Banale ricordare quanto ci volle per scoprire i danni per la salute provocati dall’amianto (https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/eternit_amianto_cancerogeno-705053.html) o dal fumo di sigaretta (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22345227/).

Il talidomide venne usato in mezzo mondo per anni prima che fosse identificato come causa di (decine di?) migliaia di casi di focomelia (https://en.wikipedia.org/wiki/Thalidomide_scandal).
Per dire che a nulla vale l’esposizione di tante persone a una determinata sostanza, se questa esposizione non è accompagnata da adeguati studi. Causasse ad esempio un decesso su 1.000 (che è una proporzione ENORME: 1.000 decessi ogni milione) vorrebbe dire circa un deceduto per ogni medico di base, che non sapendo cosa cercare, tanto più in un clima che lo induce a convincersi che non c’è NULLA da cercare, non si accorgerebbe di niente.
Ancor più vero se si considera che di questi vaccini, in particolare a RNA e anche DNA/vettore, nessuno sa con precisione come funzionino.
Persone anche esperte son ancora oggi convinte che il farmaco resti nel sito di iniezione, quando è invece ormai certo che si diffonde in tutto l’organismo (https://www.cell.com/trends/molecular-medicine/fulltext/S1471-4914(22)00103-4) e nessuno sa dire dove in ciascun individuo si localizzi, quanta spike si produca e per quanto tempo.
Un recente studio ha mostrato la spike vaccinale nei linfonodi dei vaccinati 60 giorni dopo l’inoculo (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0092867422000769). Sessanta giorni solo in quanto non hanno studiato oltre. Mentre la farmacovigilanza non correla più nulla oltre qualche settimana.
Per dire che c’è ancora tantissimo da capire, e che questi prodotti andrebbero studiati molto più attentamente di quanto si sia fin qui fatto. Nell’interesse di tutti, per un loro uso migliore e consapevole. Noi lo dicemmo oltre un anno fa (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34003413/).
Sembra ieri. Anche perchè ancora oggi ne sappiamo più o meno come allora. E il fatto di aver inoculato tante persone non vuol dire nulla. O forse vuol dire solo che fin qui abbiamo perso un’infinità di occasioni per renderci conto di cosa stiamo realmente facendo.




