
Finora era passata l’idea che le trombosi post-vaccini (in breve: blocco della circolazione cardiaca, cerebrale o polmonare dovuto a formazione di coaguli o microcoaguli nel sangue circolante) fossero associate ai prodotti biotech a base di adenovirus, tipo quello venduto da Astrazeneca.
Questo intruglio non lo iniettano più in Italia, ma non risulta che il ministro che lo aveva comprato e lautamente sponsorizzato abbia chiesto scusa.
Ora i ricercatori stanno lanciando l’allarme anche per i prodotti a base di mRNA, tipo quello della Pfizer.
Qui scrivono medici ricercatori dell’università di Modena. Dei tre pazienti deceduti per trombosi, due avevano ricevuto il “vaccino” due settimane e mezzo prima, uno 6 mesi prima. Uno era stato inoculato pur avendo già avuto la COVID-19.
Nel testo spiegano anche “come” può verificarsi tale evento avverso e invitano a maggiore attenzione al pericolo.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9032304/




