Come le Prove Scientifiche Stanno Demolendo la Narrazione Ufficiale sulla Pandemia”

Articolo in evoluzione ed aggiornamento

Un’analisi approfondita delle evidenze scientifiche e delle responsabilità istituzionali

Premessa: Quando la Verità Emerge dall’Ombra

Sono passati anni dall’inizio della pandemia, eppure la nebbia di confusione e dubbi non si è diradata. Per molto tempo, una narrazione univoca ha dominato il dibattito pubblico, presentando certezze granitiche su virus, misure di contenimento e soluzioni farmacologiche. Chiunque osasse mettere in discussione quella versione veniva rapidamente etichettato e messo a tacere.

Oggi, però, il castello di certezze ufficiali sta mostrando crepe profonde. Lontano dai riflettori dei media tradizionali, una montagna di prove, studi scientifici e ammissioni istituzionali sta emergendo, dipingendo uno scenario radicalmente diverso. Questo documento ricostruisce cronologicamente gli eventi, intrecciando le evidenze scientifiche con le responsabilità istituzionali, basandosi esclusivamente su ricerche recenti, documenti ufficiali e ammissioni pubbliche.

1. Gennaio-Febbraio 2020: L’Origine Nascosta

1.1. La Consapevolezza Interna vs La Narrazione Pubblica

La ricostruzione storica dell’origine del SARS-CoV-2 evidenzia un contrasto stridente tra la verità privata dei decisori e la propaganda pubblica. Lo strumento del FOIA (Freedom of Information Act) è stato fondamentale per rivelare documenti che cambiano radicalmente la prospettiva sui primi giorni della pandemia.

Le email di Anthony Fauci, ottenute solo dopo lunghe battaglie legali, rivelano che il suo entourage aveva identificato immediatamente la plausibilità di un’origine artificiale del virus. Gli esperti discutevano privatamente il rischio legato al “guadagno di funzione” (gain of function), ovvero la manipolazione in laboratorio per aumentare la virulenza patogena.

Nonostante questa consapevolezza interna, i documenti mostrano un coordinamento strategico volto a presentare l’origine naturale come l’unica opzione scientificamente valida, marginalizzando sistematicamente ogni voce dissenziente. Chi parlava di “lab leak” veniva immediatamente bollato come teorico del complotto, censurato sui social media e delegittimato dalla comunità scientifica mainstream.

1.2. Il Laboratorio di Wuhan e il Gain of Function

Gli esperimenti di “gain of function” sono ricerche controverse in cui i virus vengono deliberatamente modificati per aumentarne la trasmissibilità o la letalità, teoricamente per studiare potenziali minacce future. Il laboratorio di Wuhan conduceva esattamente questo tipo di ricerche, e lo faceva con finanziamenti che, secondo i documenti emersi, provenivano anche da istituzioni americane.

Solo nel giugno 2024, testate di riferimento come il New York Post e persino il New York Times hanno ammesso che l’ipotesi del “lab leak” non è solo plausibile, ma supportata da evidenze sostanziali che puntano direttamente ai laboratori di Wuhan. Quello che per anni è stato definito “teoria del complotto” è oggi riconosciuto come la spiegazione più probabile.

Narrazione Pubblica (2020-2023)Evidenza Documentale (2024)
“Origine naturale – teoria del complotto quella del laboratorio”Email Fauci e NY Post/NY Times confermano il leak dal laboratorio di Wuhan (gain of function)

2. Marzo-Dicembre 2020: L’Imposizione delle Misure Anti-Scienza

2.1. Le Misure “Che Sembravano Avere Senso”

Nella primavera del 2020, il mondo intero si è trovato sotto un regime di restrizioni senza precedenti: lockdown, distanziamento sociale di 1-2 metri, obbligo di mascherine, divieto di assembramento.

Queste misure venivano presentate come dettami della “Scienza” con la S maiuscola, come verità incontrovertibili basate su solide evidenze scientifiche.

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Nel 2024, davanti alla Commissione d’Inchiesta del Congresso americano, Anthony Fauci ha demolito questa narrazione con una confessione sconcertante: il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine non erano basati su alcuna evidenza scientifica specifica. La loro adozione, ha ammesso, è avvenuta semplicemente perché “sembravano avere senso”.

“Il distanziamento di 6 piedi [circa 1,8 metri] non era basato su dati scientifici… è solo apparso [seemed].”

— Anthony Fauci, Testimonianza al Congresso USA, 2024

Queste ammissioni demoliscono la credibilità di anni di politiche sanitarie. Misure che hanno stravolto la vita di miliardi di persone, chiuso scuole, distrutto attività economiche e limitato libertà fondamentali sono state imposte non sulla base della scienza, ma di una vaga intuizione.

2.2. L’Evidenza Scientifica Sulle Misure Restrittive

Uno studio statistico pubblicato su Science, che ha analizzato 180 paesi e incrociato oltre 10.000 fattori, è giunto a una conclusione demolitiva: non è stata trovata alcuna relazione chiara tra le misure restrittive dei governi e i risultati ottenuti nel contrastare l’epidemia. In altre parole, i sacrifici imposti alla popolazione non avrebbero avuto un impatto scientificamente provabile.

Anche il simbolo stesso della pandemia, la mascherina, è stato smontato dalla scienza. Una revisione Cochrane, considerata uno dei massimi standard per l’evidenza scientifica, ha concluso per la loro inutilità nella protezione dall’infezione da virus respiratori. A questa valutazione si aggiunge una ricerca del maggio 2024 che va oltre, certificando come indossarle possa essere persino dannoso per la salute, costringendo chi le porta a inalare tossine.

2.3. I Protocolli Terapeutici Letali

Mentre si imponevano lockdown e mascherine senza basi scientifiche, i protocolli terapeutici ministeriali rivelavano un’altra faccia della gestione pandemica. Il protocollo “Tachipirina e Vigile Attesa”, imposto in Italia e in molti altri paesi, prescriveva ai pazienti di rimanere a casa con paracetamolo e di recarsi in ospedale solo in caso di grave difficoltà respiratoria.

I dati dimostrano che questo protocollo non è stato solo inefficace, ma letale. L’analisi condotta da c19early.org ha rivelato che il paracetamolo ha aumentato il rischio di morte del 24% e di ospedalizzazione del 31%. Il protocollo del Ministero della Salute ha quindi attivamente aggravato la mortalità.

L’omissione di alternative terapeutiche valide, come l’Ivermectina, è stata funzionale esclusivamente alla concessione dell’autorizzazione emergenziale per i vaccini sperimentali. Come ammesso dal Ministro degli Interni giapponese, l’Ivermectina è stata vietata per “motivi economici”, non scientifici. Questo significa che cure precoci efficaci sono state deliberatamente soppresse per aprire la strada ai prodotti farmaceutici sperimentali.

3. 2021: L’Anno dei Vaccini e delle Omissioni

3.1. La Tecnologia mRNA e il Premio Nobel del Paradosso

Il cuore tecnologico della risposta pandemica risiede nell’mRNA (RNA messaggero), una molecola programmata per far produrre alle cellule umane una proteina specifica — in questo caso, la proteina Spike del coronavirus. Per garantire la stabilità di questa molecola all’interno dell’organismo, è stata introdotta una modifica biochimica cruciale: la sostituzione dell’uridina con la pseudouridina.

Il Premio Nobel per la Medicina 2023 ha consacrato questa tecnologia, celebrando l’introduzione della pseudouridina come modifica chimica decisiva. Katalin Karikó e Drew Weissman hanno ricevuto il più alto riconoscimento scientifico mondiale per questa innovazione.

Ma dietro il prestigio del premio si cela un’ombra inquietante. Una ricerca pubblicata a gennaio 2024 su riviste scientifiche peer-reviewed ha indicato questa stessa sostanza come potenzialmente tossica, e uno studio successivo ne ha provato la cancerogenicità. L’ironia è devastante: ciò che è stato premiato come un trionfo scientifico nel 2023 viene identificato come potenzialmente cancerogeno nel 2024.

3.2. I Trial Pfizer: Frode e Manipolazione

Mentre si celebrava la nuova tecnologia, analisi indipendenti dei trial autorizzativi di Pfizer stavano rivelando anomalie inquietanti. Un audit condotto da ricercatori indipendenti ha riscontrato oltre cento violazioni del protocollo, tra cui due così gravi da invalidare l’intero studio:

1. Prodotto diverso testato vs commercializzato: Pfizer ha testato nei trial clinici un prodotto realizzato con un processo di produzione (“Processo 1”) diverso da quello effettivamente distribuito su larga scala (“Processo 2”). Questo invalida de facto la corrispondenza tra test e realtà commerciale.

2. Occultamento degli effetti avversi: Le prove documentali dimostrano che Pfizer era a conoscenza di gravi effetti avversi, anche mortali, che sono stati poi minimizzati o nascosti nelle comunicazioni pubbliche e nei documenti presentati alle autorità regolatorie.

Lo Stato del Kansas ha intentato una causa legale contro Pfizer, accusando l’azienda di aver deliberatamente ingannato i cittadini sulla sicurezza e l’efficacia del suo prodotto, nascondendo gli effetti avversi gravi e operando attivamente per censurare le voci critiche sui social media.

3.3. Il Comitato Tecnico Scientifico: Sapevano e Hanno Taciuto

La desecretazione dei verbali del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) italiano rivela un elemento cruciale per stabilire la responsabilità: i membri del Comitato erano consapevoli degli effetti avversi già dal maggio 2021, prima dell’imposizione degli obblighi vaccinali.

Nonostante la conoscenza del rischio, hanno proceduto all’imposizione di obblighi vaccinali coercitivi, configurando quello che in termini legali si definisce “dolo” — ovvero la consapevolezza e volontà di compiere un’azione pur conoscendone le possibili conseguenze dannose.

Ma c’è un aspetto ancora più inquietante: i verbali del CTS attestano che un generale della NATO ha partecipato alle riunioni e ha disposto il passaggio della gestione documentale sotto la supervisione NATO stessa, imponendo il segreto militare su dati di salute pubblica. Questa militarizzazione della sanità ha sottratto la gestione della crisi dal controllo civile e democratico.

3.4. L’Efficacia Promessa vs La Realtà

Nel 2021, la narrazione ufficiale prometteva che i vaccini avrebbero “fermato il contagio” e protetto “gli altri”. Questa affermazione è stata la base morale ed etica per giustificare obblighi vaccinali e discriminazioni (Green Pass).

Tuttavia, i trial Pfizer non hanno mai testato la capacità del prodotto di prevenire la trasmissione. Questo dato cruciale è stato ammesso dalla stessa dirigente Pfizer, Janine Small, in audizione al Parlamento Europeo nell’ottobre 2022.

Studi successivi, come quelli condotti nel Principato di Monaco e pubblicati su BMC Medicine, mostrano che dopo pochi mesi l’efficacia non solo svanisce, ma diventa negativa — ovvero gli inoculati risultano più suscettibili al contagio rispetto ai non vaccinati.

4. 2021-2022: L’Eccesso di Mortalità e i Segnali Ignorati

4.1. Il Paradosso: Più Morti Durante le Vaccinazioni

Mentre il conteggio ufficiale delle vittime del Covid si arrestava e i media celebravano il “ritorno alla normalità”, un’altra, più silenziosa e inquietante ondata di mortalità ha iniziato a crescere.

Una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista BMJ Public Health ha verificato che, nell’insieme dei paesi occidentali, tra il 2021 e il 2022 ci sono stati più del doppio dei morti in eccesso rispetto al 2020: oltre 2 milioni contro 1 milione.

Questo dato è confermato da ricerche locali più specifiche. Uno studio condotto sull’isola di Cipro ha rilevato che l’eccesso di mortalità è stato molto più alto nel 2021 e nel 2022 rispetto al 2020, l’anno più acuto della pandemia. I picchi di mortalità hanno coinciso temporalmente con l’apice delle campagne di inoculazione.

Come notano amaramente gli stessi ricercatori del BMJ:

“Durante la pandemia è stato enfatizzato che ogni singola morte Covid era importante ed erano quindi indispensabili misure restrittive e vaccinazioni. Ora dovrebbe applicarsi lo stesso principio.”

Il silenzio delle istituzioni sanitarie di fronte a oltre due milioni di morti in eccesso è assordante. La stessa urgenza mobilitata per ogni decesso attribuito al Covid è oggi misteriosamente assente.

4.2. Oncogenesi: Il Legame con i Tumori

Gli studi giapponesi hanno documentato un dato allarmante: un aumento significativo di leucemie e tumori alle ovaie nel 2021-2022, in concomitanza con le dosi booster della campagna vaccinale.

Questo dato trova una spiegazione clinica inquietante negli stessi trial preliminari di Pfizer, che mostravano una concentrazione anomala di mRNA e nanoparticelle lipidiche proprio nelle ovaie — esattamente l’organo dove si sta registrando l’aumento di tumori.

L’oncologa italiana Patrizia Gentilini, riassumendo le nuove evidenze scientifiche, giunge a una conclusione allarmante:

“Sempre più si stanno accumulando indizi attestanti una possibile azione oncogena dei vaccini mRNA contro COVID 19. Questi prodotti potrebbero generare un ambiente pro-tumorigenico predisponendo sia alla ripresa di malattia in pazienti con malattia stabile o da tempo già superata, che all’insorgenza ex-novo di patologie tumorali. La crescente conoscenza degli effetti indotti da tali farmaci sull’organismo umano, specie a livello del sistema immunitario, offre consistenti prove sulla plausibilità biologica di una loro potenziale azione cancerogena.”

4.3. Danni Neurologici e Neurodegenerativi

Uno studio condotto in Corea del Sud su 500.000 residenti ha rilevato un aumento del 22% dei casi di Alzheimer nella popolazione inoculata. Ancora più allarmante, l’incremento dei sintomi cognitivi precoci supera il 200%.

Inoltre, test su modelli animali (femmine di topo gravide) hanno dimostrato che il prodotto Pfizer induce alterazioni neurologiche e comportamenti simil-autistici nella prole, sollevando preoccupazioni sui possibili effetti transgenerazionali.

4.4. Crollo della Fertilità

I dati sulla salute riproduttiva rivelano un divario drammatico: il tasso di fertilità nelle donne inoculate è risultato essere del 23%, contro il 57% delle non inoculate — un dimezzamento che fornisce una chiave di lettura clinica per il calo demografico che sta investendo i paesi occidentali.

Sintesi dei Rischi Patologici Documentati

Categoria di RischioEvidenza Scientifica
OncogenesiIncremento significativo di leucemie e tumori ovarici (Cureus 2024, Gentilini 2024). Concentrazione di mRNA nelle ovaie confermata dai trial Pfizer.
NeurodegenerazioneAumento del 22% dell’Alzheimer; incremento del 200% nei sintomi precoci (PubMed 38806183, Corea del Sud).
FertilitàTasso di fertilità del 23% nelle inoculate vs 57% nelle non inoculate (PubMed 38653875).
Sviluppo FetaleAlterazioni neurologiche e comportamenti simil-autistici in modelli animali (PubMed 38198049).
Salute MentaleNuova insorgenza di gravi disturbi psichiatrici entro 7 giorni dall’inoculazione (Clinical Case Studies 2024).

5. 2022-2024: Le Ammissioni e il Crollo della Narrazione

5.1. Robert Redfield e la Confessione sul Nascondimento

Nel 2024, Robert Redfield, ex direttore del CDC (Centers for Disease Control and Prevention), ha rilasciato dichiarazioni che demoliscono ulteriormente la credibilità delle istituzioni sanitarie. Redfield ha ammesso pubblicamente che le autorità decisero deliberatamente di nascondere i dati che provavano l’inefficacia e la pericolosità dei prodotti mRNA.

Questa non è una testimonianza di un “no-vax” o di un teorico del complotto, ma di colui che ha diretto il principale organismo di controllo sanitario degli Stati Uniti durante la pandemia. La manipolazione informativa non è stata un errore, ma una scelta deliberata.

5.2. Il Ritiro di AstraZeneca e il Confronto con mRNA

Nel 2024, AstraZeneca ha ritirato il suo vaccino a vettore virale dal mercato mondiale. Sebbene l’azienda abbia giustificato la decisione con “scarsa domanda”, la logica documentale smentisce questa versione: una scarsa domanda non comporterebbe i costi onerosi di un ritiro globale e un divieto assoluto di vendita. Il vero motivo emerge dalle ammissioni dell’azienda in sede giudiziaria britannica, dove ha riconosciuto gravi effetti avversi letali.

L’aspetto più inquietante è rivelato da studi comparativi del gennaio 2024 pubblicati su NCBI: i vaccini a vettore virale come AstraZeneca presentavano un rischio di mortalità inferiore rispetto ai prodotti mRNA (Pfizer/Moderna) nei casi di reazioni avverse gravi. In altre parole, hanno ritirato dal mercato il prodotto meno pericoloso, lasciando quelli più rischiosi.

5.3. La Manipolazione dei Dati: Il Caso Liguria

La veridicità dei dati epidemiologici costituisce il presupposto giuridico per ogni limitazione delle libertà costituzionali. L’alterazione di tali flussi non rappresenta solo una violazione amministrativa, ma una sovversione del processo decisionale democratico.

Il caso della Regione Liguria, emerso dalle intercettazioni del Governatore Giovanni Toti, offre la prova documentale di una prassi criminale di falsificazione: i dati Covid della Regione Liguria sono stati volontariamente gonfiati dal Governatore e dai vertici sanitari.

Questa manipolazione ha generato un effetto domino su scala nazionale, legittimando restrizioni coercitive e protocolli clinici privi di reale necessità, basati su una realtà epidemiologica distorta. La condotta dimostra la volontà di manipolare la percezione del rischio pubblico per fini politici, proprio da parte di chi accusava i critici di “ignorare i numeri ufficiali”.

5.4. Il Pentagono e le Operazioni di Propaganda

Un’inchiesta di Reuters del 2024 ha rivelato un aspetto ancora più inquietante della gestione pandemica: il Pentagono ha condotto operazioni segrete sui social media per screditare i vaccini a tecnologia tradizionale, come il Sinovac cinese, al fine di “spianare la strada” alla tecnologia mRNA americana.

Questa rivelazione dimostra che la gestione della pandemia non è stata una questione puramente sanitaria, ma geopolitica e militare. Gli apparati di difesa statunitensi hanno attivamente manipolato l’informazione globale per garantire il predominio commerciale della tecnologia mRNA, indipendentemente dalle considerazioni di salute pubblica.

6. Considerazioni Etiche e Giuridiche

6.1. La Metafora del Generale e il Sacrificio

Per giustificare l’imposizione di trattamenti sperimentali obbligatori, i decisori hanno spesso utilizzato una metafora militare: il generale che ordina l’assalto alla collina sa che alcuni soldati moriranno, ma il sacrificio è necessario per vincere la battaglia e salvare il resto dell’esercito.

Questa analogia, però, crolla sotto il peso di quattro obiezioni fondamentali:

1. L’Entità delle Perdite: I dati sull’eccesso di mortalità globale (oltre 2 milioni di morti in eccesso nel 2021-2022) indicano che il numero dei “sacrificati” supera ogni bilanciamento razionale per un obiettivo sociale. Il costo umano è stato superiore al beneficio.

2. Mancanza di Consenso Informato: Ai “soldati” (i cittadini) è stata venduta la menzogna della sicurezza assoluta. Nessuno ha informato chi correva agli hub vaccinali dei rischi reali di invalidità permanente o morte. Il generale che manda i soldati all’assalto almeno dice loro la verità sulla pericolosità della missione.

3. Esistenza di Cure Alternative: La “collina” poteva essere conquistata senza l’assalto frontale. L’ostruzionismo verso le cure precoci efficaci (Ivermectina, corticosteroidi precoci, protocolli domiciliari) ha reso i sacrifici umani del tutto evitabili. Il generale che rifiuta la via diplomatica per imporre l’assalto sanguinoso è colpevole delle morti evitabili.

4. Deriva Autoritaria: Accettare che il potere politico disponga arbitrariamente della vita dei singoli cittadini in nome di un fine superiore spalanca le porte ai peggiori regimi della storia. In uno Stato di Diritto democratico, il cittadino non è un soldato sacrificabile, ma un individuo dotato di dignità inviolabile.

6.2. Il Collasso del Consenso Informato

Il consenso informato è il pilastro fondamentale della bioetica moderna, sancito dal Codice di Norimberga (1947) dopo gli orrori della sperimentazione nazista, e dall’Articolo 32 della Costituzione Italiana.

Il consenso informato richiede che il paziente riceva informazioni complete, veritiere e comprensibili sui rischi e benefici di un trattamento. Se le informazioni fornite sono false, incomplete o manipolate, il consenso è giuridicamente nullo.

Nel caso della gestione pandemica:

• Gli effetti avversi gravi erano noti e sono stati occultati

• L’efficacia nel prevenire il contagio non è mai stata testata, ma è stata promessa pubblicamente

• Il prodotto testato nei trial era diverso da quello commercializzato

• I rischi oncologici, neurologici e riproduttivi non sono stati comunicati

Di conseguenza, ogni consenso firmato dai cittadini è giuridicamente invalido. Ciò configura non solo una violazione etica, ma un possibile reato.

6.3. La Questione della Responsabilità

L’accertamento delle responsabilità non è vendetta, ma giustizia. È il presupposto necessario per:

  1. 1. Impedire che tali abusi si ripetano in futuro
  2. 2. Riconoscere il danno subito dalle vittime
  3. 3. Ristabilire la fiducia nelle istituzioni
  4. 4. Affermare il primato dello Stato di Diritto

I profili di responsabilità riguardano:

• Produttori farmaceutici: Per frode, occultamento di dati, manipolazione dei trial

• Autorità regolatorie: Per omissione di vigilanza e autorizzazioni basate su dati falsi

• Decisori politici: Per imposizione di obblighi pur conoscendo i rischi

• Autorità sanitarie: Per protocolli letali e soppressione di cure alternative

Conclusione: Il Tempo della Verità e della Giustizia

Questo documento ha ricostruito cronologicamente l’emergere delle prove che demoliscono la narrazione ufficiale sulla gestione pandemica. Dalla manipolata origine del virus all’inefficacia delle misure restrittive, dai trial fraudolenti alla cancerogenicità della pseudouridina, dall’eccesso di mortalità alle ammissioni tardive dei protagonisti, emerge un quadro di sistematica manipolazione dell’informazione e violazione dei diritti fondamentali.

Gli esempi presentati, pur essendo solo una parte delle evidenze disponibili, dipingono uno scenario radicalmente diverso da quello ufficiale. La convergenza di prove scientifiche, documenti ufficiali desecretati, ammissioni pubbliche e dati epidemiologici non può essere ignorata o minimizzata.

Di fronte a questo scenario, ogni richiesta di “voltare pagina” appare prematura e fuori luogo. Il perdono, individuale e collettivo, presuppone un pieno riconoscimento delle colpe e un’assunzione di responsabilità da parte di chi le ha commesse. Finora, questo non è avvenuto.

Al contrario, assistiamo a:

• Tentativi di negare o minimizzare le evidenze emerse

• Perseveranza nella censura e delegittimazione del dissenso scientifico

• Assenza di riconoscimento del danno subito dalle vittime

• Mancanza di indagini approfondite sull’eccesso di mortalità

La verità storica e scientifica sta lentamente venendo a galla, nonostante le resistenze. Ma la verità senza giustizia rimane incompiuta.

È necessario:

• Un’inchiesta internazionale indipendente sulla gestione pandemica

• L’accertamento giudiziario delle responsabilità

• Il riconoscimento e il risarcimento delle vittime

• La riforma dei sistemi di vigilanza farmaceutica

• La demilitarizzazione della sanità pubblica

Forse un giorno quel momento della riconciliazione verrà. Ma ora è il tempo di lavorare per la verità completa e per la giustizia. Non per vendetta, ma per impedire che tali abusi si ripetano e per riaffermare che, in una democrazia, nessuno — nemmeno in nome dell’emergenza — può essere al di sopra della legge e della responsabilità verso i cittadini.

“La verità vi renderà liberi, ma prima vi farà arrabbiare.”

Bibliografia e Riferimenti Scientifici

Questo documento si basa esclusivamente su fonti verificabili, studi peer-reviewed e documenti ufficiali. Di seguito i principali riferimenti:

1) Tossicità e cancerogenicità della pseudouridina

2) Inoculazioni e sintomi del long-Covid

3) Rischio di Covid grave e paracetamolo (Tachipirina)

4) Eccesso di mortalità a Cipro

5) Relazione tra inoculazioni m-RNA e autismo

6) Mortalità per cancro e inoculazioni (Giappone)

7) Calo della fertilità nelle donne

8) Eccesso di mortalità nei paesi occidentali (2021-2022)

9) Rischio di Alzheimer

10) Efficacia vaccinale (Principato di Monaco)

12) Dichiarazioni dell’ex ministro degli Interni del Giappone

13) Ritiro del vaccino Astra Zeneca

14) Anomalie nei trials Pfizer

16) Manipolazione dei dati Covid in Italia

17) Inutilità e dannosità delle mascherine

18) Origine del virus e email di Fauci

19) Denuncia dello Stato del Kansas contro Pfizer

20) Inefficacia delle misure restrittive (Lockdown)

21) Propaganda del Pentagono contro il vaccino cinese

22) Teoria del laboratorio e ammissioni di Fauci

23) Ammissioni dell’ex direttore CDC Robert Redfield

24) Ricerca dell’oncologa Patrizia Gentilini su m-RNA e tumori

25) Verbali del Comitato Tecnico Scientifico (CTS)

Riflessioni finali

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