Dopo gli insetti, ora pure il cibo scaduto, con l’obiettivo dell’UE di distruggere l’industria alimentare.

1) LA SCRITTA “SPESSO BUONO OLTRE”
La commissione UE sta lavorando a un provvedimento per aggiungere alla scritta “consumare preferibilmente entro” la dicitura “spesso buono oltre” così da evitare gli “sprechi alimentari”
La bozza originale della proposta può essere letta qui e si evince che si sono basati su un singolo studio del 2018 con il quale il 10% del cibo verrebbe sprecato perché le date di scadenza sono troppo stringenti.
Il problema della proposta è che questa mira a modificare non solo il comportamento dei consumatori come dichiara la stampa, ma anche quello di chi il cibo lo vende e che quindi potrà essere spinto per fare profitto a lasciare sugli scaffali dei prodotti che invece andrebbero tolti o segnalati opportunamente come in scadenza.
La commissione europea infatti non ha previsto nessun segnale speciale da far mettere ai commercianti quando stanno vendendo un prodotto in via di scadenza, e siamo noi che dobbiamo controllare. Il problema sorge ancora di più per i ristoranti, visto che potrebbero vendere senza alcun problema cibi scaduti in quanto non saranno più vincolati dalla dicitura “preferibilmente entro”.
2) UE GREEN DEAL
Limitare gli sprechi se fatto coi dovuti criteri è una buona cosa, giusto? Nel caso dell’UE no, perché l’unico motivo che hanno per introdurre tutto ciò è la solita retorica falsa della crisi climatica, ed infatti scrivono che il mangiare cibi scaduti è alla base dell’UE green deal. L’obiettivo è quello di eliminare le emissioni di co2 e di rendere “sostenibile” il sistema alimentare, perché esso non è resiliente alle pandemie. Non si tratta quindi solo di sostituire la carne con gli insetti, ma anche di rendere “sostenibile” il consumo del pesce e persino quello di cereali e verdure, imponendo agli agricoltori di iniziare a coltivare in modo “green”, qualsiasi cosa esso significhi. Infatti hanno proprio preso di mira il settore agricolo, perché nel 2015 all’expo di Milano hanno condotto uno studio per capire come invogliare i consumatori ad acquistare verdura e frutta scaduta, che in neolingua ribattezzeranno come “imperfetta”, ed hanno notato che il 50% è disposto a comprare cibo scaduto se c’è un “messaggio persuasivo” in etichetta e una riduzione di prezzo. Il modo migliore che hanno per combattere l’inflazione è quindi ridurre la qualità dei nostri alimenti.
3) MANOVRA COMPLETAMENTE ANTISCIENTIFICA
La follia green dell’europa è rischiosa e potrà aumentare i rischi di contaminazione batterica dei cibi. Infatti questo studio che analizza diversi tipi di cibi e diverse modalità di conservazione sconsiglia di vendere prodotti crudi come carne e pesce oltre la data di scadenza, perché possono essere contaminati da vari batteri. Per quanto riguarda il latte scaduto invece, la conta dei batteri eccede i valori consigliati il 61,1% delle volte e l’E. Coli è presente 8,7% delle volte, il limite dello studio è che non è stato condotto in occidente e che quindi potrebbe non essere rappresentativo. Per l’insalata, invece, vi è un calo dei valori nutrizionali con la perdita fino al 20% di vitamina C e aumento di pseudomonas pp.
CONCLUSIONI
Gli occidentali sono soliti rifilare ai paesi poveri il cibo scaduto (1, 2, 3, 4) e ciò è sempre stato motivo di preoccupazione per la salute di queste persone. Adesso che lo stesso trattamento lo vogliono rifilare a noi stessi, l’UE presenta il mangiare cibi scaduti come l’avanguardia del progresso, mentre però le elites si godono ostriche e caviale. Alcuni possono anche non essere d’accordo sul fatto che il cibo scaduto faccia sempre male, ma è comunque sempre importante che il cliente scelga in tutta autonomia cosa e come mangiare, senza che ci sia qualche scienzah che dall’alto lo forzi tramite nudge, ingegneria sociale o propaganda a mangiare quello che normalmente non mangerebbe.
Link utili
https://www.journalofdairyscience.org/article/S0022-0302(16)00045-X/fulltext
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_20_885





