Una Verità Scomoda sui Vaccini Pneumococcici

Una recente e imponente ricerca ha rivelato un’associazione preoccupante: i vaccini progettati per proteggere dalla polmonite potrebbero, in realtà, aumentare il rischio di contrarre la malattia e di subirne le conseguenze più gravi.

Per decenni, le autorità sanitarie statunitensi ed europee hanno promosso la vaccinazione pneumococcica come uno strumento essenziale per prevenire gravi infezioni batteriche come polmonite, meningite e sepsi, causate dal batterio Streptococcus pneumoniae.

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Le attuali raccomandazioni del CDC (Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie) negli Stati Uniti prevedono un’ampia somministrazione di questi vaccini:

• Lattanti e bambini sotto i 5 anni: Una serie di 4 dosi di un vaccino pneumococcico coniugato (PCV15 o PCV20).

• Adulti di età pari o superiore a 50 anni: Una dose di un vaccino PCV (PCV15, PCV20 o PCV21). Se viene utilizzato il PCV15, si raccomanda una dose di richiamo con il vaccino PPSV23 un anno dopo.

Questi vaccini vengono somministrati a decine di milioni di persone ogni anno. Tuttavia, un nuovo studio epocale non si limita a mettere in discussione queste pratiche, ma rivela prove che i loro effetti potrebbero essere l’esatto contrario di quelli promessi.

Dettagli dello Studio: Un’Analisi su Larga Scala

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica BMC Infectious Diseases, si distingue per la sua eccezionale ampiezza. Lo studio ha analizzato i dati sanitari di 2.234.003 adulti di età pari o superiore a 50 anni nella regione della Catalogna, in Spagna.

Le dimensioni del campione e il suo disegno “basato sulla popolazione” — che riflette cioè l’andamento nel mondo reale e non in un ambiente controllato — conferiscono ai risultati una validità e un peso statistico eccezionali.

L’obiettivo dei ricercatori era confrontare gli esiti di salute tra le persone che avevano ricevuto i vaccini pneumococcici PCV13 e PPSV23 e quelle che non erano state vaccinate.

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Per garantire che i risultati non fossero influenzati da altri fattori, l’analisi è stata “aggiustata” tenendo conto di elementi di rischio noti come età, sesso, presenza di altre patologie (comorbilità) e stato di vaccinazione antinfluenzale. Questo approccio metodologico rigoroso ha permesso di isolare l’effetto specifico dei vaccini, portando a scoperte a dir poco sorprendenti.

Risultati Principali: Un Rischio Inaspettatamente Aumentato

Contrariamente a ogni aspettativa, lo studio ha rilevato che entrambi i vaccini erano associati a un rischio significativamente più elevato di ospedalizzazione per polmonite e di decesso per cause correlate.

Vaccino PCV13

EsitoRapporto di Rischio Aggiustato (HR)
Rischio di polmonite da pneumococco1.83 volte superiore
Rischio di polmonite per qualsiasi causa1.55 volte superiore
Rischio decesso per polmonite1.91 volte superiore

Vaccino PPSV23

EsitoRapporto di Rischio Aggiustato (HR)
Rischio di polmonite da pneumococco1.21 volte superiore
Rischio di polmonite per qualsiasi causa1.24 volte superiore
Effetto sulla mortalità complessivaNessuna riduzione osservata

Cosa Significa ‘Rapporto di Rischio Aggiustato’?

Il “Rapporto di Rischio Aggiustato” (o Hazard Ratio, HR) è una misura statistica che confronta il rischio in un gruppo (i vaccinati) rispetto a un altro (i non vaccinati). Un valore superiore a 1 indica un aumento del rischio. Ad esempio, un HR di 1.83 significa che il gruppo vaccinato ha affrontato un rischio dell’83% più alto di sviluppare la polmonite da pneumococco rispetto al gruppo non vaccinato.

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L’aspetto più allarmante è che, secondo lo studio, non è stato osservato alcun effetto protettivo nemmeno nelle popolazioni considerate più a rischio e per le quali la vaccinazione è fortemente raccomandata, come gli anziani (≥65 anni), gli individui immunocompromessi o quelli con malattie croniche cardiache, polmonari o metaboliche.

Questa scoperta paradossale non solo demolisce le certezze sul PCV13, ma proietta un’ombra inquietante sui vaccini di nuova generazione che ne hanno preso il posto.

Implicazioni per i Vaccini Attuali

Sebbene lo studio si sia concentrato principalmente sul vaccino PCV13, i suoi risultati sono estremamente rilevanti per le formulazioni più recenti—PCV15, PCV20 e PCV21—che lo hanno sostituito negli Stati Uniti e in altre nazioni. Dalla sua introduzione nel 2010, il PCV13 è stato somministrato a decine di milioni di americani, inclusa la quasi totalità dei bambini e la maggior parte degli anziani, costituendo la spina dorsale del programma nazionale di vaccinazione pneumococcica.

La ragione della sua rilevanza risiede nelle profonde somiglianze strutturali e biologiche con i suoi successori.

• Piattaforma Biologica: Sono tutti costruiti sulla stessa identica piattaforma tecnologica.

• Contenuto: I nuovi vaccini contengono tutti i sierotipi presenti nel PCV13, a cui ne sono stati aggiunti altri.

• Componenti: Utilizzano la stessa proteina carrier (CRM197) e lo stesso adiuvante a base di alluminio per stimolare la risposta immunitaria.

La conclusione logica, come suggerito nell’articolo, è che i rischi osservati per il PCV13 potrebbero plausibilmente persistere—o addirittura essere amplificati—con le nuove formulazioni che coprono un numero maggiore di sierotipi. Questo passaggio dalla scienza pura alle sue conseguenze pratiche solleva questioni fondamentali sulla fiducia del pubblico e sulle politiche sanitarie globali.

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Un Appello alla Riconsiderazione

Dopo decenni di promozione universale, una solida prova scientifica proveniente da uno studio su oltre due milioni di persone collega i vaccini pneumococcici a un aumento del rischio di polmonite e morte, proprio le condizioni che erano destinati a prevenire.

Gli stessi autori dello studio hanno concluso che i loro risultati “sollevano serie preoccupazioni sull’efficacia e sull’impatto sulla salute pubblica” dei programmi di vaccinazione pneumococcica per adulti.

Queste scoperte non sono semplici dati statistici, ma mettono in discussione le fondamenta stesse delle attuali politiche vaccinali contro lo pneumococco. Come sottolinea la fonte, esse richiedono un’attenzione immediata da parte delle autorità sanitarie pubbliche per rivalutare la sicurezza e l’utilità di questi vaccini ampiamente diffusi.

Briefing sulla Politica Sanitaria: Implicazioni dello Studio Catalano sulla Strategia di Vaccinazione Pneumococcica negli Stati Uniti

Una Nuova Prova che Impone una Revisione della Politica Vaccinale

Questo briefing analizza le profonde implicazioni di un recente e vasto studio pubblicato su BMC Infectious Diseases, i cui risultati non si limitano a mettere in discussione, ma minano alla base l’efficacia presunta dei vaccini pneumococcici e, di conseguenza, il fondamento delle attuali strategie di sanità pubblica. Lo studio, condotto su 2.234.003 adulti di età pari o superiore a 50 anni, rappresenta una delle più grandi analisi “real-world” mai effettuate su questo tema, fornendo dati di importanza critica con una rilevanza diretta per le politiche vaccinali in vigore negli Stati Uniti. Per comprendere appieno la portata di questi nuovi dati, è essenziale esaminare innanzitutto le attuali linee guida che governano la somministrazione di questi vaccini a livello nazionale.

Contesto Attuale: Raccomandazioni del CDC per la Vaccinazione Pneumococcica

Le attuali raccomandazioni del Comitato Consultivo sulle Pratiche di Immunizzazione (ACIP) dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) costituiscono l’architrave strategica della politica nazionale per la prevenzione delle malattie pneumococciche negli Stati Uniti. Questa strategia mira a proteggere le popolazioni più vulnerabili attraverso un programma di immunizzazione sistematico. Le linee guida vigenti sono le seguenti:

• Lattanti e bambini di età inferiore a 5 anni: Si raccomanda una serie di 4 dosi di un vaccino pneumococcico coniugato—PCV15 o PCV20—somministrate a 2, 4, 6 e 12-15 mesi di età.

• Adulti di età pari o superiore a 50 anni: Per coloro che non hanno mai ricevuto un vaccino pneumococcico o la cui storia vaccinale è sconosciuta, si raccomanda una singola dose di PCV15, PCV20 o PCV21. Se viene utilizzato il PCV15, è indicata una dose successiva del vaccino polisaccaridico PPSV23 a distanza di un anno.

Queste raccomandazioni portano alla vaccinazione di decine di milioni di americani ogni anno, evidenziando l’enorme portata della politica sanitaria le cui fondamenta sono ora smentite da nuove e incontrovertibili prove scientifiche.

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Analisi Approfondita: I Risultati dello Studio di Coorte Basato sulla Popolazione Catalana

Questo studio di coorte basato sulla popolazione catalana non si limita a sollevare dubbi, ma demolisce il presupposto di efficacia su cui si fonda decenni di politica sanitaria. Offrendo una prospettiva cruciale basata su dati del mondo reale, al di fuori dei confini idealizzati degli studi clinici, l’analisi ha rivelato che i riceventi dei vaccini PCV13 e PPSV23 avevano una probabilità significativamente maggiore di essere ospedalizzati e di morire per cause legate alla polmonite rispetto ai loro coetanei non vaccinati.

I risultati quantitativi, aggiustati per i principali fattori di confondimento, sono riassunti nella seguente tabella:

Esito MisuratoRapporto di Rischio Aggiustato (Hazard Ratio) – PCV13Rapporto di Rischio Aggiustato (Hazard Ratio) – PPSV23
Polmonite pneumococcicaRischio superiore di 1,83 volteRischio superiore di 1,21 volte
Polmonite per tutte le causeRischio superiore di 1,55 volteRischio superiore di 1,24 volte
Morte per polmonite per tutte le causeRischio superiore di 1,91 volteNessuna riduzione della mortalità

Questi dati indicano che, anche dopo aver controllato per età, sesso, comorbilità e stato di vaccinazione antinfluenzale, la vaccinazione pneumococcica è stata collegata a un misurabile aumento delle ospedalizzazioni e dei decessi per polmonite. È fondamentale sottolineare che il vaccino PPSV23, qui associato a un aumento del rischio di polmonite, è ancora oggi parte integrante del protocollo vaccinale raccomandato dal CDC per gli adulti che ricevono il PCV15.

Una delle scoperte più critiche è che nessun effetto protettivo è stato osservato nemmeno nelle popolazioni più a rischio—come gli anziani (≥65 anni), gli immunocompromessi o i pazienti con malattie croniche cardiache, polmonari o metaboliche—cioè proprio i gruppi per i quali la vaccinazione è più fortemente raccomandata. La conclusione degli autori è netta: i loro risultati “sollevano serie preoccupazioni sull’efficacia e sull’impatto sulla sanità pubblica” dei programmi di vaccinazione pneumococcica per adulti, un’affermazione che si estende logicamente anche ai vaccini più recenti attualmente in uso.

Valutazione delle Implicazioni per i Vaccini di Nuova Generazione (PCV15, PCV20, PCV21)

I risultati relativi ai vaccini PCV13 e PPSV23 non sono un semplice dato storico, ma sono direttamente applicabili e strategicamente critici per la valutazione dei vaccini pneumococcici più recenti (PCV15, PCV20 e PCV21) attualmente raccomandati negli Stati Uniti. Questa connessione è particolarmente allarmante dato che il PCV13, ora collegato a esiti avversi, ha costituito per oltre un decennio la spina dorsale del programma nazionale di vaccinazione pneumococcica, somministrato a quasi tutti i bambini e alla maggior parte degli anziani americani. I vaccini di nuova generazione non sono biologicamente o meccanicamente distinti dal loro predecessore, ma ne rappresentano un’evoluzione diretta.

Il legame tra il PCV13 e le formulazioni più recenti è evidente nei seguenti punti:

• Piattaforma Biologica Condivisa: I nuovi vaccini sono costruiti sulla stessa identica piattaforma biologica del PCV13.

• Inclusione dei Sierotipi: Ogni nuovo vaccino contiene tutti i sierotipi presenti nel PCV13, limitandosi ad aggiungerne di nuovi.

• Meccanismo Immunitario Identico: Tutti utilizzano la stessa proteina carrier derivata dalla difterite (CRM197) e lo stesso sistema adiuvante a base di alluminio per stimolare la risposta immunitaria.

Sulla base di queste somiglianze fondamentali, si delinea una conclusione logica e preoccupante: i rischi elevati di polmonite e morte osservati per PCV13 e PPSV23 potrebbero “plausibilmente persistere, o addirittura amplificarsi” con le nuove formulazioni a valenza più ampia ora in uso diffuso. Questa connessione diretta impone un’azione immediata e decisa da parte delle autorità sanitarie.

Raccomandazione Urgente: Necessità di una Rivalutazione della Politica Nazionale

L’attuale politica di vaccinazione pneumococcica degli Stati Uniti si basa su un presupposto di efficacia che è stato categoricamente smentito da nuove prove su larga scala e dal mondo reale. La fiducia in questi vaccini come strumento essenziale per la prevenzione della polmonite grave negli adulti appare ora priva di un solido fondamento scientifico.

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Alla luce di queste scoperte, si raccomanda una moratoria immediata sulla somministrazione dei vaccini pneumococcici agli adulti e un riesame urgente e trasparente dell’intera strategia di vaccinazione pneumococcica da parte delle autorità di sanità pubblica statunitensi, in particolare dell’ACIP.

Il fondamento dell’intera politica di vaccinazione pneumococcica è crollato. Continuare con le attuali raccomandazioni senza una rivalutazione dei dati catalani sarebbe contrario ai principi della sanità pubblica basata sull’evidenza.

In assenza di una tale azione, le autorità sanitarie si renderebbero responsabili di perpetuare una politica che, secondo le migliori evidenze disponibili, non solo non protegge, ma espone la popolazione a un danno misurabile.

SCARICA LO STUDIO TRADOTTO IN ITALIANO

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