L’articolo pubblicato sul British Medical Journal dal titolo “Covid 19: researcher blows the whistle on data integrity issues in Pfizer’s vaccine trial” mette in evidenza come, durante la corsa al vaccino 💉, Pfizer ha affidato una parte della sperimentazione ad una società di gestione privata ad essa associata, la Ventavia.
Un dirigente di Ventavia, ha dichiarato che la società ha falsificato 🤥 i dati, ha rivelato l’identità dei pazienti, ha utilizzato dei vaccinatori non addestrati ed è stata lenta 🐌🐢 nel verificare gli eventi avversi che venivano segnalati.
La maggior parte dei media italiani 🇮🇹 ha ignorato la notizia, e quei pochi che l’hanno pubblicata l’hanno descritta come una “semplice” violazione della privacy 🔏 dei pazienti.
Peccato che i problemi gravi siano ben altri. Oltre alla falsificazione dei dati 📊, cosa di per sé già gravissima, la rivelazione dell’identità dei pazienti ha inquinato gli studi di “doppio cieco”. Durante uno studio in “doppio cieco” nessuno deve sapere chi ha ricevuto il placebo e chi il vaccino, né il somministratore, né chi riceve la somministrazione. È una condizione essenziale per stabilire percentuali veritiere. Nel momento in cui questi dati vengono divulgati, gli stessi diventano manipolabili e quindi gestibili secondo lo scopo che se ne vuole fare.
Un altro aspetto ignorato dai media è che l’autrice della denuncia, Brook Jackson, ha dichiarato: “Pfizer aveva interesse che Ventavia arruolasse, nel minor tempo possibile, il maggior numero di partecipanti alla sperimentazione. La società percepiva parte dei suoi compensi sulla base del numero dei pazienti arruolati: tanti più erano gli iscritti al trial, tanto più Ventavia guadagnava”.
Questi fatti gettano un discredito totale su tutta la procedura di sperimentazione. Infatti: 1) il verificatore non è indipendente dal committente, 2) il verificatore è interessato non alla qualità del dato ma alla sua quantità, 3) Pfizer può scaricare le irregolarità sulla società che prende la commissione.
Questo ricorda sinistramente le procedure di subappalto delle ditte vincitrici di commesse pubbliche. Si scarica sulla società subappaltata ogni responsabilità civile e penale, restandone “puliti”. Ma qui non si trattava di costruire un ponte su cui potevano morire qualche decina di persone, ma della salute dell’intera popolazione mondiale!

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