con l’intento originale del Congresso.

I fattori chiave di questa trasformazione includono modifiche restrittive alla Vaccine Injury Table (VIT) da parte del Segretario della Salute e dei Servizi Umani (HHS), che hanno costretto la maggior parte delle richieste a essere dibattute come complessi casi di causalità “off-table” (non tabellare). Uno statuto di prescrizione molto breve preclude inoltre numerose potenziali richieste, mentre le tattiche aggressive degli avvocati del Dipartimento di Giustizia (DOJ) hanno esacerbato la natura contenziosa del sistema.

Un caso emblematico è l’Omnibus Autism Proceedings (OAP), un procedimento di massa che ha gestito circa 5.500 istanze che collegavano i vaccini all’autismo.

L’OAP si è concluso con il rigetto di tutti i casi pilota, tra accuse di condotta scorretta da parte del governo, come la soppressione di testimonianze di esperti favorevoli ai richiedenti. Più di recente, una strategia difensiva crescente consiste nell’attribuire i danni, in particolare le convulsioni post-vaccino DTaP, a mutazioni genetiche sottostanti (es. SCN1A/Sindrome di Dravet) piuttosto che al vaccino stesso, portando a ulteriori rigetti.

Il sistema soffre di una cronica mancanza di trasparenza, di un’insufficiente consapevolezza pubblica e di tattiche intimidatorie nei confronti dei richiedenti e dei loro esperti, elementi che hanno generato diffusi appelli per una riforma significativa del programma.

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I. Genesi e Scopo del National Vaccine Injury Compensation Program (NVICP)

Contesto Storico

Prima del 1986, i risarcimenti per danni da vaccino venivano perseguiti attraverso il sistema di responsabilità civile. Un aumento delle cause legali negli anni ’70 e ’80, in particolare legate al vaccino DTP (difterite-tetano-pertosse), portò diversi produttori a minacciare di abbandonare il mercato a causa degli alti costi dei contenziosi. Questo creò il timore di una carenza di vaccini a livello nazionale. Un precedente significativo fu il “Fiasco dell’Influenza Suina” del 1976, durante il quale il governo federale si assunse la responsabilità per i danni derivanti da un programma di vaccinazione di massa, fornendo un modello per una futura legislazione.

La Legge NCVIA del 1986

In risposta a questa crisi, il Congresso istituì il NVICP con il duplice obiettivo di:

1. Garantire un’offerta stabile di vaccini: Proteggendo i produttori da cause civili, eccetto in casi limitati.

2. Fornire un risarcimento equo e tempestivo: Creando un sistema “no-fault” che eliminasse la necessità per i danneggiati di dimostrare la negligenza del produttore.

Il programma fu finanziato da un’accisa di 0,75 dollari su ogni antigene vaccinale, versata in un fondo fiduciario noto come Vaccine Injury Trust Fund.

Struttura del Programma

Il NVICP opera all’interno della Corte dei Reclami Federali degli Stati Uniti ed è gestito da “Special Masters”, giudici specializzati che esaminano le istanze. Il governo è rappresentato dagli avvocati del Dipartimento di Giustizia (DOJ), che difendono la posizione del Segretario HHS. Le istanze si dividono in due categorie principali:

• Lesioni “On-Table” (Tabellari): Danni elencati nella Vaccine Injury Table (VIT) che si manifestano entro un periodo di tempo specificato dopo la vaccinazione. In questi casi, la causalità è presunta.

• Lesioni “Off-Table” (Non Tabellari): Danni non elencati nella VIT. Il richiedente ha l’onere di dimostrare, con una preponderanza delle prove, che il vaccino ha causato il danno.

II. La Trasformazione in un Sistema Avversariale

Contrariamente all’intento di un sistema rapido e non contenzioso, il NVICP è diventato un’arena legale complessa e ostile.

L’Erosione della Vaccine Injury Table (VIT)

Il cambiamento più significativo si è verificato nel 1995 e 1997, quando il Segretario HHS Donna Shalala, basandosi su rapporti dell’Institute of Medicine (IOM), ha modificato la VIT. La modifica più impattante fu la rimozione del Disturbo Convulsivo Residuo (RSD) come lesione tabellare per diversi vaccini. Come affermato da Barbara Loe Fisher, una delle sostenitrici dei genitori che contribuì a creare la legge, questa azione “costituisce la più palese violazione dello spirito e dell’intento della legge”. Di conseguenza, quasi il 90% delle istanze, che in origine erano “on-table”, sono diventate casi “off-table”, trasformando il programma da un sistema basato sulla presunzione a uno incentrato su complesse battaglie legali sulla causalità.

La Prova delle Lesioni “Off-Table”

La gestione delle istanze “off-table” è stata caratterizzata da standard legali mutevoli e incoerenti. Solo nel 2005, la decisione nel caso Althen v. HHS ha finalmente stabilito uno standard più equo. Per dimostrare la causalità, un richiedente deve soddisfare un test in tre punti:

1. Una teoria medica che colleghi causalmente la vaccinazione e il danno.

2. Una sequenza logica di causa ed effetto che dimostri che la vaccinazione è stata la ragione del danno.

3. Una relazione temporale approssimativa tra la vaccinazione e il danno.

Se il richiedente soddisfa questi criteri, l’onere passa al governo, che deve dimostrare che il danno è stato causato da fattori non correlati al vaccino.

III. Ostacoli Procedurali e Controversie Sistemiche

Lo Statuto di Prescrizione (Statute of Limitations)

Il programma impone termini di prescrizione estremamente brevi: tre anni dalla manifestazione del primo sintomo per un danno e due anni dalla data del decesso. Questo è uno degli aspetti più criticati, poiché molti danni da vaccino, specialmente quelli di natura autoimmune o neurologica, possono avere un’insorgenza lenta e non essere immediatamente collegati alla vaccinazione. Numerosi casi, come dimostrato in Markovich v. HHS, sono stati respinti perché il “primo sintomo” (come un rapido battito di palpebre o un lieve ritardo nel linguaggio annotato da un medico) è stato identificato retroattivamente, facendo scattare il termine di prescrizione prima che i genitori potessero comprendere la gravità o la causa della condizione del proprio figlio.

La Clausola “De Minimis” e la Severità del Danno

Inizialmente, una richiesta richiedeva almeno 1.000 dollari di spese mediche non rimborsate, una clausola che escludeva ingiustamente le famiglie a basso reddito o quelle coperte da assicurazioni come Indian Health Services (caso Daniel Black). Sebbene questo requisito sia stato rimosso, rimane l’obbligo che il danno abbia effetti residui per almeno sei mesi. Questa regola, insieme all’ambigua definizione di “intervento chirurgico”, continua a escludere casi di danni gravi ma non cronici, come dimostrato nel caso G. S. v. HHS.

Redazione, Privacy e Intimidazione

La Regola 18(b) consente la redazione di informazioni personali e mediche dalle decisioni pubblicate. Tuttavia, la sua applicazione incoerente e la tensione con le leggi sulla trasparenza (E-Government Act) hanno creato problemi significativi. Le informazioni personali non redatte sono state utilizzate da attivisti e blogger per intimidire e screditare le famiglie che hanno ottenuto un risarcimento, scoraggiando potenziali futuri richiedenti. L’intimidazione si estende anche all’interno del processo, con gli avvocati del DOJ che adottano tattiche aggressive contro i richiedenti e i loro esperti medici durante le udienze e le negoziazioni del piano di assistenza a vita.

Mancanza di Trasparenza e Supervisione

Il programma opera con una supervisione congressuale minima. Il Vaccine Injury Trust Fund è cresciuto fino a superare i 3,4 miliardi di dollari (a marzo 2014), ma la sua gestione solleva interrogativi. Una quota del 25% dell’accisa sui vaccini viene deviata al Fondo Generale del Tesoro USA anziché al Trust Fund. Inoltre, le agenzie governative (HRSA, DOJ) prelevano fondi significativi per “spese amministrative” senza una contabilità pubblica dettagliata. Infine, il mandato legale per una campagna di sensibilizzazione pubblica sul programma è stato in gran parte ignorato dal Segretario HHS, lasciando innumerevoli famiglie all’oscuro dei loro diritti.

IV. Casi Emblematici e Procedimenti di Massa

L’Omnibus Autism Proceedings (OAP)

L’OAP è stato il tentativo del tribunale di gestire in modo efficiente circa 5.500 istanze che sostenevano un legame tra i vaccini (in particolare MMR e quelli contenenti thimerosal) e l’autismo.

• Struttura e Casi Pilota: Il procedimento si è concentrato su tre teorie di causalità, testate attraverso casi pilota come Cedillo v. HHS e Hazlehurst v. HHS.

• Controversie e Accuse di Condotta Scorretta: L’OAP è stato funestato da controversie. Il DOJ ha introdotto all’ultimo minuto prove controverse (il Bustin report) per screditare i laboratori dei richiedenti. Ancora più grave, è emerso che il DOJ ha utilizzato la testimonianza di un esperto (Dr. Andrew Zimmerman) contro i richiedenti, pur essendo a conoscenza del fatto che lo stesso esperto aveva fornito un parere opposto in un altro caso (Hannah Poling), in cui il governo aveva concesso un risarcimento in segreto. In quel caso, il governo ha ammesso che i vaccini avevano “significativamente aggravato un disturbo mitocondriale sottostante… con caratteristiche di disturbo dello spettro autistico”.

• Esito: Nel febbraio 2009, tutti i casi pilota dell’OAP sono stati respinti. Questa decisione ha portato al sistematico rigetto di quasi tutte le altre 5.500 istanze, senza che venissero esaminate individualmente nel merito.

La Difesa Genetica: SCN1A e la Sindrome di Dravet

Una strategia difensiva sempre più comune da parte del governo è quella di attribuire le convulsioni post-vaccino DTaP a una mutazione genetica preesistente nota come SCN1A (Sindrome di Dravet). Sostenendo che la mutazione, e non il vaccino, sia la causa del danno, il governo ha ottenuto con successo il ribaltamento in appello di sentenze di risarcimento precedentemente concesse (es. Harris v. HHSSnyder v. HHS). Questa tendenza solleva la preoccupazione che qualsiasi predisposizione genetica possa diventare una base per negare il risarcimento per un danno da vaccino.

Casi di Morte e HPV

• Risarcimento per Morte: La legge limita il risarcimento per decesso a 250.000 dollari. Le sentenze in casi come Zatuchni v. HHS e Graves v. HHS hanno chiarito che un patrimonio può recuperare anche i danni (come dolore e sofferenza e perdita di guadagni) subiti prima del decesso, oltre all’indennizzo per morte.

• Casi HPV (Gardasil): Si osserva una tendenza preoccupante per cui le istanze relative ai vaccini HPV, che spesso comportano complessi disturbi autoimmuni, vengono giudicate molto rapidamente. Molti casi vengono risolti con accordi che mantengono i dettagli medici riservati, impedendo la raccolta di informazioni cruciali sulla sicurezza del vaccino, in contrasto con uno degli obiettivi dichiarati della legge.

V. Proposte di Riforma

Il fallimento del NVICP nel mantenere le sue promesse originali ha portato a numerose richieste di riforma. Le proposte più significative includono:

Proposta di RiformaMotivazione
1. Estendere lo Statuto di PrescrizionePortare il termine da 3 a 6 o più anni per tenere conto dell’insorgenza ritardata di molti danni da vaccino.
2. Ripristinare la Vaccine Injury Table (VIT)Annullare le modifiche del 1995/1997 per ripristinare la presunzione di causalità e ridurre la natura avversariale del programma.
3. Aumentare l’Indennizzo per MorteAdeguare il tetto di 250.000 dollari all’inflazione dal 1986 e allinearlo ad altri fondi di compensazione federali.
4. Pubblicare i Costi Legali del GovernoRichiedere al DOJ di rendere pubblici i propri onorari e costi, come già richiesto per gli avvocati dei richiedenti.
5. Rafforzare la Protezione della PrivacyRivedere la regola sulla redazione per proteggere meglio i richiedenti da intimidazioni e molestie.
6. Migliorare la Trasparenza delle StatisticheObbligare HRSA a pubblicare dati completi e accurati sulle istanze, suddivise per tipo di vaccino e danno.
7. Attuare la Campagna di Sensibilizzazione PubblicaObbligare il Segretario HHS a rispettare il mandato legale di informare il pubblico sull’esistenza e l’ammissibilità al programma.
8. Eseguire Audit Regolari del Trust FundRichiedere al GAO e all’Ispettore Generale di verificare regolarmente l’uso dei fondi del Trust Fund da parte delle agenzie governative.
9. Istituire un Comitato di RevisioneCreare un comitato per analizzare i casi che superano i tre anni di durata per identificare e risolvere i colli di bottiglia procedurali.
10. Accelerare i Pagamenti agli EspertiSemplificare il processo di rimborso per gli esperti medici dei richiedenti per garantire la loro disponibilità.
11. Richiedere Maggiore Dettaglio nelle DecisioniObbligare gli Special Masters a fornire motivazioni dettagliate in tutte le decisioni, anche in caso di accordo, per favorire la ricerca sulla sicurezza.
12. Chiarire la Copertura nei VISModificare i Vaccine Information Statements (VIS) per indicare chiaramente se un vaccino non è coperto dal NVICP.
13. Ammettere le Richieste dei FamiliariConsentire a genitori o coniugi di presentare richieste per i propri danni, come perdita di reddito o disagio emotivo.

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🔗 Riferimenti

Per un’analisi più approfondita, puoi consultare le fonti originali:

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