Metropolis



Spesso viene ignorata la cattiva influenza che l’arte e l’intrattenimento hanno esercitato sull’uomo. Non va dimenticato che da un secolo a questa parte l’arte si esprime con gli stessi mezzi attraverso cui lo fanno i media. La televisione, “lo schermo” più genericamente, è un modo attraverso cui l’uomo sta regredendo eliminando sempre più il proprio pensiero logico-linguistico a favore di mere immagini immediate e d’intrattenimento.

Una buona trattazione sull’argomento è quella di Guy Debord in “La società dello spettacolo”, ma cerchiamo di capire tramite esempi pratici in che modo l’arte cinematografica è riuscita ad accelerare il tutto.

1) PROPAGANDA SOCIALISTA

Il cinema è l’arte socialista par excellence. La sua struttura si presta molto più alla propaganda di sinistra che alla rappresentazione artistica apolitica. Il ‘900 è stato costellato infatti da film – persino in territorio tedesco durante il il regime nazista, vedasi Metropolis di Lang – intrisi di propaganda marxista. Questo ha una ragione ben specifica: l’uomo di sinistra usava l’arte come controcultura ai regimi di destra. Da qui nasce la tendenza malata occidentale del cinema come “ha un messaggio socialista dunque gli diamo il premio”. Film realmente validi dal punto di vista contenutistico ma, ancor di più, artistico-visivo, proprio come Metropolis, divenivano e divengono tutt’ora dei modi attraverso cui esaltare il popolino incapace di studiare, facendo del cinema più “sofisticato” un’apologia al proletariato del tutto simile (ma contraria) al cinema becero americano alla Top Gun.

2) PROPAGANDA FREUDIANA

Autori come Svevo iniziarono nel ‘900 a riadattare in prosa o nell’arte i concetti freudiani, toccando soprattutto il cinema. L’affascinante formulazione freudiana sui sogni si prestava molto più alla settima arte, ma venne dimenticata il più delle volte per mettere su schermo il disgustoso complesso edipico e affini. Cosa ci ha insegnato Freud? L’uomo è malato e perverso, ed è giusto così. Cosa ha fatto il cinema a partire dagli anni ’30? Esatto, registi come Hitchcock basarono la loro intera cinematografia su di una psicanalisi collettiva che inculcava una teoria malata. Altri esempi? Film di Lynch (es.), Bergman, Tarkovskij – che ha distrutto il messaggio del libro Solaris rivedendolo in chiave freudiana – cominciarono a “canonizzare” la propaganda sessuale tra gli spettatori.

3) PROPAGANDA LGBT+, BLM ETC.

Si arriva ai tempi d’oggi. Le persone sono incapaci di utilizzare astrazioni come il pensiero, e regrediscono alla comunicazione tramite immagini – un’involuzione hegeliana praticamente. I contenuti si spostano nella propaganda del cinema come nuova forma politica per le generazioni disinteressate ai libri, rendendo le persone inermi ai messaggi su schermo. Prima lo facevano in gran parte i comics americani, tramite macchiette col mantello che incarnavano ideali di uomo-tipo, oggi invece serie TV e film occidentali sono zeppi di esseri umani dai sessi incerti, costantemente di colore (andando a modificare l’identità di personaggi storici bianchi tramite attori neri) e la cui morale di fondo è sempre la stessa “uomo bianco etero che mangia carne è feccia”. Esempi sono Cuties, Drag Kids o la propaganda nera di Jordan Peele, per citarne l’1%.

CONCLUSIONI

Nella stragrande maggioranza dei casi questi registi erano grandi artisti, e molti loro film di un’intelligenza notevole. Purtroppo però, nel voler abbattere la morale fallimentare medio-borghese, i regimi dominanti o anche soltanto per sperimentare con la cinepresa, è stato accelerato l’assopimento delle coscienze. Trattate dunque l’arte per quello che è, arte. Senza una preparazione culturale vera, l’arte diviene subdola nemica. Così come si è vulnerabili al tg nazionale diventando ipocondriaci psicopatici come il covidiota, così un film nella sua bellezza artistica può diventare strumento per sdoganare le perversioni e pratiche aberranti come la pedofilia.

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