Sul fotofinish ministero della salute, dello sviluppo economico, inail e sindacati, siglano un nuovo protocollo, valevole sino al 31 ottobre 2022, avente ad oggetto l’utilizzo delle mascherine sui luoghi di lavoro.
Le “novità” in sintesi sono le seguenti:

1 L’adozione dell’uso della mascherina in azienda (FFP2 e non chirurgiche) è rimessa al datore di lavoro, medico competente e rappresentanze sindacali aziendali (rsa);

2 l’azienda deve aggiornare il piano di sicurezza individuando i dipendenti a rischio che devono utilizzare il “dispositivo”;

3 trattandosi di dispositivo di sicurezza, appunto, deve essere fornito gratuitamente dall’azienda ai dipendenti, anche a coloro che seppur non obbligati decidono di utilizzarlo.

Da quanto appena esposto emerge il fatto (importante) che sin tanto che l’azienda non adotta il nuovo piano di sicurezza, con controfirma del medico del lavoro e sindacati, individuando i dipendenti obbligati, formalmente, non è possibile imporre alcun obbligo.

Infine, è doveroso richiamare l’attenzione sul fatto che l’esperimento “protocollo governo – parti sociali” costituisce un espediente tecnico, teso ad introdurre una prassi avente il preciso fine di imporre obblighi e limitazioni di diritti senza passare attraverso il vaglio parlamentare, nemmeno mediante decreti legge, nel presupposto che la supposta emergenza sanitaria, che pare non avere mai fine, legittimi la delegificazione nell’adozione delle misure limitative dei diritti delle persone.

Si tratta di un modus procedendi pericoloso e che va contrastato in tutti i modi legittimi possibili e nei confronti del quale va sensibilizzata l’opinione pubblica.

Fonte: Un gruppo di avvocati di Parma

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