Una Presentazione Storica al Parlamento Europeo

Il 18 giugno 2025, il Parlamento Europeo è diventato il teatro di un intervento di portata strategica. A Strasburgo, nel cuore del potere normativo continentale, il Dott. Michael Nehls, medico e ricercatore tedesco, ha presentato un’argomentazione che si pone all’incrocio tra scienza, salute pubblica e politica. Questo intervento non è stato un semplice discorso, ma una vera e propria “prima svolta politica” nel suo decennale impegno per ottenere il riconoscimento del litio come oligoelemento essenziale per la salute umana. Portando la sua ricerca direttamente ai legislatori, il Dott. Nehls ha trasformato un dibattito scientifico in una questione politica di massima urgenza.

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Con un tono che rifletteva la gravità dell’occasione, ha aperto il suo discorso con parole che ne hanno immediatamente definito l’importanza:

“per me questa presentazione non è solo un momento storico, è anche la prima che tengo da seduto… Si tratta del litio, questo è stato chiarito. Dimostrerò che il litio è essenziale e ne darò prova.”

La posta in gioco è fondamentale: la libera accessibilità a un elemento cruciale per la salute del nostro sistema immunitario, sia mentale che fisico. Attualmente, il litio, anche in quantità essenziali e non farmacologiche, è ottenibile solo dietro prescrizione medica in tutta l’Unione Europea, una situazione che il Dott. Nehls definisce “fatale”. La sua presentazione mira a smantellare le barriere normative che impediscono ai cittadini di integrare un nutriente fondamentale per il proprio benessere, basando la sua richiesta su un corpus di prove scientifiche rigorose.

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2. L’Argomentazione Scientifica: Analisi delle Prove sull’Essenzialità del Litio

Qualsiasi richiesta di cambiamento politico, specialmente in un ambito così delicato come la salute pubblica, deve poggiare su fondamenta scientifiche incrollabili. Consapevole di ciò, il Dott. Michael Nehls ha costruito la sua argomentazione partendo da un’analisi meticolosa di studi epidemiologici e sperimentali, dimostrando come gli effetti ad ampio raggio del litio sulla biologia umana ne confermino l’essenzialità.

2.1. Impatto sulla Longevità e sulla Salute Fisica

L’argomentazione del Dott. Nehls inizia con una delle prove più potenti a sostegno dell’essenzialità di un nutriente: la sua correlazione con la durata della vita. Numerosi studi epidemiologici, citati durante la presentazione, hanno dimostrato una relazione inversa tra la concentrazione di litio nell’acqua potabile e la mortalità generale. In altre parole, le popolazioni che vivono in regioni con livelli naturalmente più alti di litio nell’acqua tendono a vivere più a lungo, con una riduzione significativa della mortalità per malattie cardiache e cancro.

Queste correlazioni sono state corroborate da rigorosi studi sperimentali su diversi organismi. Esperimenti su nematodi, moscerini della frutta e ratti hanno confermato che la somministrazione di litio, in concentrazioni simili a quelle associate a una maggiore longevità umana, estende effettivamente la durata della vita e migliora la salute riproduttiva, stabilendo quel nesso di causalità che i dati epidemiologici potevano solo suggerire. L’impatto sul cancro è particolarmente impressionante, poiché il litio regola enzimi chiave come il GSK3, la cui disregolazione è implicata in quasi tutte le patologie croniche. Come sottolineato da Nehls:

“lo studio ha dimostrato… che la concentrazione nell’acqua potabile dalla regione con i livelli più bassi rispetto a quella con i livelli più alti ha mostrato una riduzione del 71% del rischio di cancro.”

Di fronte a tali prove, il divieto di includere il litio negli integratori alimentari appare, secondo l’analisi di Nehls, non solo illogico ma potenzialmente dannoso per la salute pubblica europea.

2.2. La Connessione con la Salute Mentale e l’Impatto Sociale

L’influenza del litio si estende ben oltre la salute fisica, toccando il cuore del benessere mentale e della coesione sociale. Il Dott. Nehls ha presentato prove schiaccianti che collegano la carenza di litio a un aumento dei ricoveri in ospedali psichiatrici, a tassi di suicidio più elevati e a un incremento della criminalità, inclusi omicidi e stupri.

Secondo Nehls, i casi che arrivano all’ospedalizzazione sono solo “la punta dell’iceberg”. Sotto la superficie si cela un’intera società che soffre degli effetti di una carenza cronica di litio, un problema particolarmente acuto in Europa, dove le concentrazioni nell’acqua potabile sono estremamente basse. Questa carenza diffusa contribuisce a creare un tessuto sociale con ridotta resilienza psicologica e maggiori problemi di salute mentale. Una meta-analisi che ha combinato i dati di decine di studi, coprendo oltre 100 milioni di persone, è giunta a una conclusione inequivocabile:

“concentrazioni più elevate di litio nell’acqua potabile possono essere associate a una riduzione dei tassi di suicidio e a un minor numero di ricoveri psichiatrici.”

Questi dati sociali rafforzano un concetto fondamentale dell’approccio di Nehls: la salute fisica e quella mentale non sono entità separate, ma formano un’unità indissolubile. Entrambe dipendono, in modo misurabile, da un apporto adeguato di litio.

2.3. Il Concetto Chiave: Il “Sistema Immunitario Mentale”

Al centro della tesi del Dott. Nehls si trova un concetto innovativo e potente: l’esistenza di un “sistema immunitario mentale” localizzato nell’ippocampo, il centro della nostra memoria autobiografica. Un ippocampo sano e funzionante è responsabile di capacità cognitive superiori che definiscono la nostra umanità e la nostra capacità di funzionare in una società complessa:

  • Memoria autobiografica: La capacità di ricordare le proprie esperienze e costruire la propria identità.
  • Pensiero critico: L’abilità di analizzare informazioni in modo indipendente.
  • Resilienza psicologica: La capacità di affrontare lo stress e le avversità.
  • Compassione razionale e assunzione di prospettiva: L’abilità di mettersi nei panni degli altri per risolvere i conflitti in modo costruttivo.

Il meccanismo biologico alla base di queste funzioni è la neurogenesi ippocampale adulta, ovvero la produzione continua di nuovi neuroni in questa specifica area del cervello per tutta la durata della vita. Il litio emerge come un fattore chiave in questo processo. Come afferma Nehls, il litio agisce su due fronti:

“il litio attiva la neurogenesi ippocampale adulta e allo stesso tempo blocca tutti i meccanismi che sopprimono questa neurogenesi.”

Questo duplice ruolo lo rende un “multi-target molecule” naturale per la salute mentale. È proprio la fragilità di questo sistema immunitario mentale, indotta dalla carenza di litio, a spalancare le porte all’Alzheimer, gettandoci nel cuore di una delle più accese controversie della medicina moderna.

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3. La Controversia sull’Alzheimer: Mercato Farmaceutico contro Soluzione Naturale

La malattia di Alzheimer rappresenta il campo di battaglia più emblematico in cui si scontrano due visioni opposte della medicina. Da un lato, un approccio farmacologico multimiliardario, focalizzato sullo sviluppo di farmaci brevettabili ad alto costo. Dall’altro, un approccio basato sulla nutrizione e sull’utilizzo di un oligoelemento naturale, economico e non brevettabile. La tesi del Dott. Nehls sull’Alzheimer non è solo una proposta terapeutica, ma una sfida diretta a decenni di ricerca medica e agli interessi economici che l’hanno guidata.

3.1. Il Crollo del “Dogma Amiloide”

Per decenni, la ricerca sull’Alzheimer è stata dominata da quello che Nehls descrive come il “dogma amiloide”: l’idea che la causa principale della malattia sia l’accumulo della proteina beta-amiloide nel cervello. Nehls smonta questa ipotesi, definendola “il più grande scandalo della storia della medicina che io conosca”, un inganno ai danni di milioni di pazienti che ha portato a decenni di ricerca sviata. Sostiene che la beta-amiloide non sia un prodotto di scarto tossico, ma una molecola essenziale per la formazione e il consolidamento dei ricordi. L’accumulo, secondo la sua teoria, è una conseguenza, non la causa, di un malfunzionamento a monte, spesso legato alla soppressione della neurogenesi.

I nuovi farmaci anticorpali, approvati con procedure accelerate e basati proprio sulla rimozione della beta-amiloide, sono la prova del fallimento di questo dogma e della soppressione sistematica delle alternative. Non solo la loro efficacia clinica è quasi nulla, ma presentano effetti collaterali gravissimi, tra cui un’accelerazione dell’atrofia cerebrale. L’avvertimento che i medici dovrebbero dare ai loro pazienti è agghiacciante:

“dovrebbero dire ai pazienti che il loro cervello potrebbe restringersi più velocemente se prendono quel farmaco.”

L’ostracismo verso il litio è comprensibile in questo contesto: è un inibitore naturale dell’enzima GSK3, lo stesso bersaglio che l’industria farmaceutica ha cercato invano per decenni di colpire con un “proiettile magico” brevettabile, fallendo a causa degli enormi effetti collaterali.

3.2. Il Litio: Un’Alternativa Efficace, Sicura e Ignorata

In netto contrasto con i fallimenti dei farmaci anticorpali, gli studi di intervento sul litio mostrano risultati straordinari. Il Dott. Nehls ha presentato dati in cui la somministrazione di basse dosi di litio — quantità essenziali, non farmacologiche — ha dimostrato di fermare la malattia. Mentre il gruppo di controllo ha subito il prevedibile e progressivo declino cognitivo, i pazienti che assumevano micro-dosi di litio hanno visto la loro condizione stabilizzarsi completamente. La malattia, in loro, si è fermata.

Il confronto tra i due approcci è impietoso, come riassunto nella tabella seguente.

CaratteristicaFarmaci Anticorpali (es. Aduhelm)Litio (a basso dosaggio)
Costo Annuale StimatoCirca 28.000 $ per pazienteCirca 40 $ per paziente
Efficacia ClinicaInefficaci o con benefici minimi, non clinicamente significativiStabilizza la progressione del deterioramento cognitivo
Effetti Collaterali NotiEdema e sanguinamento cerebrale, atrofia cerebrale accelerata, convulsioni, confusione, deliriNessun effetto collaterale noto alle dosi essenziali

Questo divario è ulteriormente evidenziato dalle parole dello stesso Nehls, che cita una review comparativa:

“il trattamento annuale con Aduhelm costa circa 28.000 dollari… in confronto… il litio è efficace e costa solo 40 dollari all’anno.”

Di fronte a un’evidenza così schiacciante, la domanda non è più se il litio funzioni, ma perché un’alternativa così sicura ed economica sia stata sistematicamente ostacolata. La risposta, come svela Nehls, è sepolta nella storia.

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4. Analisi Storica: Come un Elemento Essenziale è Diventato un “Farmaco Pericoloso”

La classificazione del litio come “farmaco pericoloso” non è un caso di prudenza scientifica, ma il risultato di una campagna orchestrata nel 1949 che ha deliberatamente confuso la tossicità con l’essenzialità. Per comprendere il paradosso normativo che circonda oggi il litio, è essenziale ripercorrere la sua storia.

Prima del 1949, il litio era ampiamente riconosciuto per le sue proprietà benefiche. Sorgenti naturali ricche di litio, come la famosa “Londonderry Lithia”, erano destinazioni popolari per chi cercava sollievo da malesseri fisici e mentali. L’elemento era così apprezzato da essere incluso in bevande commerciali. La bevanda oggi nota come 7-Up fu lanciata nel 1929 con il nome di “Lithiated Lemon-Lime Soda”; un solo bicchiere conteneva circa 1 mg di litio, la stessa dose giornaliera che Nehls oggi identifica come ottimale.

Il punto di svolta avvenne nel 1949. In quell’anno, la prestigiosa rivista Journal of the American Medical Association (JAMA) pubblicò, simultaneamente e uno dopo l’altro nello stesso numero, tre articoli indipendenti che documentavano casi di intossicazione e morte in pazienti a cui i medici avevano prescritto cloruro di litio in sostituzione del sale da cucina. Le dosi erano enormi, nell’ordine di diversi grammi al giorno, ovvero migliaia di volte superiori al fabbisogno essenziale. La FDA statunitense e il Time Magazine usarono immediatamente questi casi per lanciare l’allarme, definire il litio un “pericolo” e imporre un divieto totale sulla sua vendita, riclassificandolo come farmaco.

Questo evento ha generato una confusione duratura tra le dosi tossiche (grammi) e le micro-dosi essenziali (milligrammi). Per illustrare l’enorme margine di sicurezza del litio, Nehls usa un’analogia visiva: se la dose tossica fosse un grattacielo, la dose essenziale sarebbe una persona in piedi accanto ad esso. Accanto a quella persona, un topolino rappresenterebbe i livelli pericolosamente bassi misurati oggi nei bambini. Questo fattore di sicurezza (circa 85 volte tra dose raccomandata e livello massimo tollerabile) è molto più alto di quello di altri oligoelementi come lo zinco (fattore 5) o il ferro (fattore 3).

Questo “peccato originale” storico si riflette direttamente nelle assurde normative europee odierne, dove il litio è classificato insieme a veleni come mercurio e piombo, mentre l’alluminio, un elemento neurotossico, è consentito in 28 diverse forme come additivo alimentare. Questa storia di divieto e disinformazione è la radice delle attuali barriere legislative che il Dott. Nehls chiede all’Europa di smantellare.

5. L’Appello all’Azione e le Richieste all’Unione Europea

L’analisi scientifica e storica del Dott. Nehls converge in un appello all’azione chiaro e diretto, una serie di richieste politiche precise rivolte ai legislatori del Parlamento Europeo. Questa è la trasformazione della ricerca in una proposta di riforma concreta, mirata a riallineare la legislazione europea con le prove scientifiche e a ripristinare il diritto fondamentale alla salute dei cittadini.

Le richieste principali possono essere riassunte nei seguenti quattro punti:

  • Riconoscimento: Classificare ufficialmente il litio come un oligoelemento essenziale per la salute umana.
  • Inclusione: Inserire il litio nell’allegato II della direttiva europea sugli integratori alimentari, che elenca le sostanze autorizzate.
  • Fine dell’obbligo di prescrizione: Rimuovere la necessità di una ricetta medica per acquistare litio in quantità essenziali e sicure.
  • Promozione dell’educazione: Incentivare l’educazione pubblica e medica sull’importanza del litio per la salute fisica e mentale.

Nehls sostiene che lo status quo non è solo scientificamente infondato, ma viola anche i diritti umani fondamentali sanciti dai trattati europei, come la dignità umana e il diritto all’integrità fisica. Impedire l’accesso a una sostanza essenziale per il corretto funzionamento del cervello, sostiene, mina le fondamenta stesse della democrazia. Una democrazia sana richiede cittadini capaci di pensiero critico, resilienza e compassione, tutte funzioni dipendenti da un sistema immunitario mentale sano. Le sue parole su questo punto sono un monito potente:

“la democrazia si basa su cittadini maturi e, a sua volta, la maturità richiede un sistema immunitario mentale funzionante. La carenza di litio lo indebolisce e quindi compromette un prerequisito fondamentale per il pensiero democratico.”

La questione del litio, quindi, trascende la nutrizione. Diventa un simbolo della lotta per l’autonomia individuale, la sovranità sulla propria salute e la necessità di una riforma profonda di un sistema sanitario che troppo spesso privilegia il profitto rispetto al benessere dei cittadini.

Una Questione di Salute, Democrazia e Libertà

La tesi centrale presentata dal Dott. Michael Nehls al Parlamento Europeo è inequivocabile: il dibattito sul litio non è una semplice disputa scientifica su un oligoelemento, ma una questione fondamentale che tocca i pilastri della nostra società. Riguarda la salute pubblica di milioni di cittadini europei, i costi esorbitanti di un sistema sanitario che ignora soluzioni preventive efficaci (stimati in oltre 1.615 miliardi di euro all’anno solo per le patologie correlate), l’integrità della ricerca scientifica e, in ultima analisi, la capacità dei cittadini di prendere decisioni informate per la propria salute.

L’intervento del Dott. Nehls mette i legislatori di fronte a una scelta: continuare a sostenere un paradigma obsoleto e dannoso o abbracciare una visione della salute basata sulla prevenzione, sull’autonomia e sul rispetto delle leggi fondamentali della biologia. La sua argomentazione si conclude con un’affermazione che chiarisce il principio ultimo in gioco, una verità tanto semplice quanto profonda:

“Non riesco a capire come un’autorità possa determinare cosa è essenziale per l’uomo e cosa non lo è. Dovrebbe essere chiaro a tutti qui: la natura determina ciò che è essenziale e ciò che non lo è.”

L’appello finale di Nehls non è rivolto solo alle istituzioni, ma a ogni singolo cittadino. È un invito a mobilitarsi dal basso, a informarsi e a rivendicare un diritto fondamentale alla salute che la natura ha fornito e che nessuna legislazione dovrebbe negare.

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