
Il tossico-dipendente ha paura, per questo si rifugia nella “dose”.
Non ha sviluppato maturità, consapevolezza di se stesso, soprattutto dal punto di vista esistenziale.
Ha paura sia di vivere che di morire e -solitamente- non riesce a visualizzare il proprio futuro.
Il suo unico pensiero è accaparrarsi una “dose”, che per lui rappresenta tranquillità, salvezza, sicurezza. Pur di averla sarebbe disposto a tutto; anche a calpestare etica, princìpi e morale.
Il tossico-dipendente non è in grado di analizzare, riflettere, approfondire. Ha peso ogni senso critico e capacità di analisi. Sovente è affetto da gravi disturbi della personalità, manca di equilibrio, ha comportamenti anti-sociali e non ascolta, non riesce a vedere, chi gli tende la mano per tentare di aiutarlo ad uscire dal tunnel.
Il tossico-dipendente crede che “la dose” sia la libertà. Non comprende che è proprio la “dose” a renderlo ogni giorno più schiavo, attraverso l’illusione, allontanandolo dalla realtà, soavemente, mestamente, attraverso il percorso della dipendenza.
Per lui “la dose” è una coccola, una carezza, un bacio, un abbraccio… un abbraccio dolce e caldo che -però-, con il tempo, non sa che si trasformerà in una stretta mortale, una morsa letale.
Il tossico-dipendente -per la “dose”- sa mettersi in fila, zitto e buono; dallo spacciatore in periferia o quello nei boschi, oppure davanti al sert.
Lo sa che quella “dose” che si inietta ogni volta nell’organismo è merda, ma… è più forte di lui.
Oramai, non sa più farne a meno.
🔴 Unisciti al canale telegram La Verita occultata: https://t.me/+jxqu0E7tqxBhNDk0🔴




