
In diversi nostri post è stato nominato il bipensiero Orwelliano (1, 2, 3) e ciò non è un caso perché il covidiota non solo applica e subisce il bipensiero ma lo incarna alla perfezione. In altri termini, il covidiota è un vero e proprio bipensierista e ora ne illustrerò i tratti per poterlo riconoscere quando, dopo la pandemia, applicherà la sua demenza ad altri deliri:
1) IL BIPENSIERISTA NON AGISCE SU BASE RAZIONALE, IL BIPENSIERISTA AGISCE IN BASE A COSA REPUTA GIUSTO O SBAGLIATO “A PELLE”
La razionalità per l’uomo contemporaneo appare essenziale, soprattutto nel descrivere le proprie azioni oggi sempre più spogliate di precetti religiosi o similari. Egli però non usa la vera razionalità quanto piuttosto l’ipse dixit della Scienza, e nemmeno della scienza dei libri e degli articoli ma di quella che lui o altri dicono sia tale: il bipensierista insomma, crede a quello che vuole lui e poi ne cerca giustificazioni “scientifiche”, se non ne trova, rende la sua idea “morale” in modo tale da sfuggire alla scienza.
2) IL BIPENSIERISTA È ALTAMENTE DEMOCRATICO, MA DEMOCRAZIA È QUANDO LO DECIDE LUI
Oggi lo vediamo, migliaia e migliaia di persone che si lamentano di essere in dittatura perché magari non sono stati accolti i referendum su cannabis ed eutanasia. La maggior parte di queste persone hanno la terza media e vivono cambiandosi vestiti su instagram, ma la cosa bella è che loro sono i primi a essere d’accordo con il Green Pass e derivati. Insomma, il bipensierista decide lui quando è democrazia, decide lui che qualche migliaio di firme ha più valore dell’opinione di milioni di persone non vaccinate, e decide lui se un’azione violenta è giustificata o meno.
3) IL BIPENSIERISTA SI SENTE DI POSSEDERE UN PENSIERO DINAMICO, MA SOLO PERCHÉ NON NE POSSIEDE ALCUNO
Il covidiota ogni giorno cambia tesi: una volta bisogna vaccinarsi per non contagiare, una volta per non finire in terapia intensiva, una volta per proteggere gli immunodepressi, una volta bisogna vaccinare proprio gli immunodepressi e così via. In altri termini il bipensierista vive di contraddizioni dinamiche poiché non è in grado di sostenere una propria tesi. Essendo un parassita passivo la cui ambizione più grande è il weekend fuori neanche vuole comprendere qualcosa, vuole soltanto che vengano eliminati gli impedimenti quotidiani. Ed è per questo che ucciderebbe il non vaccinato: il bipensierista vuole solo tornare sul divano, se gli indichi un impedimento lui diviene come un toro in una corrida.
4) IL BIPENSIERISTA PROPONE UNA MORALE SOCIALISTA, MA SI CROGIOLA NEL CAPITALISMO PIÙ FEROCE
La morale del covidiota è definita e chiara: pari diritti, l’uguaglianza tra gli uomini, inclusività di ogni tipo ecc. Il bipensierista però viola questi suoi precetti assoluti al fine di difenderli, il classico paradosso del “uccidiamo chi uccide perché uccidere è sbagliato”. Ma la loro contraddizione non è soltanto “interna” (tra pensieri), ma anche “dialettica” (tra il pensare e l’agire). Sono persone che spendono ogni centesimo in tasca per servizi di streaming i cui server inquinano cento volte di più di una intera città, facendosi poi cambiare la caldaia per inquinare di meno. Sono persone con telefoni top di gamma e vestiti firmati da sfoggiare sui social ultramiliardari.
Come fare però a giustificarsi? Il bipensierista si para il fondoschiena dicendo “ma chi sei tu per dirmi cosa devo fare o meno?”. Ergo, non si giustifica affatto ma eleva a obbligo morale il rispetto delle contraddizioni.
CONCLUSIONE
Il bipensiero non è un approccio ma un vero e proprio modello contemporaneo di vita scaturito da una voglia di prevaricazione impossibile da soddisfare come singolo. Egli infatti, come individuo è un fallito, un folle che grida a verità assolute e/o opinioni “scientifiche” che necessitano del sistema democratico e della maggioranza per poter aver la meglio. Anzi, è la democrazia stessa che ha creato il bipensierista: parassita perfetto, camaleonte senza idee che vive per proteggere il proprio ozio e benessere.
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