Era il marzo 2021, la “campagna” vaccinale era iniziata da qualche mese e le fanfare pubbliche diffondevano messaggi del genere con ostentata sicumera e indiscutibile assertività.

Prove non ve n’era alcuna e in poco tempo avremmo avuto evidenze diametralmente opposte. Ma nel frattempo palate di notizie del genere venivano rovesciate con generosità degna di miglior causa su un’opinione pubblica scioccata da un anno di inedite misure coercitive condite da messaggi inquietanti. Quando mesi dopo arrivò pure l’obbligo a vaccinarsi ormai l’80-90% della popolazione aveva aderito. E allora a che serviva l’obbligo, si chiesero alcuni? Con vaccini già somministrati a quasi tutti e che però proteggono solo un minimo, solo chi li fa e solo per qualche mse se va bene. Al netto di rischi ancora oggi indefiniti.

Abbiamo sbloccato un ricordo”. E avanti così, con la garanzia di trovarci tra persone che possono contagiarsi e contagiare.

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