
“Lei è Michela, siede ogni giorno davanti alla scuola in cui non le è più permesso di entrare senza il codice della schedatura digitale di controllo sanitario. Non strilla, non espone cartelli, non danza, non critica, non offende, non giudica nessuno. Se ne sta seduta durante tutto l’orario delle lezioni davanti all’edificio scolastico, rispettando al 100% la legge che la discrimina e la esclude dal suo diritto costituzionale al suo lavoro di insegnante.
Osserva il tempo che passa, i suoi colleghi che la salutano al mattino, mentre il suo futuro le viene sottratto “per il suo bene” da una legge tanto illogica quanto immorale.
Michela vuole restare una donna che si autodetermina, umana, senza imprimatur digitale per avere il permesso di essere libera. Non attacca e non va contro nessuno, Michela mostra solo sfacciatamente la sua realtà, la nostra realtà, ai suoi colleghi, ai suoi studenti, al dirigente scolastico.”
Se questo è il nostro mondo, il nostro modo, siamo orgogliosi di essere altro, altrove.





