Il Tribunale civile di Asti ha emesso una sentenza storica, riconoscendo in via definitiva il nesso di causa tra la vaccinazione anti-Covid e un grave danno neurologico che ha lasciato una donna di 52 anni completamente immobilizzata.

La vicenda riguarda una cittadina di Alba, nel Cuneese, titolare di una tabaccheria, che a seguito della somministrazione di due dosi del vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNTech nell’aprile 2021 ha sviluppato una mielite trasversa, una condizione infiammatoria severa del midollo spinale.La donna aveva iniziato a manifestare i primi sintomi neurologici subito dopo la seconda dose, fino ad arrivare nel febbraio 2022 al ricovero per una sospetta mielite infiammatoria. La diagnosi confermò la gravità del quadro clinico e il medico curante nelle dimissioni non escludeva un fattore scatenante correlato al vaccino. Inizialmente, la richiesta di indennizzo presentata contro il Ministero della Salute era stata respinta, ma in sede civile il tribunale ha ribaltato la decisione stabilendo l’esistenza di un **forte e probabile nesso causale** tra somministrazione del vaccino e danno neurologico permanente.Il tribunale aveva nominato due consulenti tecnici indipendenti, che hanno escluso altre possibili cause e hanno affermato che, in termini probabilistici e considerando tutti gli elementi, il ciclo vaccinale ha effettivamente causato la mielite o una poliradicolonevrite.

La sentenza sottolinea che, sebbene Comirnaty abbia dimostrato alto profilo di efficacia e sicurezza, sono stati documentati casi di **reazioni avverse neurologiche gravi**, tra cui appunto la mielite trasversa acuta che può provocare paralisi, disturbi sensitivi e disfunzioni autonome. In questo caso specifico, la donna non è piĂą in grado di camminare.Il riconoscimento del nesso causale è sostenuto anche da evidenze scientifiche citate nella sentenza. Uno studio del 2024 ha identificato la mielite trasversa come un raro ma possibile effetto collaterale del vaccino, con un’incidenza stimata di circa 1,82 casi ogni milione di dosi somministrate.

Anche se i meccanismi biologici precisi non sono ancora perfettamente compresi, si ipotizzano fenomeni di mimetismo molecolare, attivazione autoimmune e coinvolgimento di mediatori infiammatori come interleuchine IL-6 e IL-17, particolarmente accentuati dopo la seconda dose del vaccino, che può intensificare la risposta infiammatoria.

La sentenza evidenzia anche come la temporalità ravvicinata tra vaccinazione e insorgenza dei sintomi, insieme all’esclusione di altre cause, conferma un rapporto causale molto significativo, specialmente in soggetti potenzialmente predisposti. Inoltre, nel database AIFA fino al 2022 sono stati segnalati 593 casi di mielite trasversa post-vaccinazione, di cui 280 legati a vaccini a mRNA come Comirnaty. Non si tratta di un fenomeno isolato, ma parte di una casistica riconosciuta e monitorata con attenzione.L’indennizzo stabilito, indipendente da responsabilità penale o civile e non assimilabile a un risarcimento, ammonta a circa tremila euro mensili con pagamento bimestrale, per fornire un sostegno economico in questa condizione di crescente disabilità.

Gli avvocati difensori della donna hanno sottolineato con forza come questa sentenza rappresenti un importante riconoscimento dei danni gravi e permanenti che possono derivare da reazioni avverse vaccinali, e un passo avanti per chi si trova in situazioni simili e necessita di tutela.

In conclusione, il caso ribadisce l’importanza di una valutazione attenta e scientificamente fondata degli effetti collaterali, anche rari, dei vaccini anti-Covid, con un’occhiuta sorveglianza e un reale sostegno a chi subisce conseguenze gravi. Il riconoscimento da parte del tribunale di Asti probabilmente aprirà la strada a ulteriori rivendicazioni simili e porterà a una maggiore consapevolezza nella gestione delle reazioni avverse complesse.

SCARICA LA SENTENZA IN PDF

In voga

Scopri di piĂą da LVOGRUPPO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere