
Avv. Mauro Sandri
via Benedetto Marcello n. 48 Milano
Spett.le Istituto Superiore di Sanità
protocollo.centrale@pec.iss.it
e p.c.
Ecc.ma Corte dei Conti
procura.generale.segreteria@corteconticert.it
procura.generale.attiolaf@corteconticert.it
Ecc.ma Procura della Repubblica di Roma
Spett.le Istituto Superiore di Statistica
protocollo@postacert.istat.it
Oggetto: chiarimenti su dati ricoveri terapie intensive e decessi Bollettini EPICENTRO
Si rende necessario che Codesto spettabile Istituto rilasci, con sollecitudine, analitiche e trasparenti informazioni, scientificamente plausibili, relativamente ad alcune anomalie metodologiche riscontrate negli ultimi bollettini EPICENTRO da esso editi ai fini informativi dell’ andamento epidemiologico inerente la diffusione del virus Sars cov 2 e della malattia correlata covid 19.
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Risulta che i non vaccinati decedano, pressochè tutti, dopo il ricovero in terapia intensiva. Essi, quindi, entrano in condizioni critiche, ma di potenziale guarigione, se adottate terapie adeguate, ma in gran parte, tuttavia non sono salvati dall’intervento delle strutture ospedaliere.
Come si evince dai dati riportati nella tabella a pag. 25 del Bollettino EPICENTRO del 24 dicembre 2021, pubblicato il 31 dicembre 2021, sarebbero stati ricoverati in terapia intensiva negli ultimi 30 gg 1.036 non vaccinati, e ne sarebbero deceduti 994. Analoghi dati sono presenti nel bollettino del gennaio 2022. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_5-gennaio-2022.pdf
Il sistema sanitario non sarebbe stato in grado di curare, pertanto, circa il 98 % dei non vaccinati che si sono presentati in terapia intensiva.
Secondo dati ufficiali, la media dei malati di covid 19 che vengono ricoverati in terapia intensiva, sopravvive nel 50% circa dei casi. https://www.med4.care/covid-19-mortalita-in-terapia-intensiva/
Sono state approvati, fin dal febbraio 2021, farmaci efficaci per la cura contro la malattia COVID 19.
Successivamente ne sono stati approvati altri da maggio 2021 fino ad oggi.
L’efficacia di tali farmaci è stata certificata ed approvata sia per forme lievi, che medie che gravi.
Risibile sarebbe la giustificazione che possano essere entrati in terapia intensiva tutti non vaccinati in fin di vita e non in condizioni di media gravità.
Si chiede si dia risposta alle seguenti domande:
-è’ stata svolta, da parte dell’Istituto Superiore Sanità, una indagine su quali fossero le condizioni dei ricoverati non vaccinati affetti da covid 19 quanto al loro stadio di malattia?, – -è stata svolta una indagine su quanto pazienti non vaccinati abbiano usufruito di cure?
-è stata fatta un indagine volta ad accertare in quale periodo del loro ricovero sarebbero stati, eventualmente, curati i pazienti non vaccinati?
-è stata fatta una indagine su quali esatte cure sarebbero state attuate durante l’ospedalizzazione?
-è stata fatta una indagine su quali esatte cure sarebbero state attuate in terapia intensiva?
–è stata fatta una indagine al fine di valutare i motivi per cui la mortalità dei ricoverati nelle terapie intensive dei non vaccinati è pari al 98% mentre normalmente per malati di covid in terapia intensiva è pari al 50%?
-sono state verificate dall’Istituto Superiore di Sanità le cartelle cliniche?
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Con riferimento invece al numero dei decessi dei vaccinati risultano altri dati diversi contrastanti e palesemente abnormi.
I vaccinati morirebbero di covid 19, per circa il 70% senza transitare, preventivamente, dalle terapie intensive.
Infatti sulla base della citata tabella di EPICENTRO risulta che tra i vaccinati con una dose vi siano 32 ricoveri in terapia intensiva, ma 75 decessi, tra i vaccinati con due dosi vi siano 89 ricoveri e 92 decessi, tra i vaccinati con 2 dosi, dopo 120 giorni, 433 ricoveri in terapia intensiva, ma 1.108 decessi, tra i vaccinati con tre dosi vi siano 33 ricoveri in terapia intensiva e 62 decessi.
Tale situazione di assenza di ricoveri in terapia intensiva si inserisce in un contesto in cui i vaccinati contagiati sono in numero elevatissimo: 400.347, a fronte di contagiati non vaccinati in numero di 114. 674.
Si tratta di una situazione che si presenta costantemente come è possibile verificare attraverso la lettura della serie storica dei Bollettini Epicentro, nonché,ulteriormente, in quello del gennaio 2022.
Si è al cospetto di plurimi dati irrealistici, che non possono coesistere tra loro e caratterizzati da evidente difetto di loro effettiva veridicità.
E’ risibile postulare rapporti tra contagi e ricoveri nella proporzione dichiarata, ma soprattutto, è al di là di ogni possibile verosimiglianza postulare che i vaccinati possano decedere senza preliminarmente poter essere gestiti nelle terapie intensive.
Questa situazione evidenzierebbe la prova che i vaccinati siano affetti da una pericolosissima devastante sindrome, totalmente nuova, di manifestazione della malattia covid 19, a loro esclusivamente peculiare, che ne provocherebbe il decesso a domicilio, talmente fulminante, da non consentire nemmeno di poter effettuare un primo intervento di soccorso.
L’Istituto Superiore di Sanità non fornisce alcuna informazione relativamente alle cause di tale inverosimile evoluzione della malattia in relazione esclusivamente ai vaccinati.
Si chiede che sia dia risposta alla seguente domanda:
-quali sono le cause per cui i vaccinati, per il 70% circa, a differenza dei non vaccinati, decedono in numero elevatissimo senza essere preventivamente ricoverati in terapia intensiva?
-è stata fatta una indagine sui referti dei medici di base che hanno diagnosticato prima la malattia covid 19 e poi i decessi inerenti le persone vaccinate al fine di comprendere per quale motivo essi non sono stati ricoverati ai primi sintomi od anche quando avevano sintomi gravi?
-è stata fatta una indagine al fine di valutare i motivi per cui la mortalità dei ricoverati nelle terapie intensive dei vaccinati è pari al 100% mentre normalmente per malati di covid in terapia intensiva è pari al 50%?
-è stata fatta una indagine su quali esatte cure sarebbero state attuate durante l’ospedalizzazione?
-è stata fatta una indagine su quali esatte cure sarebbero state attuate in terapia intensiva?
Il 100% dei ricoverati in terapia intensiva vaccinati sono, altresì, morti, nessuno escluso. Il ricovero in terapia intensiva dei vaccinati non ha salvato alcuna delle loro vite, per cui si conferma la totale inutilità ed inefficienza assoluta della gestione delle terapie intensive malgrado il loro costo esorbitante.
In alternativa siamo di fronte a dati dei ricoveri dei vaccinati e dei non vaccinati nelle terapie intensive alterati numericamente in ampio difetto i primi, in ampio eccesso i secondi. Una terza ipotesi è che siano sussistenti entrambe le fattispeci, vale a dire che i dati sui ricoverati, vaccinati e non vaccinati, siano alterati e che effettivamente i vaccinati decedono a seguito di una nuova evoluzione della malattia covid 19 strettamente legata alla vaccinazione stessa.
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Un posto letto in terapia intensiva viene remunerato dallo Stato italiano con il pagamento, alle strutture ospedaliere e sanitarie in genere, di un importo pari a 10.000 euro.
Una somma esorbitante, decine di volte superiore a quella utilizzata per pazienti ricoverati per altre, molto più gravi e letali, patologie.
Un simile incredibile importo non è giustificato dalle oggettive esigenze gestionali dei pazienti di covid 19, e si rende necessario che si approfondiscano le ragioni di un finanziamento di denaro pubblico di tale entità.
L’erogazione della somma in questione diviene ancora più intollerabile da giustificare, stante l’evidenza probatoria, documentata al di là di ogni ragionevole dubbio, che le terapie intensive non raggiungono alcun risultato decoroso.
Esse, per come sono gestite, non realizzano l’obiettivo che dovrebbero raggiungere vale a dire quello di salvare vite in percentuale decorosamente accettabile.
La loro funzione ed efficacia è pressochè nulla, secondo l’ISS, in quanto il paziente che entra in terapia intensiva perviene alla morte nel 98% dei casi, se non vaccinato, e nel 100% dei casi se vaccinato.
Se i dati riportati nei Bollettini Epicentro sono veri, circostanza fortemente dubbia perché in contrasto con il dato statistico che evidenzia come i malati di covid 19 escano vivi al 50% dalle terapie intensive, non vi è ragione di corrispondere un indennizzo, finanziato con denaro pubblico, per quell’ esorbitante importo e proseguire in una simile dispersione dopo la verifica,ormai consolidata,della assoluta irrilevanza delle modalità gestionali delle terapie intensive ai fini di realizzare una qualche utilità pubblica.
Si contesta,pertanto,anche, un rilevantissimo spreco di denaro pubblico dolosamente attuato per fini che sono del tutto avulsi da quelli per il quale tale denaro è stato stanziato.
Se,invece, i dati dell’ISS fossero errati, vale a dire i decessi in terapia intensiva non fossero quelli dichiarati come avvenuti al 98%-100% nei Bollettini Epicentro, saremo al cospetto di una evidente criticità globale della comunicazione involvente profili di falso materiale ed ideologico di cui occorrerebbe individuare gli esatti responsabili.
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Si impone lo svolgimento di una ampia ed articolata indagine che risolva, razionalmente, la serie di anomalie segnalate e che si avvalga di decorose basi rigorosamente medico-scientifico statistiche finalizzate a fugare i dubbi in ordine ad una situazione di potenziale inescusabile malasanità unita a problematiche di opacità gestionale di ingenti fondi pubblici.
L’anomalia di molti dati rilasciati dall’ISS determina gravissimi danni al corpo sociale sotto più profili : alimenta discriminazioni tra cittadini al di fuori di ogni fondamento scientifico, rilascia all’opinione pubblica dati non sostenibili dal punto di vista logico-statistico, attesta la sussistenza di un ingentissimo danno erariale, prospetta la possibile sussistenza di plurimi gravi falsi materiali ed ideologici consumati da pubblici ufficiali ed altro ancora.
In attesa di riscontro si porgono distinti saluti
Milano 08/01/2022 avv.Mauro Sandri
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