
Alla fine il regime di Draghi ha partorito il cosiddetto “Super Green Pass” che non ha nulla di “super” se non nel tentativo di farlo credere nel nome. Se andiamo a vedere il dettaglio delle misure scopriamo che le uniche restrizioni aggiuntive al riguardo sono per l’ingresso nei bar, ristoranti o nelle palestre. In questi luoghi potranno entrare solo i vaccinati, e non più anche i guariti dal debole coronavirus influenzale e/o i negativi al tampone. Quello che però i media di regime non ci dicono è che migliaia di bar e ristoranti in tutta Italia già ora non chiedono il certificato verde, quindi dire che da domani sarà richiesto un supercertificato verde per entrare in questi luoghi non farà nessuna differenza.
Gli esercenti che non lo chiedevano ieri continueranno a non chiederlo nemmeno domani. Per quello che riguarda l’accesso sui luoghi di lavoro invece resta tutto immutato. Si potrà continuare ad entrare con il test al tampone negativo esattamente come prima, ma anche qui dobbiamo ricordare che in molti posti di lavoro non chiedono proprio nulla. Il regime di Draghi si è guardato bene dal proibire l’accesso ai luoghi di lavoro ai non vaccinati e ai guariti perché sapeva perfettamente che ci sarebbe stata una rivolta ancora più esplosiva di quella che è già in corso nelle piazze italiane. E la proroga del certificato razziale vaccinale per i lavoratori? Non c’è traccia di essa. L’apparato terroristico mediatico la sta annunciando da più di un mese ma ancora non si è manifestata.
L’unico vero giro di vite che dovrebbe esserci, e ancora non è nemmeno sicuro, è l’obbligo vaccinale per insegnanti e gli uomini delle forze dell’ordine. E c’è una ragione precisa se il regime di Draghi ha messo nel mirino proprio quest’ultima categoria. Il governo ha gravi problemi di organico nelle forze dell’ordine perché sono numerosi i poliziotti e i carabinieri che non si sono piegati all’inoculazione del siero sperimentale. L’obbligo vaccinale servirebbe a costringerli a tornare al lavoro e a piegare, nella loro idea, gli uomini in divisa che non vogliono accettare l’estorsione. È invece probabile aspettarsi una reazione ancora più ostile da parte di poliziotti e carabinieri qualora Draghi decidesse di colpire proprio loro. In conclusione, Draghi ancora non ha ancora fatto nulla di quello che i media di regime hanno cercato di far credere per un mese.
Ormai abbiamo visto fino allo sfinimento che larga parte di questa strategia è tutta fondata sull’intimidazione psicologica. Sono tecniche largamente applicate e conosciute nei manuali di guerra psicologica studiati negli ambienti militari. Il nemico cerca di piegare l’avversario facendogli credere di ricorrere ad un’arma così potente da annichilire la sua resistenza. Quest’arma però continua a non venire fuori e se non viene tirata fuori vuol dire che hanno paura. Questa corrotta classe politica è perfettamente consapevole che se provano a spingersi ancora più in là entrano in un territorio inesplorato. Un territorio nel quale la guerra civile e la rivolta generale permanente contro gli eversori che occupano abusivamente le istituzioni pubbliche si fa sempre più probabile.




