Buongiorno a tutti. Oggi è una giornata funesta, e non serve spiegarne i motivi. Nella mia memoria resterà impressa la data del primo febbraio come l’apice, mi auguro, di tutte le imposizioni vessatorie che sono partite con l’arrivo del governo Draghi, avendone già il precedente governo preparato la strada. Tutti noi parliamo di resistenza, e sono più che certa che ciascuno la porta avanti nel modo in cui riesce a farlo. Ma oggi, permettetemi, voglio dedicare una parola e l’inizio della giornata a coloro che stanno subendo non solo la terribile violenza di essere sottoposti contro il proprio volere ad un farmaco non ben definito nei suoi effetti, calpestando senza pietà la legge universale del Libero Arbitrio e della difesa della Dignità della Persona, ma addirittura attacchi e pesanti giudizi da parte di chi ancora ha la possibilità di riuscire ad opporsi. Quanto sarebbe bello l’essere umano se riuscisse a privarsi dell’esercizio del giudizio. In quest’ultimo anno ho ascoltato le vicende di moltissimi di noi, troppi, che mi hanno espresso paura, rabbia e tanto, tanto dolore. Tra questi, i più provati sono stati coloro che non hanno avuto scelta, per motivi propri personali I N S I N D A C A B I L I e che nessuno si può permettere di giudicare. Penso a chi è stato obbligato per lavoro, per visitare e soccorrere i propri cari altrimenti abbandonati, per i giovani che hanno famiglie che fanno enormi sacrifici per permettere loro l’accesso allo studio e che, magari sforzandosi di fare buon viso a cattivo gioco rassicurando i famigliari, hanno accettato questo vile ricatto. Io ho un vissuto molto particolare, e credetemi se vi dico che ho visto e provato sulla mia pelle cosa significa tale violenza, quando con una voce sempre più flebile e inascoltata continui a dire no. Chi ha provato, e non lo auguro a nessuno, può capire. Il mio pensiero, la mia preghiera e il mio supporto oggi in particolare va a tutti coloro che, nonostante la propria volontà, soffrono questa costrizione. Vorrei poter rassicurarli, vorrei poter dire che il loro sacrificio è compreso, vorrei condividere il peso del loro dolore, vorrei far capire loro che noi tutti siamo la nuova umanità, e come tale non li lasceremo soli, ma li supporteremo. Vorrei soprattutto che ciascuno di noi si fermasse un attimo, riflettesse e tendesse la mano, stringendoci in un abbraccio che è sì virtuale, ma colmo di energia. Comprendo cosa state passando, io ho la fortuna in questo momento di poter dire ancora no, e sinceramente, un po’ mi sento in colpa per questo, perchè questa fortuna dovremmo averla tutti. Ed allora, ancora più uniti in uno sforzo per tutelare chi non si è potuto esimere, per fare in modo che non succeda più ad altri, e come in una grande famiglia allargata, abbracciare chi sta soffrendo così tanto, non vi lasceremo soli, non vi giudicheremo, siamo tutti insieme in questa maledetta guerra all’essere umano, non ne usciremo sconfitti.

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