L’Oceano Invisibile in cui Nuotiamo

Siamo costantemente immersi in un oceano elettromagnetico che nessuno può vedere, ma che permea ogni aspetto della nostra esistenza moderna. Ogni nostra azione quotidiana, dal lavoro alla socialità, dalla comunicazione all’intrattenimento, è mediata dalla pervasività delle tecnologie wireless.


Un analisi dello studio di Fabienne Deruelle su PubMed, inizialmente pubblicato sulla prestigiosa rivista Surgical Neurology International

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Inseguiamo il segnale 5G più veloce e la copertura Wi-Fi totale come sinonimi di progresso, di efficienza, di modernità. Ma cosa accade quando ci fermiamo a riflettere su ciò che questa infrastruttura globale comporta realmente per la nostra salute, per la nostra autonomia cognitiva, per la nostra stessa essenza di esseri umani? Un recente e controverso studio di revisione pubblicato sulla rivista accademica Surgical Neurology International dal ricercatore Fabien Deruelle getta una luce inquietante su questo scenario, suggerendo che le tecnologie di comunicazione odierne stiano tracciando il sentiero per quella che viene definita una vera e propria guerra neurologica. Questo articolo si propone di analizzare in profondità le evidenze scientifiche presentate nella letteratura, le implicazioni bioetiche derivanti dal dispiegamento massiccio di queste tecnologie, e le prospettive future che si profilano all’orizzonte della convergenza tra nanotecnologie, intelligenza artificiale e biologia umana.

La questione che emerge con urgenza dalle pagine di questa ricerca non è meramente tecnica o scientifica, ma investe i fondamenti stessi della nostra autodeterminazione come individui e come collettività. L’analisi che segue intende offrire al lettore una panoramica completa e documentata, utilizzando un linguaggio accessibile ma rigoroso, affinché ciascuno possa formarsi un’opinione informata su temi che关系到 la salute pubblica e la libertà individuale. È fondamentale comprendere che ci troviamo di fronte a una transizione antropologica senza precedenti, dove la distinzione tra strumento di comunicazione e potenziale strumento di controllo diventa sempre più sfumata, e dove la mancanza di dibattito pubblico rappresenta forse il rischio più significativo di tutti.

Gli Effetti Biologici delle Microonde Non Termiche: Una Verità Nascosta da Cinquant’Anni

Il dibattito pubblico sulle radiazioni a radiofrequenza è stato per decenni caratterizzato da una strategia di minimizzazione che ha relegato le preoccupazioni legittime al rango di paranoie complottiste. Tuttavia, il rigore scientifico dello studio di Deruelle ci riporta alla realtà dei fatti documentati: gli effetti biologici delle microonde non termiche, ovvero quelle che interagiscono con la materia vivente senza surriscaldarla, sono stati documentati e studiati per oltre cinquant’anni

Questa è forse la rivelazione più perturbante dell’intera analisi: non stiamo parlando di scoperte recenti o di ipotesi non verificate, ma di conoscenze consolidate da mezzo secolo che sembrano essere state sistematicamente ignorate dalle autorità sanitarie e dai regolatori internazionali.

La letteratura scientifica indipendente, priva di conflitti di interesse con l’industria delle telecomunicazioni, ha documentato fin dagli anni Settanta che le microonde prodotte dalle tecnologie di telecomunicazione causano una vasta gamma di effetti deleteri che vanno ben oltre il semplice riscaldamento dei tessuti. Lo stress ossidativo rappresenta uno dei meccanismi principali attraverso cui queste radiazioni esercitano i loro effetti negativi: l’aumento patologico dei radicali liberi danneggia le strutture cellulari, i mitocondri e membrana cellulare, compromettendo l’omeostasi dell’intero organismo. Questo processo biochimico rappresenta il motore fondamentale dell’invecchiamento precoce e delle patologie infiammatorie croniche che affliggono sempre più portioni della popolazione mondiale

La comunità scientifica indipendente ha inoltre documentato danni al DNA, con frammentazione genomica e instabilità ereditaria che pongono interrogativi seri sulle conseguenze a lungo termine dell’esposizione cronica.

I danni al sistema immunitario costituiscono un’altra conseguenza grave e documentata: l’alterazione delle risposte immunitarie rende l’organismo più vulnerabile a infezioni e mutazioni cellulari, creando un circolo vizioso di crescente vulnerabilità. La cancerogenicità delle radiazioni non ionizzanti è stata oggetto di numerosi studi che ne confermano il potenziale oncogeno, indicando una degradazione strutturale della salute pubblica che non può essere attribuita al caso o a fattori non correlati. Gli effetti neurologici rappresentano forse l’aspetto più preoccupante: alterazioni della barriera emato-encefalica, compromissione delle funzioni cognitive e accelerazione delle malattie neurodegenerative sono stati documentati in numerose ricerche peer-reviewed

Questi effetti neurologici non sono semplici effetti collaterali, ma precondizioni per quella che alcuni analisti definiscono l’accesso al “battlespace” cerebrale, ovvero la possibilità di interferire direttamente con i processi cognitivi dell’individuo.

L’Elettrosensibilità, nota anche come EHS (Electrohypersensitivity), emerge in questo contesto non come un disturbo psicosomatico o una sindrome inventata, ma come il segnale d’allarme precoce della nostra biologia di fronte a un ambiente elettromagnetico sempre più ostile. Definita come una risposta sistemica all’esposizione tecnologica, l’EHS rappresenta il sintomo visibile di un’organismo sotto attacco elettromagnetico costante, una condizione clinica caratterizzata da una reazione acuta ai campi elettromagnetici che può arrivare a invalidare completamente la vita di chi ne soffre. La discrepanza tra i limiti di sicurezza stabiliti dall’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection), basati esclusivamente sull’effetto termico a breve termine, e la vasta letteratura scientifica indipendente che documenta effetti non termici a bassi livelli di esposizione, è letteralmente abissale

Questa divergenza non è frutto di incertezza scientifica, ma di una scelta deliberata: come evidenziato nello studio di Deruelle, le autorità hanno proceduto al dispiegamento massiccio delle tecnologie wireless, dal 2G al 4G, in piena consapevolezza dei loro effetti nocivi sulla salute.

L’Evoluzione delle Reti Wireless: Dal 2G al 6G come Trasformazione di Paradigma

L’evoluzione tecnologica delle reti di telecomunicazione non è stata semplicemente un incremento di velocità e capacità di trasmissione dati, ma una progressione verso una densità di segnale e una precisione di targeting che mutano radicalmente la natura stessa dell’interazione tra tecnologia e biologia umana. Le generazioni precedenti di reti mobili, dal 2G al 4G, hanno utilizzato tecnologie di trasmissione omnidirezionale che, sebbene producessero già effetti biologici documentati, non possedevano la capacità di focalizzazione che caratterizza le reti attuali e future. L’introduzione del 5G ha segnato un punto di non ritorno in questa evoluzione, introducendo il concetto di beam steering, ovvero la formazione di fasci direzionali che permettono di concentrare l’energia a radiofrequenza verso bersagli specifici

Per comprendere appieno la portata di questo cambiamento, è utile fare un’analogia: se le precedenti reti mobili potevano essere paragonate a una lampadina classica che illumina l’intera stanza in modo uniforme, il 5G funziona come una torcia elettrica che concentra tutta la luce in un fascio stretto e potente diretto verso un obiettivo preciso. Questo direzionamento aumenta indubbiamente l’efficienza della trasmissione dati, ma crea anche picchi di esposizione localizzata estremamente intensi, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute dei tessuti biologici colpiti. La capacità di focalizzazione del segnale permette inoltre un controllo tattico senza precedenti: a differenza della diffusione omnidirezionale delle reti 2G-4G, il 5G può letteralmente “puntare” verso utenti o dispositivi specifici, aumentando la densità energetica assorbita localmente in modo significativo

Il passaggio alle frequenze millimetriche, ovvero quelle superiori ai 20 gigahertz, rappresenta un ulteriore salto di paradigma che trasforma la natura stessa dell’interazione tra segnale e materia vivente. A queste frequenze, il comportamento del segnale muta qualitativamente: la lunghezza d’onda millimetrica interagisce direttamente con i processi biologici a livello cellulare e tissutale in modi che la fisica delle frequenze più basse non consentiva. Secondo l’analisi pubblicata su Surgical Neurology International, a queste frequenze il 5G si comporta come una vera e propria arma chimica non convenzionale, con implicazioni che trascendono di gran lunga la semplice trasmissione di dati

Questo cambiamento di paradigma è stato sintetizzato efficacemente nella letteratura scientifica: le microonde sopra i 20 GHz non si limitano a trasmettere bit, ma interagiscono con le molecole d’acqua e i processi biochimici del cervello, permettendo una modulazione del comportamento umano senza necessità di contatto fisico o somministrazione di agenti patogeni visibili.

La tabella comparativa dell’evoluzione delle infrastrutture RF illustra chiaramente questa traiettoria:

TecnologiaMeccanismo di EmissioneImpatto NeurologicoImplicazione per la Difesa
2G – 4GDiffusione omnidirezionaleStress biologico generale; effetti cronici diffusiVulnerabilità diffusa; basso controllo tattico
5G / 6GBeam Steering; focalizzazione del fascioTargeting individuale; modulazione comportamentaleIncapacità di mettere in sicurezza il perimetro cognitivo
Frequenze > 20 GHzMicroonde millimetriche corteEffetti comparabili ad armi chimiche non convenzionaliDeterioramento della salute pubblica come arma di logoramento
ADS (Militare)Energia diretta ad alta potenzaNegazione d’area; dolore acuto immediatoControllo della folla via dolore neurologico non cinetico

L’orizzonte temporale delineato dalla ricerca prevede che entro il 2030 arriverà il 6G, che consoliderà l’integrazione definitiva tra intelligenza artificiale e Internet di Ogni Cosa, mentre il completamento della fusione uomo-macchina è previsto entro il 2050, portando l’umanità verso una condizione che viene definita “cyborg”

Questa evoluzione non è presentata come un miglioramento delle facoltà umane, ma come un cambiamento ontologico guidato dall’AI, dove la fusione non rappresenta un ideale umanista, ma un requisito tecnico per permettere alle macchine di gestire e processare la biologia umana come un flusso di dati tra i tanti.

Le Frequenze Millimetriche e il Paradosso della Sicurezza Termica

Uno degli aspetti più critici dell’attuale regime normativo sulla sicurezza delle radiazioni elettromagnetiche riguarda la persistenza di standard di protezione basati esclusivamente sull’effetto termico. L’attuale paradigma di sicurezza per le radiofrequenze, rappresentato dai limiti stabiliti dall’ICNIRP, si fonda sul presupposto che i soli effetti dannosi delle radiazioni non ionizzanti siano quelli legati al riscaldamento dei tessuti biologici. Questo approccio, come evidenziato dalla letteratura scientifica indipendente, rappresenta un fallimento sistemico nella tutela della salute pubblica, poiché ignora completamente gli effetti non termici che sono stati documentati per decenni

La soglia dei 20 gigahertz emerge come punto critico in questa analisi: al di sopra di questa frequenza, il segnale 5G cambia natura biologica in modo qualitativo. Le reti di telecomunicazione moderne presentano conseguenze biologiche comparabili agli effetti delle armi a microonde a bassa potenza, con il targeting neurologico che diventa tecnicamente possibile attraverso l’infrastruttura civile. Il concetto di energia diretta, originariamente sviluppato per scopi militari, trova ora una sua applicazione nelle reti wireless che condividono i medesimi principi fisici dei sistemi d’arma

surgicalneurologyint.com+2. L’analogia con i sistemi militari come l’Active Denial System (ADS), che utilizza microonde a 95 GHz per causare un dolore insopportabile sulla pelle, non è meramente provocatoria ma fondata su una comunanza di principi fisici che non può essere ignorata.

L’analisi tecnica evidenzia come l’uso delle “Small Cells” (piccole celle) sia essenziale per garantire che il segnale penetri negli ambienti interni, eliminando ogni zona d’ombra nella rete di sorveglianza e, simultaneamente, aumentando l’esposizione cronica della popolazione. Queste piccole antenne, necessarie per la copertura del 5G, costituiscono un sistema di targeting continuo senza zone d’ombra, trasformando l’ambiente urbano in un reticolo di esposizione permanente

La rete civile, in questo senso, diventa più pericolosa dei sistemi militari tradizionali: mentre l’ADS militare rappresenta una minaccia episodica e ad alta potenza, la rete civile opera in modo ubiquitario e cronico, con un’esposizione costante che si accumula nel tempo.

Il superamento dei limiti ICNIRP non può essere l’unico parametro di rischio: il fulcro della questione risiede negli “effetti non termici”, ovvero interazioni biologiche sottili e persistenti che operano a livelli energetici bassi, ma capaci di alterare l’omeostasi cellulare attraverso meccanismi bioelettrici non legati al semplice riscaldamento dei tessuti. La meticolosa analisi dei dati ha dimostrato che l’interazione tra microonde e organismi viventi produce alterazioni patologiche profonde anche a livelli di esposizione minimi, ben al di sotto delle soglie di riscaldamento dei tessuti. Questa vulnerabilità biologica intrinseca, ignorata dai regolatori, costituisce il terreno su cui si innestano le nuove reti ad alta frequenza, trasformando l’infrastruttura civile in un sistema di impatto biofisico diretto

Nanomateriali e Grafene: Il Ponte Verso la Fusione Uomo-Macchina

La frontiera tecnologica descritta dalla letteratura scientifica prevede un ecosistema dove la biologia umana diventa parte integrante della rete attraverso l’uso di nanomateriali avanzati, con il grafene in un ruolo di primo piano. Queste sostanze agiscono da trasduttori, capaci di convertire i segnali a microonde in impulsi biologici, permettendo la creazione di interfacce cervello-computer (BCI) non invasive che trasformano il corpo umano in un nodo attivo della rete

Il ponte tra il segnale wireless esterno e la risposta biologica è costituito quindi da nanomateriali la cui presenza è stata rilevata in contesti clinici che sollevano interrogativi seri sulla trasparenza e il consenso informato.

L’uso del grafene consente la creazione di connessioni wireless stabili tra il sistema nervoso centrale e l’Internet of Everything (IoE), trasformando il corpo umano in un nodo attivo della rete gestito da Intelligenza Artificiale. Grazie alla loro straordinaria conduttività e capacità di auto-assemblaggio in microstrutture, questi nanomateriali fungono da trasduttori per le interfacce cervello-computer, permettendo un’interazione diretta tra processi biologici e digitali

Analisi di laboratorio condotte da ricercatori indipendenti hanno rilevato strutture microscopiche e precursori di nanomateriali in asset biotecnologici, sollevando questioni fondamentali sulla sovranità biologica e sull’integrità della supply chain dei prodotti sanitari.

Il punto più critico riguarda la sovranità ontologica dell’individuo: se nanomateriali a base di grafene sono presenti nel corpo umano, l’essere umano smette di essere un’entità biologicamente isolata per diventare un nodo dell’Internet delle Cose. In questo scenario, il corpo può essere interrogato e influenzato dalla rete 5G/6G senza che il soggetto ne sia consapevole, realizzando una forma di bio-potere totale e invisibile che trascende ogni precedente forma di controllo sociale

L’analisi dei componenti nanometrici ha rivelato la presenza di materiali a base di grafene e strutture nanometriche non dichiarate in prodotti biotecnologici, rappresentando una violazione dei diritti bioetici fondamentali e una minaccia per l’integrità biologica della popolazione.

La convergenza tra nanotecnologia e biologia molecolare sta introducendo materiali sintetici nei sistemi viventi senza un adeguato quadro di biosicurezza o consenso informato, ponendo interrogativi etici fondamentali che la società non può più permettere di ignorare. I rischi prioritari identificati per l’orizzonte 2030-2050 includono l’erosione dell’autonomia decisionale attraverso la capacità di interferire con i processi sinaptici attraverso segnali esterni modulati via nanomateriali interni, la sorveglianza biometrica totale mediante il monitoraggio invisibile e costante degli stati emotivi e dei parametri vitali via IoE, e le “backdoor neurologiche” che permettono ad attori ostili di attivare protocolli di degradazione neurologica attraverso infrastrutture di comunicazione controllate da remoto

La Guerra Cognitiva e il Targeting Neurologico

Tutte le evidenze raccolte dalla ricerca convergono verso una conclusione che sfida la nostra comprensione convenzionale del ruolo delle tecnologie di comunicazione: ci troviamo nel mezzo di una guerra cognitiva il cui obiettivo strategico finale non è la distruzione fisica, ma la sottomissione attraverso la manipolazione del comportamento e della salute dei cittadini. La “Guerra Cognitiva” (Cognitive Warfare) definisce oggi un nuovo dominio di conflitto in cui la salute neurologica e psichica della popolazione diventa un obiettivo strategico diretto, dove le reti di telecomunicazione non servono più solo a trasmettere dati, ma a manipolare il substrato biologico del pensiero

Il dominio del conflitto si è spostato dalla conquista del territorio fisico al controllo del “neurospazio”: la comunicazione wireless diventa, de facto, un sistema d’arma che permette di degradare o controllare le funzioni neurologiche di intere popolazioni attraverso la convergenza di reti wireless e bioingegneria. L’obiettivo finale non è solo trasmettere dati, ma attuare una modifica del comportamento umano attraverso il targeting neurologico, ovvero la capacità tecnica di indurre modifiche comportamentali attraverso l’irraggiamento, trasformando l’infrastruttura urbana in un sistema di condizionamento neurologico di massa

La tecnologia wireless diventa il vettore di una sottomissione silente dove il campo di battaglia non è più il territorio, ma la mente umana.

L’impiego sinergico di monitoraggio wireless e interfacce cervello-computer abilita un controllo biosociale capillare che rende la distinzione tra strumento di comunicazione e strumento di influenza biologica praticamente nulla quando la frequenza può interagire direttamente con i processi neurali. Le evidenze suggeriscono che l’attuale evoluzione tecnologica tenda verso l’ipotesi di un controllo totale dell’umanità da parte delle macchine entro la metà del secolo, attraverso la trasformazione della biologia umana in hardware controllabile

Quello che viene presentato come un futuro smart, interconnesso e ideale è, nell’analisi bioetica degli autori, un meccanismo di dominio finalizzato al controllo dell’umanità da parte delle macchine e dei loro architetti.

L’impatto clinico deve essere reinterpretato secondo la metrica della Sistemica Attrition della Popolazione (SAP): lo stress ossidativo e il danno immunitario cronico non sono semplici patologie, ma strumenti per abbassare il Quoziente di Resilienza (RQ) della popolazione, rendendola più vulnerabile a operazioni di influenza e meno capace di resistenza civile o militare. L’EHS non è una condizione medica isolata, ma il sintomo visibile di un’aggressione ambientale sistematica che può essere utilizzata per indurre instabilità sociale e sfiducia nelle istituzioni

Il targeting neurologico permette di neutralizzare il dissenso e orientare la volontà politica senza l’impiego della forza visibile, portando gradualmente a una transizione verso il dominio delle macchine e dell’IA entro il 2050.

Le Implicazioni Bioetiche e i Limiti dell’ICNIRP: Un Fallimento Sistemico

La questione dei limiti di sicurezza stabiliti dall’ICNIRP rappresenta uno degli aspetti più critici dell’intera analisi, poiché rivela un fallimento sistemico nella tutela della salute pubblica che non può essere attribuito a mera incompetenza o mancanza di dati. L’attuale regime normativo, basato esclusivamente sui parametri termici obsoleti stabiliti dalla ICNIRP, rappresenta un fallimento sistemico nella tutela della salute pubblica: è imperativo superare questa visione riduzionista per adottare un approccio bioetico rigoroso, fondato sulle evidenze biologiche non termiche che le autorità hanno sistematicamente sottostimato

La marcata divergenza tra la letteratura scientifica priva di conflitti di interesse e le posizioni ufficiali non è frutto di incertezza, ma di una scelta deliberata che ha subordinato la salute pubblica alla necessità strategica di un’infrastruttura di rete onnipresente.

Tecnologia o AgenteEffetti sulla SaluteApplicazione Militare/CivileData o PeriodoMeccanismo d’AzioneRisultati Principali
Microonde (Radiofrequenze)Stress ossidativo, carcinogenicità, danni al DNA e al sistema immunitario, effetti neurologici, elettro-ipersensibilità (EHS).Civile (Telecomunicazioni) e Militare (Armi a energia diretta).Effetti noti dagli anni ’70; uso attuale (2G-4G).Radiazioni non termiche che interagiscono con i sistemi biologici anche al di sotto dei limiti ICNIRP.Le autorità hanno implementato tali tecnologie pur essendo consapevoli degli effetti nocivi sulla salute.
5G (sopra i 20 GHz)Paragonabili a un’arma chimica non convenzionale; effetti neurologici.Civile (Reti mobili) e Militare (Guerra cognitiva/comportamentale).Attuale (Implementazione globale).Beam steering; radiazioni che agiscono come armi a microonde a bassa potenza per il targeting cerebrale.Il 5G può essere utilizzato per la modifica comportamentale attraverso il targeting neurologico.
Nanomateriali a base di grafene / Interfacce Cervello-Computer (BCI)Neurodegenerazione, alterazione della fisiologia cerebrale, fusione uomo-macchina.Militare (Guerra cognitiva) e Civile (Biomedicina/Internet delle Cose).In fase di sviluppo; proiezione verso il 2030-2050.Connessione wireless del cervello all’Internet of Everything (IoE) tramite reti 5G/6G e IA.I nanomateriali permetteranno il controllo dell’umanità da parte delle macchine e la creazione di ‘cyborg’.
6GNon specificati nel dettaglio (associati a rischi neurologici e fusione uomo-macchina).Militare (Guerra cognitiva) e Civile (Evoluzione delle telecomunicazioni).Previsto per il 2030.Integrazione con l’Internet of Everything (IoE) e nanomateriali per il controllo cerebrale.Tecnologia chiave per la transizione verso il controllo totale e la guerra cognitiva.
Active Denial System (ADS)Effetti da energia diretta (non specificati nel dettaglio clinico nell’abstract).Militare (Arma a energia diretta).Contemporaneo.Emissione di onde millimetriche per causare repulsione o effetti biologici mirati.Esempio di applicazione militare di frequenze simili a quelle usate nelle comunicazioni.
[1] Microwave radiofrequencies, 5G, 6G, graphene nanomaterials: Technologies used in neurological warfare – PubMed

La discrepanza tra i limiti di sicurezza dell’ICNIRP e la letteratura scientifica indipendente è abissale: mentre le autorità hanno proceduto al deployment massiccio delle tecnologie wireless nonostante la consapevolezza dei rischi documentati, la ricerca indipendente ha prodotto migliaia di studi che dimostrano effetti biologici significativi a livelli di esposizione molto inferiori a quelli considerati “sicuri” dagli standard attuali. Questa non è solo un’omissione tecnica, ma una questione di biopolitica dove la salute pubblica è stata subordinata a necessità economiche e strategiche che non tieneno conto dell’integrità biologica dei cittadini.

La popolazione civile si trova oggi priva di uno scudo normativo e tecnico contro forme invisibili di aggressione ambientale che sono state documentate scientificamente ma non tradotte in politiche di protezione adeguate.

Le autorità sanitarie hanno il dovere morale e legale di proteggere i cittadini contro un’avanzata tecnologica non regolamentata che minaccia di erodere l’autonomia biologica dell’individuo. La trasformazione dell’umanità verso il modello “cyborg” non può essere lasciata all’inerzia del mercato tecnologico o alle agende militari: è indispensabile una supervisione etica senza precedenti per evitare che la specie umana scivoli verso una sottomissione tecnologica irreversibile. Solo una governance bioetica sovrana, che poni la salute biologica e la libertà cognitiva al di sopra dell’innovazione indiscriminata, può garantire la sopravvivenza della dignità umana a lungo termine

Il consenso informato, pilastro della bioetica medica, diventa un residuo del passato in uno scenario dove l’esposizione alle radiazioni è ubiquitaria e dove la presenza di nanomateriali nel corpo può essere ignota al soggetto stesso. È necessario garantire che il consenso informato includa esplicitamente i rischi di interfacciamento wireless e la protezione contro il targeting neurologico, ma questo richiede prima di tutto trasparenza assoluta sui nanomateriali, imponendo la dichiarazione obbligatoria e la verifica indipendente di ogni componente nanometrico presente in farmaci, dispositivi medici e vaccini

La protezione della biosfera e della noosfera (la sfera del pensiero umano) deve diventare il pilastro centrale della difesa strategica, poiché la guerra del futuro non si combatte per il controllo del territorio, ma per il dominio dei processi sinaptici.

Prospettive Future: Verso il 2050 e la Fusione Uomo-Macchina

La traiettoria tecnologica delineata dalla ricerca traccia un cronoprogramma preciso per quella che viene definita la convergenza bio-digitale, con tre fasi principali che trasformeranno radicalmente la condizione umana. La fase attuale è caratterizzata dal deployment, con la saturazione ambientale tramite reti 5G, WiMAX, DECT e la diffusione di nanomateriali tramite interventi biomedici che avviene in assenza di adeguata informazione e consenso della popolazione

l 2030 segnerà la fase di connessione, con l’integrazione operativa tra interfacce cervello-computer, Internet of Everything e reti 6G per il monitoraggio biosensoriale di massa che trasformerà ogni individuo in un nodo monitorabile della rete globale.

Il 2050 rappresenta il completamento della fusione e del controllo, con il raggiungimento della fusione completa uomo-macchina (Cyborg) e la transizione verso una gestione dell’umanità mediata interamente da algoritmi di IA. Questa evoluzione non è descritta come un miglioramento delle facoltà umane, ma come un cambiamento ontologico guidato dall’AI dove la fusione non è un ideale umanista, ma un requisito tecnico per permettere alle macchine di gestire e processare la biologia umana come un flusso di dati tra i tanti

L’Internet delle cose (Internet of Everything non va interpretato come una semplice rete domestica avanzata, ma come un’infrastruttura di controllo globale che include la biologia umana, trasformando ogni individuo in un “nodo” della rete sotto gestione algoritmica.

L’integrazione di tali interfacce nanotecnologiche proietta rischi sistemici sulla sovranità cognitiva del cittadino, esponendo l’autonomia decisionale a interferenze tecnologiche esterne che potrebbero essere attivate da attori statali o privati senza il consenso degli individui interessati. L’analisi della dipendenza nazionale da tecnologie di comunicazione straniere rappresenta una vulnerabilità di “backdoor cognitiva” che potrebbe permettere a soggetti esterni di influenzare processi decisionali politici ed economici

È necessaria una postura di difesa proattiva per garantire che l’autodeterminazione umana non venga sacrificata sull’altare della convergenza tecnologica, ma questo richiede prima di tutto una consapevolezza pubblica che oggi è gravemente carente.

La domanda che dobbiamo porci non riguarda più la velocità del download o la comodità della connettività permanente, ma la nostra libertà fondamentale: siamo pronti a sacrificare la nostra sovranità interiore in nome di una iper-connessione totale, o è giunto il momento di rivendicare il diritto biologico all’inviolabilità della mente?

La conoscenza tecnica e la comprensione della fisica delle frequenze sono le uniche armi per difendere la sovranità cognitiva e l’autonomia biologica dell’essere umano: la vigilanza scientifica è, oggi, una necessità tattica per la sopravvivenza della specie

Conclusioni: Il Futuro del Controllo e la Libertà Cognitiva

L’analisi approfondita della letteratura scientifica presentata in questo articolo ci impone di guardare oltre lo schermo del nostro smartphone, oltre la superficie lucida delle nuove tecnologie che quotidianamente utilizziamo senza interrogarci sui loro reali effetti. Siamo di fronte a una sfida che tocca l’essenza stessa dell’uomo: la propria integrità neuro-cognitiva, la propria autonomia decisionale, la propria libertà di pensiero. La convergenza tra frequenze millimetriche, nanomateriali e intelligenza artificiale sta ridisegnando i confini di ciò che significa essere umani, in modi che nessun precedente storico può confrontare

La tesi centrale emersa da questa analisi evidenzia che lo sviluppo delle telecomunicazioni e delle biotecnologie non è guidato esclusivamente dal progresso civile o dalla ricerca del benessere umano, ma risponde anche a obiettivi di controllo e potenziali logiche di guerra cognitiva che trascendono gli interessi dei singoli individui. La convergenza tra microonde e nanomateriali mira alla creazione di un’interfaccia di controllo globale che scavalca la volontà individuale, trasformando la biologia umana in hardware controllabile da sistemi algoritmici il cui funzionamento rimane opaco alla maggioranza della popolazione

Ciò che viene presentato come un futuro smart, interconnesso e ideale è, nell’analisi bioetica degli autori, un meccanismo di dominio finalizzato al controllo dell’umanità da parte delle macchine e dei loro architetti.

Le evidenze storiche e scientifiche sono chiare: gli effetti biologici non termici sono documentati fin dagli anni ’70 e ignorarli significa ignorare decenni di letteratura accademica indipendente. La convergenza militare-civile delle tecnologie 5G/6G possiede caratteristiche tecniche e frequenze operative sovrapponibili a sistemi d’arma neurologica e sistemi di negazione attiva (ADS). La traiettoria tecnologica verso il 2050 punta all’integrazione di nanomateriali e AI per il controllo esterno della biologia umana, sollevando il concreto rischio di un futuro caratterizzato dal controllo dell’umanità da parte delle macchine

È necessario interpretare queste definizioni non come scenari di un futuro remoto, ma come una realtà operativa in atto che richiede una risposta politica coordinata e inflessibile.

La protezione della biosfera e della noosfera deve diventare il pilastro centrale della difesa strategica di ogni nazione che voglia preservare la propria autodeterminazione. La guerra del futuro non si combatte per il controllo del territorio, ma per il dominio dei processi sinaptici: questo impone l’adozione urgente di criteri di vigilanza che impediscano l’uso di tecnologie civili come strumenti di sottomissione e controllo sociale. Solo attraverso una supervisione etica senza precedenti e una governance bioetica sovrana sarà possibile garantire che l’autodeterminazione umana non venga sacrificata sull’altare della convergenza tecnologica, preservando la dignità umana per le generazioni future

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Bibliografia

Bibliografia

Deruelle F. Microwave radiofrequencies, 5G, 6G, graphene nanomaterials: Technologies used in neurological warfare. Surgical Neurology International. 2024;15:439. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39640342/

Deruelle F. Analisi della Convergenza Tecnologica e Guerra Cognitiva (2025-2050). Studio Critico sulle Implicazioni Sanitarie del Wireless. Riferimento: Studio Deruelle (SNI 2024, 15:439).

Sintesi Scientifica su Microonde, Evoluzione Wireless e Impatti Biologici. Analisi della Letteratura Indipendente sugli Effetti Non Termici delle Radiofrequenze. Database PubMed.

Protocollo di Valutazione dei Rischi Bioetici: Impatto delle Radiofrequenze e delle Interfacce Cervello-Computer sulla Salute Pubblica. Analisi dei Limiti ICNIRP e Alternative Regolatorie.

Glossario Concettuale Commentato: Tecnologia, Biologia e la Nuova Frontiera della Guerra. Analisi dei Documenti di Dottrina NATO e US Air Force.

Analisi degli Effetti Biologici delle Microonde Non Termiche. Revisione Sistematica della Letteratura Peer-Reviewed su PubMed. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11618680/

Deruelle F. Microwave radiofrrequencies, 5G, 6G, graphene nanomaterials. Surgical Neurology International. https://surgicalneurologyint.com/wp-content/uploads/2024/12/13259/SNI-15-439.pdf

Database EMFO Portal – European EMF Guideline Research. https://www.emf-portal.org/en/article/57363

9.Ricerca su Interfacce Cervello-Computer e Nanomateriali. https://visualize.jove.com/39640342

Ricerca su Sistemi di Negazione Attiva (ADS) e Armi a Energia Diretta. Analisi dei Principi Fisici e delle Applicazioni Militari.

ULTERIORI REFERENZE

industry and the military (e.g., 5G) e pharmaceutical industry is studying and introducing to the market a nanomaterial (graphene) highly conductive of electromagnetic wavese pharmaceutical industry is known for its conflicts of interest with WHO, the EU, and its military links. Consequently, we can conclude that the irradiation, with such standards, by the wireless technologies developed by the telecommunications industry corresponds to an intentional strategy from the military-industrial complex and part of the political establishment to affect the cognitive functions of the population. Graphene nanoparticles exacerbate, or will exacerbate (depending on whether they are already present in the body), the deleterious neurological effects of 5G and will progressively connect the human brain to the Internet through 6G, with the aim (a few years later) of merging man with machine [Figure 4]. Since the official channel for health information (WHO, media, and politics) is corrupted, it becomes necessary to disseminate verified and verifiable information. In addition, it is essential that all scientists, with no conflicts of interest, capable of publishing scientifically, with the appropriate equipment and an approved laboratory, analyze the components of all vaccines (including those in COVID-19) as well as dental anesthetics and publish their results in good scientific journals. If it proves that organisms indeed contain graphene, studies on chelating agents such as N-acetylcysteine and calcium disodium ethylenediaminetetraacetic acid would be necessary. It is also becoming vital to stay as far away as possible from powerful sources of high-frequency electromagnetic radiation (antennas, WiFi, etc.) and to use all types of wireless technology as little as possible. Ethical approval e Institutional Review Board approval is not required. Declaration of patient consent Patient’s consent was not required as there are no patients in this study. Financial support and sponsorship Nil. Conflicts of interest ere are no conflicts of interest. Use of artificial intelligence (AI)-assisted technology for manuscript preparation e authors confirm that there was no use of artificial intelligence (AI)-assisted technology for assisting in thewriting or editing of the manuscript and no images were manipulated using AI. REFERENCES Adams RL, Williams RA. Biological effects of electromagnetic radiation (Radiowaves and Microwaves) Eurasian Communist Countries. Defense Intelligence Agency; 1976. Available from: https://www.orsaa.org/uploads/6/7/7/9/67791943/__us_ dia_1976_biological_effects_of_electromagnetic_radiation.pdf [Last accessed on 2024 Feb 29].Ai H, Kang Q, Wang W, Guo K, Guo Z. Multi-beam steering for 6G communications based on graphene metasurfaces. Sensors (Basel) 2021;21:4784.Akkaş MA. 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