1) CHI CREDE DI AVER AVUTO IL COVID SVILUPPA I SINTOMI DEL LONG COVID ANCHE SENZA ESSERE STATO VERAMENTE CONTAGIATO
Questo è il risultato di uno studio condotto in Francia.
Il campione (26823 francesi) è stato sottoposto ad un test sierologico ed un intervista con domande circa la presenza di sintomi somatici persistenti.
– elenco sintomi:
disturbi del sonno, dolori delle giunture, mal di schiena, dolore muscolare, affaticamento, carenza di attenzione o concentrazione, problemi alla pelle, disturbi dell’udito, costipazione, mal di stomaco, mal di testa, difficoltĂ respiratorie, palpitazioni, vertigini, dolore al petto, tosse, diarrea, anosomia (non sentire gli odori).
-Risultati:
I ricercatori hanno fatto 3 regressioni logistiche con lo scopo di vedere se credere di aver avuto il covid poteva da solo, senza vero contagio, provocare i sintomi.
Chi aveva quindi i sintomi del long covid?
Chi è stato contagiato davvero e credeva di esserlo
Chi non è stato contagiato, ma credeva di esserlo.
Coloro che sono stati contagiati e non credevano di esserlo non hanno sviluppato alcuna forma di long covid (solo l’anosomia era associata).
Ciò indica che basta credere al contagio e indipendentemente dal fatto che questo ci sia o no, si presentano i sintomi.
2) NEI PAZIENTI GRAVI, I SINTOMI DEL LONG COVID SONO PREDETTI DA UN DISTURBO DEPRESSIVO
Qualcuno potrebbe obiettare che le persone contagiate senza saperlo non sviluppano il long covid perché lo hanno contratto in forma leggera, e che chi ha più sintomi è anche tendenzialmente portato ad avere il long covid. Peccato che questa ipotesi sia stata smentita da questo studio.
I pazienti ospedalizzati dello stesso campione dello studio precedente sono stati sottoposti alla Hospital Anxiety and Depression Scale un mese dopo il contagio e con due regressioni logistiche ed è stato visto che i sintomi a lungo termine erano presenti solo in coloro che soffrono di depressione e avevano sintomi somatici il primo mese dopo il covid (clicca qui per vedere il modello).
In assenza di depressione il cosiddetto long covid non si sviluppa. I ricercatori non hanno potuto esaminare la storia clinica psichiatrica dei pazienti, e quindi non sapevano se la depressione è stata scatenata dopo il contagio o era presente già da prima. Tuttavia anche un altro studio ha trovato una forte associazione tra deficit cognitivi post-covid e depressione (in questo caso anche ansia).
3) RELAZIONE TRA COVID E DEPRESSIONE
In questa review vengono indagati i meccanismi eziologici che legano il covid e la depressione. Vengono proposte 3 ipotesi:
a) il sars-cov2 causa depressione violando la barriera ematoencefalica e attivando un processo neuroinfiammatorio nel cervello
b) il sars-cov2 causa depressione in modo indiretto attraverso la disregolazione degli interferoni e le altre citochine che a loro volta promuoverebbero processi neuroinfiammatori
c) la depressione sarebbe causata da fattori psicosociali come lo stigma del contagio, la discriminazione e l’isolamento.
CONCLUSIONI
Gli autori non propendono per nessuna delle ipotesi, ma sostengono un modello multifattoriale che le combina tutte e tre. Io sostengo invece che il peso maggiore è dato dai fattori psicosociali, dal momento che anche in coloro che non sono stati contagiati vi è stato un aumento dei disturbi mentali dovuto ai lockdown sovrapponibile con quello causato nei pazienti covid.
1) CHI CREDE DI AVER AVUTO IL COVID SVILUPPA I SINTOMI DEL LONG COVID ANCHE SENZA ESSERE STATO VERAMENTE CONTAGIATO Questo è il risultato di uno studio condotto in Francia. Il campione (26823 francesi) è stato sottoposto ad un test sierologico ed un intervista con domande circa la presenza di sintomi somatici persistenti. – elenco…
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