📰 In un articolo del quotidiano La Verità uscito oggi 28 agosto, il giornalista Alessandro Rico ha riportato alcune sconvolgenti anomalie in relazione al numero dei decessi, in particolare nella fascia d’età 20-29 anni, che ha riscontrato confrontando gli ultimi 2 report dell’Istituto Superiore di Sanità sul Covid-19 in Italia:

1⃣ Report pubblicato in data 19 agosto 2022: 131 decessi segnalati
2⃣ Report pubblicato in data 26 agosto 2022: 52 decessi segnalati
Confrontando i dati si nota che l’ISS ha riclassificato (da una settimana all’altra e con un ritardo di circa 2 anni) 79 decessi che erano stati in precedenza attribuiti al virus (la famosa diatriba “morti CON Covid e morti PER Covid).
Ora, andando sul portale LAB24 messo a disposizione da Il Sole 24 Ore è possibile conoscere la letalità del Covid-19, che si basa sui numeri riportati dall’ISS (cioè i “vecchi” 131 decessi nella fascia 20-29 anni). Come abbiamo riportato nell’immagine, la letalità totale (cioè “la percentuale di morti rispetto al totale di coloro che sono risultati positivi al tampone”) in quella fascia d’età è dello 0,005%.
0,005%. Statisticamente ZERO.
Questa percentuale dovrà essere ora ricalcolata perché è “cambiato” il numero dei decessi (52 anziché 131), che è circa il 60% in meno – quindi circa 0,0019%.
Ci chiediamo quale sia stata l’utilità della pressante e ricattatoria campagna vaccinale in quella specifica fascia d’età – che ha un un tasso di letalità statisticamente irrilevante e prossima allo zero (0,0019%), se l’immunità indotta dal vaccino è limitata nel tempo e non riduce il numero dei contagi.
Un’ultima considerazione: se anche il vaccino avesse un’efficacia del 95% (sic!) nel ridurre le probabilità di morire a causa del Covid-19, ci chiediamo quanta rilevanza abbia ridurre del 95% un tasso del 0,0019%! In termini epidemiologici: NULLA.




