I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) degli Stati Uniti sono sotto nuova lente d’ingrandimento dopo che un nuovo rapporto ufficiale delle Accademie nazionali delle scienze, dell’ingegneria e della medicina (NASEM) ha accusato l’agenzia di non aver monitorato adeguatamente i rischi del “vaccino” contro il Covid.

Nel 2024 aveva gia’ stilato un altro report piuttosto critico

Il rapporto accusa il CDC di offuscare il confine tra controllo della sicurezza e promozione dei “vaccini”.

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A seguito di un’indagine, la NASEM ha stabilito che il CDC non aveva avvertito il pubblico dei gravi rischi per la salute associati alle iniezioni sperimentali.

Il rapporto avverte che il CDC deve “proteggere l’indipendenza dell’ISO” isolando il suo Immunization Safety Office (ISO) dalle unità che promuovono le campagne di vaccinazione, citando le persistenti preoccupazioni dell’opinione pubblica secondo cui le valutazioni del rischio sarebbero state compromesse da agende politiche.

“Il CDC dovrebbe proteggere l’indipendenza dell’ISO, mantenendo l’ufficio isolato, a livello operativo e amministrativo, dalle unità del CDC che svolgono attività di promozione o di definizione delle politiche”, afferma il rapporto.

Il rapporto è intitolato “Monitoraggio e valutazione del rischio vaccinale presso i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (2025)”.

La NASEM ha esaminato il modo in cui l’ISO ha gestito la sicurezza del “vaccino” durante la distribuzione del vaccino mRNA contro il Covid.

Pur riconoscendo all’ufficio il merito di aver individuato alcuni eventi avversi, ha anche evidenziato lacune in termini di trasparenza, tempestività e coerenza.

I critici sostengono che queste lacune costano vite umane.

Nessuna menzione del ritardo del CDC nell’avvertimento sulla miocardite– Annuncio –

Tra le omissioni più evidenti: la NASEM ha eluso il fatto che il CDC ha tenuto nascosto al pubblico il rischio di miocardite per sei mesi, nonostante i primi resoconti nei suoi stessi sistemi.

Come documentato nel Congressional Record, i funzionari del CDC non hanno informato gli americani fino a giugno 2021, molto tempo dopo che giovani uomini e ragazzi avevano già manifestato un’infiammazione cardiaca potenzialmente letale a seguito di iniezioni di mRNA.

Al contrario, la NASEM ha elogiato l’ISO per aver identificato la miocardite, la sindrome di Guillain-Barré e i disturbi della coagulazione del sangue “in tempo” per orientare le decisioni in materia di sanità pubblica.

Questa narrazione, tuttavia, contraddice le conclusioni indipendenti che dimostrano che l’agenzia ha minimizzato e ritardato le divulgazioni sulla sicurezza, promuovendo al contempo la vaccinazione di massa.

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I segnali di sicurezza sono superati dalla preoccupazione pubblica

Il rapporto ammette che l’ISO è stata spesso lenta nell’agire sui segnali di sicurezza.

Ad esempio, problemi come le irregolarità mestruali “hanno superato la risposta analitica”.

Ha inoltre scoperto che il CDC non aveva criteri chiari per stabilire quando segnalare o indagare problemi di sicurezza, lasciando i segnali preoccupanti nascosti o rinviati.

Ancora più grave è il fatto che il rapporto ammetta che gli studi pubblicati dall’ISO e i messaggi del CDC erano costantemente orientati verso la promozione dei vaccini, alimentando la percezione pubblica di parzialità.

Il cardiologo Dr. Peter McCullough, che ha lanciato per primo l’allarme sulla miocardite indotta dai vaccini, ha affermato che la critica del NASEM convalida ciò che informatori e scienziati indipendenti sostengono da tempo.

“Poiché l’obiettivo principale del CDC era quello di aumentare i tassi di vaccinazione, l’agenzia è stata di parte e non ha fornito tempestivamente informazioni importanti sulla sicurezza”, ha affermato McCullough.

Ha aggiunto che un comitato di monitoraggio dei dati veramente indipendente, che si riuniva mensilmente durante il lancio, avrebbe probabilmente interrotto il programma di “vaccinazione” a causa dell’aumento dei decessi in eccesso già a gennaio 2021.

Nonostante le conclusioni schiaccianti, il comitato del NASEM ha comunque elogiato il lavoro dell’ISO definendolo “scientificamente solido” e ha affermato che i suoi sforzi hanno tutelato la salute pubblica.

Il rapporto esprimeva addirittura preoccupazione per il fatto che concentrarsi troppo sui rischi dei vaccini avrebbe potuto “sminuire” quelli che definiva i benefici dei vaccini.

Tra le sue raccomandazioni:

   • Migliore integrazione dei dati di sicurezza tra i sistemi.

   • Revisione e definizione delle priorità più rapide dei segnali di sicurezza.- Annuncio –

   • Maggiore trasparenza nella comunicazione e nell’accesso ai dati.

   • Finanziamento a lungo termine per l’ISO.

I critici sottolineano che queste proposte eludono il problema più profondo: il CDC non è mai stato veramente indipendente dal suo programma sui “vaccini”.

Richiede la piena trasparenza dei dati

La scoperta ha portato a richieste di condivisione completa dei dati anonimi con esperti esterni, non a ulteriori promesse di riforme da parte di un’agenzia già sorpresa a nascondere i rischi.

Il rapporto conferma in definitiva ciò che milioni di americani sospettavano dall’inizio della pandemia: il CDC ha dato priorità alla campagna di vaccinazione rispetto alla trasparenza, silenziando o ritardando la divulgazione di informazioni sui danni reali, mentre gli americani ne pagavano il prezzo.

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Fare Chiarezza nel Caos dell’Informazione

Durante la pandemia di COVID-19, il dibattito pubblico sui vaccini è stato un vortice di confusione, preoccupazione e, in molti casi, profonda sfiducia. Tra titoli allarmistici, informazioni contrastanti e dibattiti accesi sui social media, per il cittadino medio è stato quasi impossibile capire come venissero realmente monitorati i rischi associati ai nuovi vaccini. Come sono stati identificati i potenziali effetti avversi? Con quale rapidità si è agito? E chi era responsabile di questo complesso processo?

Per rispondere a queste domande in modo definitivo e basato sull’evidenza, le Accademie Nazionali delle Scienze, dell’Ingegneria e della Medicina degli Stati Uniti hanno pubblicato un rapporto fondamentale nel 2025. Questo documento rappresenta un’analisi approfondita e indipendente del sistema di monitoraggio dei rischi vaccinali gestito dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Lungi dall’essere un semplice documento tecnico, il rapporto svela una realtà molto più complessa e sfumata di quella spesso descritta dai media.

In questo articolo, andiamo oltre i titoli per svelare sei verità sorprendenti che cambieranno il vostro modo di pensare a come è stata gestita la sicurezza dei vaccini. Intraprenderemo un viaggio nel cuore del sistema, rivelando il funzionamento interno di uno degli sforzi di salute pubblica più intensi della storia.

2.0 Le Sorprendenti Verità sul Monitoraggio dei Rischi Vaccinali

2.1. Non è un Solo Sistema, ma una Rete di Sicurezza Complessa e Sovrapposta

Il pubblico vede solo la punta dell’iceberg: il sistema VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System). Ma sotto la superficie, i CDC hanno costruito una rete di sicurezza a più livelli, dove ogni sistema ha un compito preciso per non lasciare nulla al caso. Contrariamente alla percezione comune, il monitoraggio non si è basato su un unico strumento, ma su una rete deliberatamente progettata di sistemi multipli, complementari e sovrapposti. Questo approccio ha garantito che “nessun singolo flusso di prove sostenesse l’intero onere della valutazione del rischio”.

Ecco i componenti chiave di questa rete di sicurezza:

• VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System): Il sistema passivo nazionale che funge da “allarme precoce”. Clinici e pazienti possono segnalare qualsiasi evento avverso sospetto dopo la vaccinazione, permettendo agli scienziati di identificare potenziali “segnali” che necessitano di ulteriori indagini.

• VSD (Vaccine Safety Datalink): Il principale sistema di sorveglianza attiva. Utilizzando le cartelle cliniche elettroniche di milioni di pazienti, il VSD permette analisi approfondite per confrontare l’incidenza di eventi avversi tra persone vaccinate e gruppi di controllo non vaccinati, un passaggio cruciale per stabilire un nesso causale.

• V-safe: Un nuovo sistema basato su smartphone, lanciato specificamente per i vaccini COVID-19. Ha permesso ai partecipanti di auto-segnalare in tempo quasi reale le reazioni comuni (come febbre o dolore al braccio), fornendo un flusso di dati immediato.

• CISA (Clinical Immunization Safety Assessment): Una rete di centri medici accademici ed esperti clinici che fornisce consulenze specialistiche su casi rari o complessi, aiutando a comprendere i meccanismi biologici dietro a reazioni avverse insolite.

Questo approccio multi-sistema ha creato una rete di sicurezza robusta, dove i segnali deboli emersi da un sistema (come VAERS) potevano essere rapidamente e rigorosamente analizzati in un altro (come VSD).

Gli Scienziati Non Parlano di “Sicurezza”, ma di “Rischio”

Una delle rivelazioni più sottili ma profonde del rapporto riguarda il linguaggio. Gli autori sottolineano una distinzione deliberata e precisa tra i termini “sicurezza” e “rischio”, una differenza cruciale per comprendere l’approccio scientifico.

Il rapporto afferma in modo inequivocabile:

Il comitato usa la parola “rischio” per indicare conseguenze sanitarie gravi e avverse ed evita la parola “sicurezza” perché molti ne deducono una completa assenza di rischi o un bilanciamento tra rischi e benefici.

Questa scelta terminologica non è una semplice pignoleria accademica. Riflette un impegno fondamentale verso la trasparenza e la precisione scientifica. Invece di offrire rassicurazioni generiche sulla “sicurezza” assoluta — un concetto che scientificamente non esiste — l’obiettivo era quello di identificare, quantificare e comunicare rischi specifici e misurabili. Questa onestà intellettuale è fondamentale: invece di promettere una “sicurezza” assoluta e irraggiungibile, la scienza si impegna a definire e misurare il “rischio” in modo che la società possa prendere decisioni informate.

La Velocità Conta: dal Primo Allarme all’Azione Pubblica in Pochi Giorni

Una critica comune durante la pandemia era che le autorità sanitarie fossero lente o reticenti nel riconoscere e agire sui potenziali rischi. Il rapporto smentisce questa narrazione, fornendo esempi concreti di una risposta straordinariamente rapida. Il sistema era progettato per passare dall’identificazione di un segnale all’azione di sanità pubblica in tempi brevissimi.

Ecco due esempi tratti dal rapporto:

• TTS (Sindrome da Trombosi con Trombocitopenia): Associata al vaccino Janssen, la TTS è stata identificata internamente il 9 aprile 2021. È stata esaminata dal gruppo di lavoro tecnico sulla sicurezza (VaST) il 12 aprile e ha portato a una “pausa” a livello nazionale annunciata il giorno successivo, il 13 aprile. Nell’arco di soli cinque giorni, si è passati da un’analisi interna a una decisione di sanità pubblica che ha coinvolto l’intera nazione.

• Anafilassi: I primissimi casi di reazioni anafilattiche gravi sono stati esaminati dal VaST il 19 dicembre 2020, appena tre giorni dopo l’inizio della campagna di vaccinazione con il vaccino Pfizer-BioNTech. Questa rapida analisi ha portato all’emissione immediata di linee guida cliniche per la gestione di tali reazioni nei centri di vaccinazione.

Questi esempi dimostrano che, dietro le quinte, esisteva un sistema progettato non per nascondere i problemi, ma per identificarli e affrontarli con la massima urgenza.

Le Preoccupazioni del Pubblico Contano: Come le Segnalazioni Hanno Avviato Nuove Indagini

Il sistema di monitoraggio non era un monolite rigido, ma una struttura adattiva in grado di rispondere alle preoccupazioni emergenti dal pubblico. Il rapporto evidenzia che alcune delle questioni più discusse non erano originariamente sulla lista degli “eventi avversi di speciale interesse” (AESI) che gli scienziati stavano monitorando attivamente.

Problemi come le alterazioni del ciclo mestruale e l’acufene (tinnito) sono stati aggiunti ai protocolli di monitoraggio solo dopo che le preoccupazioni del pubblico sono emerse attraverso segnalazioni e discussioni online. Il sistema V-safe ha giocato un ruolo cruciale in questo. I dati raccolti tramite l’app hanno mostrato che “circa l’1% delle partecipanti di sesso femminile segnalava irregolarità mestruali”. Questo segnale, emerso direttamente dalle auto-segnalazioni del pubblico, “ha innescato uno studio di coorte dedicato nel VSD”. Questo dimostra un ciclo di feedback diretto e potente: le preoccupazioni dei cittadini, catturate da un sistema di monitoraggio moderno, hanno innescato un’indagine scientifica rigorosa. Non era un sistema sordo, ma uno in ascolto.

Il Tallone d’Achille: Quando LA Scienza è Minata da una Comunicazione Imperfetta

Nonostante la robustezza del sistema scientifico, il rapporto rivolge una critica significativa alle strategie di comunicazione del CDC. L’eccellente lavoro di monitoraggio è stato spesso indebolito da una comunicazione pubblica non altrettanto efficace.

Il rapporto identifica diversi problemi chiave:

• Uso di un linguaggio eccessivamente tecnico, difficile da comprendere per il pubblico non specializzato.

• Definizioni incoerenti di termini cruciali come “rischio” e “segnali di sicurezza”, che hanno generato confusione.

• Dichiarazioni ampie e generalizzate come “il monitoraggio della sicurezza più intenso nella storia degli Stati Uniti”, senza fornire dettagli sufficienti a supporto di tale affermazione, facendola apparire più promozionale che fattuale.

L’impatto di queste carenze è riassunto in una potente dichiarazione del rapporto:

I problemi di comunicazione hanno occasionalmente minato gli estesi sforzi scientifici intrapresi per valutare i rischi dei vaccini in modo completo.

In sostanza, la scienza era solida, ma il modo in cui veniva raccontata ha creato delle crepe nella fiducia del pubblico.

La Lotta Nascosta per l’Indipendenza Scientifica

Forse una delle conclusioni più importanti del rapporto riguarda la struttura stessa della fiducia pubblica. Il documento sottolinea la necessità critica che l’Ufficio per la Sicurezza delle Immunizzazioni (ISO) — l’entità responsabile del monitoraggio dei rischi — sia organizzativamente e amministrativamente separato dalle divisioni del CDC che promuovono la vaccinazione.

4-3 del rapporto afferma che la fiducia nell’ISO è influenzata dalla sua interazione con gli sforzi governativi volti a incoraggiare la vaccinazione. L’argomentazione di fondo è semplice ma potente: quando l’ufficio che monitora i rischi è percepito come strettamente legato all’ufficio che promuove il prodotto, la sua imparzialità può essere messa in discussione, indipendentemente dalla qualità della sua scienza. Questa percezione di conflitto non è solo un problema astratto; si manifesta direttamente nei fallimenti comunicativi descritti in precedenza, dove la necessità di promuovere il vaccino può involontariamente indebolire la trasparenza sui rischi.

Ricostruire la Fiducia nel Monitoraggio Scientifico

Il rapporto delle Accademie Nazionali del 2025 dipinge un quadro complesso. Il sistema messo in atto per monitorare i rischi dei vaccini COVID-19 era molto più robusto, stratificato e reattivo di quanto comunemente percepito. Ha funzionato rapidamente, ha risposto alle preoccupazioni del pubblico e si è basato su una rete di sicurezza scientifica multi-livello.

Tuttavia, l’efficacia di questa imponente macchina scientifica è stata seriamente compromessa da due fattori principali: una comunicazione pubblica spesso inadeguata e problemi strutturali legati alla percezione di indipendenza. La lezione più importante non riguarda quindi la qualità della scienza, che era elevata, ma la necessità cruciale di comunicare quella scienza in modo trasparente e di garantire che le istituzioni responsabili del monitoraggio siano — e siano percepite come — pienamente indipendenti.

Ora che vediamo come funziona il sistema, come possiamo ricostruire la fiducia del pubblico nel monitoraggio scientifico, non solo per la prossima pandemia, ma per la salute pubblica in generale?

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