BASSETTI. L’ESPRESSIONE VIVENTE DEL BIPENSIERO.


Con disinformazione si intende la creazione di informazioni false e la diffusione di queste da parte di governi e aziende.

Fonte principale

1) LA DISINFORMAZIONE RICHIEDE UN MASSICCIO INVESTIMENTO ECONOMICO

Ed è per questo che è assolutamente impossibile che questa sia creata e diffusa da dei cittadini liberi e indipendenti come noi. Il regime schernisce col termine “disinformazione” il nostro operato su telegram, ma la storia dimostra che a partire dalla seconda guerra mondiale, le operazioni di disinformazione sono promosse e portate avanti dai governi con la collaborazione della stampa.

2) LA DISINFORMAZIONE SI AVVALE SEMPRE DI ESPERTI

Dovendo comunicare il falso, la disinformazione non può essere condotta da persone qualunque. Una notizia volta a disinformare deve essere strutturata in modo da disincentivare il controllo delle fonti, e i due modi migliori sono il ricorrere alle autorità governative e l’uso degli esperti. Quanto più ci si appella alle parole di questo o quello esperto, tanto più la notizia disinforma.

In ogni campo in cui ricorre l’informazione, la strategia di cui ci si avvale quando si forniscono notizie parziali o quando si prendono decisioni estreme a discapito della popolazione o di una sua parte è l’appello alla divisione del lavoro cognitivo: “la scienza avanza troppo velocemente, non è possibile studiare tutto, bisogna fidarsi degli esperti”.

La falsità di tale frase deriva dal fatto che sì, la scienza avanza velocemente, ma la produzione teorica no. Una informazione sulle teorie scientifiche e filosofiche è più che sufficiente per poter scegliere autonomamente per se stessi: non occorre avere un acceleratore di particelle in casa per studiare la fisica così come non occorre un laboratorio di biologia per studiare quest’ultima. Bisogna infatti differenziare tra le conoscenze che servono per capire, e quelle che servono per fare. Solo quelle “per fare” sono tipiche degli esperti, mentre la comprensione teorica può essere uguale sia per gli esperti che i non esperti.

3) LA DISINFORMAZIONE È RESISTENTE ALLE SMENTITE

E non le teme nemmeno. Perché la disinformazione non ha il compito di veicolare dei fatti, dal momento che ciò di cui parla non esiste, ma di instillare stati d’animo. Ad esempio, per mesi è stata alimentata una campagna d’odio verso i non vaccinati, e oggi anche se persino i giornali mainstream pubblicano notizie come questa, l’odio verso i non vaccinati non cesserà. Lo stesso vale per la questione della guerra: nonostante le continue smentite da parte dei giornalisti indipendenti, la disinformazione ha covato l’odio nei confronti del russo. Proprio per questo la disinformazione è un’arma dalla quale è impossibile difendersi se non con due strategie.

a) demonizzazione dell’ideologia

rappresentare il disinformatore e l’ideologia che propone attraverso la propaganda come disumano, ridicolizzare i fruitori dell’informazione del regime e proporne altra libera di qualità

b) destabilizzazione della leadership

Dopo aver demonizzato l’ideologia e i suoi sostenitori, si offre un condono a questi ultimi a patto di una condanna dei leader politici e di opinione. In questo modo il leader perde i suoi sostenitori e l’ideologia si sfalda.

CONCLUSIONE

La disinformazione, soprattutto quella scientifica, consiste in operazioni mirate con le nascondere la realtà dei fatti e promuovere ideologie psicotiche come l’lgbt per distruggere la cultura di un popolo. Una volta eliminati i pilastri culturali, sedicenti esperti emergeranno come funghi e inizieranno a consigliare questo o quel prodotto, bollando come disinformatori a loro volta coloro che ne denunciano le incoerenze. In materia di guerra, invece, i disinformatori agiscono principalmente bombardando di immagini e simboli per far regredire la popolazione in un’esistenza mitica e suscitare stati d’animo resistenti alle smentite.

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