Tratto dalla trilogia di Articoli della Nuova Bussola Quotidiana – Thanks Andrea Zambrano – Febbraio 2024

Parte 1 – «Hanno taciuto su effetti avversi e efficacia»: tutte le accuse ad Aifa e Speranza

L’ex ministro Speranza è indagato con Aifa per svariati reati. L’accusa è aver omesso i dati su fallimenti vaccinali e reazioni avverse. La Bussola ha letto in esclusiva i pesanti capi di imputazione all’ex ministro che nascono dall’inchiesta di Fuori dal Coro. E su cui il Tribunale dei ministri dovrà pronunciarsi. 

Con il via libera definitivo della Camera alla Commissione bicamerale covid inizia una nuova fase. Le polemiche che hanno contrassegnato la votazione in aula, con le reazioni “rabbiose” dell’ex premier Giuseppe Conte e dell’ex Ministro della Salute Roberto Speranza hanno mostrato chiaramente che sulla partita dell’analisi della gestione della pandemia, i vertici di quello che fu il Governo rossogiallo hanno parecchio da temere: imposizione dei lockdown, green pass, campagna di vaccinazione di massa.

E poi ancora, l’approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza, la gestione delle terapie intensive, le carenze croniche di organizzazione e infine lo sciagurato protocollo Tachipirina & vigile attesa. Sono tanti gli argomenti contestati, nebulosi e di forte criticità che emergeranno dall’analisi della commissione parlamentare d’inchiesta che ora dovrà procedere alla nomina dei componenti.

«PROCESSATE SPERANZA E AIFA»
A impensierire l’ex ministro della Salute, però, non è solo la Bicamerale covid. É anche l’inchiesta penale che pende a suo carico presso il Tribunale dei Ministri e che vede tra i denuncianti il Comitato Ascoltami, che riunisce la maggior parte dei danneggiati da vaccino covid, l’Associazione Operatori di Sicurezza Associati, Antonio Porto, segretario generale dell’organizzazione sindacale OSA POLIZIA, il sindacato Finanzieri Democratici SFD e Bianca Laura Granato, già senatrice della Repubblica.

La denuncia è stata sporta dopo aver raccolto un’ingente mole di materiale probatorio dal quale emergerebbero profili di inaudita gravità e condotte omissive da parte di Roberto Speranza e di Nicola Magrini, all’epoca dei fatti direttore generale di Aifa, l’agenzia del governo deputata al controllo dei farmaci.

Parte del materiale probatorio della denuncia prodotto dai legali Angelo Di Lorenzo e Antonietta Veneziano di Avvocati Liberi, proviene dalle rivelazioni choc della trasmissione di Rete 4 condotta da Mario Giordano Fuori da Coro, che ha mostrato la sistematica omissione da parte di Aifa di informazioni sugli eventi avversi e sulla inefficacia vaccinale, attraverso la pubblicazione di documentazione interna di Aifa stessa, c.d. Aifa Leaks, principalmente e-mail aziendali. Per questo motivo sono stati individuati diversi reati.

LE ACCUSE DI FALSO IDEOLOGICO
In questa inchiesta, la Bussola, che ha letto in esclusiva l’atto di denuncia sul quale ora il Tribunale dei Ministri di Roma dovrà pronunciarsi per Magrini e dovrà fare lo stesso sulla richiesta di archiviazione per Speranza, analizza i principali reati di cui i due sono accusati.

Il reato più “corposo” di cui sono accusati Magrini e Speranza è il delitto di falso ideologico (articolo 479 del Codice penale).

I legali dei denuncianti hanno raccolto una mole di segnalazioni davvero impressionante, arrivando a dimostrare che gli indagati «hanno redatto report di farmacovigilanza e comunicazioni attestanti falsamente l’efficacia e la sicurezza dei cosiddetti vaccini anti covid».

«NON STUZZICARE IL CAN CHE DORME»
In particolare, hanno omesso di informare che gli studi scientifici richiamati per giustificare la somministrazione dei farmaci vaccinali a particolari categorie fossero inesistenti. In una mail viene avvertito: «Attenzione, i pazienti fragili rientrano tra le popolazioni non studiate», ma questo non viene tenuto in considerazione e il vaccino, fin da subito, viene somministrato proprio ai pazienti fragili; oppure, dopo una diffida del Codacons sull’accesso dei dati relativi all’efficacia, Aifa scrive che non sarebbe opportuno «stuzzicare la curiosità della popolazione» e che «non deteniamo alcun dato sufficiente a rispondere».

Ma le omissioni contemplano anche il rapporto con le Regioni, alle quali era demandata la prima raccolta di dati sull’andamento della campagna vaccinale.

Ebbene: Aifa ordina loro di non pubblicare i dati della farmacovigilanza. Una mail del 19 gennaio 2021, ad esempio, proveniente dalla Regione Umbria, chiede ragguagli su come classificare ai fini della raccolta dati il fatto che molti vaccinati non sviluppassero anticorpi. La risposta di Aifa è raggelante: «Non essendo disponibili criteri di definizione di caso di fallimento vaccinale non va indicato mancanza di efficacia».

«IMPARATE A NON RISPONDERE»
Quella della mancanza di efficacia è una vera e propria spada di Damocle di Aifa. Pertanto, non solo viene dato ordine di omettere ogni tipo di rimando ad un fallimento vaccinale, ma se è il caso addirittura alterare le informazioni. Una funzionaria Aifa chiede la differenza tra fallimento vaccinale e assenza di anticorpi. Aifa risponde: «Se facciamo passare come fallimento vaccinale l’assenza di anticorpi siamo fuori dalle indicazioni EMA per questo pensavamo di far modificare togliendo fallimento vaccinale». Stesso problema avveniva in Liguria, dove la Regione segnala casi di mancanza di efficacia del vaccino Comirnaty e agli Spedali Riuniti di Brescia. Aifa impartisce il diktat: «Il progetto Vigicovid non deve essere considerato se vogliamo sopravvivere. Occorre imparare a non rispondere».

Secondo i legali Di Lorenzo e Veneziano «tali indicazioni dimostrano in maniera plastica come AIFA abbia celato ed omesso informazioni rilevanti sull’efficacia dei preparati vaccinali dei quali si è nascosta la verità scientifica e funzionale attraverso la modifica delle procedure e delle definizioni».

MANIPOLAZIONI SUI MINORI…
E che dire della manipolazione dei dati sulla vaccinazione dei minori? Durante la preparazione del sesto rapporto di vigilanza arriva in Aifa l’informazione che «su 11 segnalazioni, ben 9 bambini allattati al seno sarebbero stati male». L’informazione viene cassata con un tranchant “togliamo?”. E così hanno tolto.

L’accusa di falso ideologico si motiva anche sulla base di molti altri riscontri. Dopo un’interrogazione dell’allora deputato Gianluigi Paragone, che chiedeva riscontri sui dati disponibili per le vaccinazioni dei bambini in età 5-11 anni, Aifa non solo risponde di non averli, ma sfacciatamente precisa di essersi basata sugli studi osservazionali dell’Iss effettuati sui pazienti in dialisi e sui residenti nelle Rsa. In poche parole: il falso ideologico risiederebbe nel fatto che per giustificare le vaccinazioni pediatriche, ci si è basati non su riscontri diretti effettuati sui bambini, ma su studi che hanno coinvolto pazienti anziani (quelli delle Rsa) e malati (quelli in dialisi). Il quadro che emerge è quello di una manipolazione sistematica che tocca anche altre categorie.

…E SILENZIO SULLE GRAVIDE
Nonostante lo stesso ministero avesse emanato il 24 dicembre 2020 (dunque alla vigilia della campagna vaccinale) una circolare sul vaccino Pfizer per dire che il vaccino non poteva essere somministrato in gravidanza e in fase di allattamento perché né le donne in gravidanza né quelle in allattamento erano state studiate nei trials clinici, il 21 settembre 2021 gli indagati davano comunque il via libera alla somministrazione.

«COSI’ SI UCCIDE IL VACCINO»
Aifa era consapevole di un eccesso di mortalità cardiovascolare per il vaccino Astrazeneca, ma la bozza del report del 3 maggio 2021 riportava chiaramente di non indicare le 309 segnalazioni di decessi in prima dose e i 2011 in seconda dose. Questa consapevolezza prosegue sistematicamente tanto che, il 18 marzo 2021, il direttore Nicola Magrini comunica: «Mi sembra troppa enfasi a eventi non correlati, sono solo queste le possibilità? Così si uccide questo vaccino».

Una frase che ha destato clamore quando l’inchiesta di Marianna Canè per Fuori dal Coro l’ha rivelata e che mostra chiaramente – secondo i denuncianti – come fosse intenzione di Magrini difendere il vaccino a tutti i costi andando oltre i dati drammatici che stavano emergendo.

PARTE 2 – «Così Aifa e Speranza alteravano i dati sui decessi da vaccino»

Insabbiate le segnalazioni delle regioni sugli effetti avversi, manomessi i grafici sui danneggiati da vaccino. E i decessi “correlabili” diventano “indeterminati” perché generano «ansia». La 2^ puntata dell’inchiesta della Bussola con le accuse di falso ideologico a carico di Speranza e Magrini. 

Durante la stesura del quarto report sulla sorveglianza, un funzionario AIFA riportava di aver escluso le informazioni e i dati relativi agli effetti paralizzanti ed alle parestesie provocate dal vaccino anti covid. Inquietante il motivo: «Non mi sembra il caso». Eppure, le parestesie paralizzanti sono state una delle costanti che hanno torturato e torturano ancora ora i danneggiati da vaccino.

Ma la volontà di tacere tutte le informazioni era sistematica. Il 26 luglio 2021 in una mail, Aifa confessava di nascondere le informazioni sugli eventi avversi. «Potrebbe rappresentare un problema, dal momento che questo tipo di analisi potrebbe emergere un segnale di sicurezza». Tra le accuse di falso ideologico individuate dagli avvocati Angelo Di Lorenzo e Antonietta Veneziano di Avvocati Liberi, che seguono come legali gli estensori della denuncia del Comitato Ascoltami e altri soggetti nei confronti dell’ex ministro Roberto Speranza e dell’ex direttore di Aifa Nicola Magrini, compaiono anche le omissioni sulle segnalazioni delle Regioni.

NASCONDERE LE CORRELAZIONI
Come quella della Regione Emilia-Romagna
, che segnalava un tasso altissimo di 1000 segnalazioni ogni 100mila dosi iniettate. Questo report non verrà mai pubblicato dalla Regione perché Aifa non ne autorizzava la pubblicazione: «Riteniamo che tali rapporti debbano essere utilizzati a uso interno». Lo stesso dicasi per la comunicazione Aifa del 18 gennaio 2021 nella quale la Regione Campania inviava ad AIFA la comunicazione in cui si contestava l’esclusione della correlabilità alla vaccinazione con il farmaco Pfizer. Il dirigente Aifa rispose: «Considerando la procedura accelerata con cui è stato autorizzato all’immissione in commercio, ritengo che il risultato del nesso non correlabile/indeterminato non esclude una potenziale correlazione tra il vaccino e l’evento avverso segnalato». In poche parole: AIFA non classificava come correlabile il nesso indeterminato pur sapendo che invece poteva essere in realtà correlato, tanto da aspettarsi molti tali casi.

Il 4 agosto 2022, a seguito di un decesso avvenuto dopo il vaccino Janssen si dà atto di una volontà mistificatoria di classificare “indeterminato” un evento mortale invece che correlabile: «Indeterminato, ma in realtà correlabile e va cambiato». Quindi i decessi correlabili alla vaccinazione vengono dichiaratamente classificati come “indeterminati” o “non classificabili”.

Il risultato è nei numeri che parlano chiaro: 29 casi correlati, 482 non correlati, 227 indeterminati e 74 non classificabili, vale a dire 301 casi potenzialmente correlabili che vengono nascosti.

MAGRINI NERVOSO
Sempre nell’accusa di falso ideologico
 rientra l’ordine di alterare i contenuti dei dati sull’eccesso di mortalità che a Magrini generavano ansia e nervosismo: Aifa riporta che «la probabilità di osservare un decesso di un anziano vaccinato è elevata». Ma Magrini fa passare un colpo di bianchetto: «Genera un po’ di ansia e nervosismo leggerlo». Il dato viene così oscurato e nel quarto report di farmacovigilanza del 26 aprile 2021, dato atto che gli eccessi di mortalità potevano essere persino sottostimati, Magrini rincara: «Togliere». La stessa omissione, sempre in fase di pubblicazione del quarto report per l’elevato «tasso di segnalazione di seconda dose di Astrazeneca su 100mila dosi somministrate».

GRAFICI “TAROCCATI”
È stato uno degli elementi più clamorosi nell’inchiesta di Fuori dal Coro
 sugli Aifa leaks curata dalla giornalista Marianna Canè e non poteva non trovare posto. Ci riferiamo alla manipolazione dei grafici destinati a provare la verità del tasso di segnalazione di effetti avversi. Per «dissimulare e mistificare la reale portata di un numero impressionante di segnalazione di effetti gravi l’11,9% del totale, viene disegnato un grafico totalmente sproporzionato al fine di condizionare anche visivamente la comprensione della popolazione».

Un cittadino se ne accorge e fa notare che quel grafico corrisponde a un 2%. Aifa non si scompone più di tanto, ammette di saperlo, ma non lo corregge.

Questa sistematica attività di omissioni e a volte manomissioni dei dati sugli effetti avversi ha generato, secondo i legali, anche un altro reato: il delitto di false dichiarazioni in atti all’Autorità Giudiziaria.

Secondo Veneziano e Di Lorenzo, infatti, «il giudizio costituzionale è stato falsato e così anche ogni tipologia di giudizio nazionale». Si contesta il processo in Corte costituzionale con sentenza 14/2023 dove AIFA ha prodotto in giudizio «attestazioni ideologicamente e false traendo in inganno il giudice».

Parte 3 – «Corruzione e omicidio: Aifa trattava i prezzi a vantaggio di Big pharma»

Il controllore Aifa trattava i prezzi dei vaccini a vantaggio delle case farmaceutiche: «Fatto di una gravità inaudita, c’è anche la richiesta al Pm del caso Paternò di non sequestrare il farmaco». L’ultima puntata dell’inchiesta con le accuse a Speranza e Magrini di corruzione e omicidio.

Nel mese di aprile 2022 l’allora direttore di Aifa Nicola Magrini entra nello Steering Board dell’Ue sostituendo Gianni Rezza del Ministero della Salute. È lui, dunque, per stessa comunicazione di Rezza e decisione di Roberto Speranza, allora ministro, «che rappresenta il Paese». In ragione di ciò, a Magrini spetta la facoltà di «formulare una proposta entro oggi», come riferito da una mail del 4 aprile 2022 scovata da Fuori dal Coro e inserita nella corposa denuncia degli avvocati Angelo Di Lorenzo e Antonietta Veneziano di Avvocati Liberi per conto del Comitato Ascoltami, che riunisce oltre 4000 danneggiati da vaccino covid e altri soggetti, tra cui il sindacato di Polizia Osa e il sindacato Finanzieri democratici. 

IL REATO DI CORRUZIONE 
Nella denuncia degli avvocarti Di Lorenzo e Veneziano si ipotizzano i delitti di corruzione
 (art. 318 e 319 codice penale) commessa dall’ex Dg di AIFA Magrini e dall’ex Ministro Speranza per l’asservimento della propria funzione agli interessi di privati – nella specie di gruppi imprenditoriali e multinazionali farmaceutiche produttrici dei farmaci anti Covid-19 – in violazione dei doveri istituzionali di imparzialità, trasparenza e correttezza, procurando a questi ultimi molteplici utilità grazie alla commercializzazione di farmaci imperfetti, pericolosi ed inefficaci, propagandati con l’inganno e con il falso scientifico nonché accreditati con l’abuso dell’affidamento nella loro funzione da parte delle masse obbligate ad assumere tali prodotti, ignorando i gravissimi danni alla salute individuale e collettiva e cagionando enormi danni al lavoro, all’economia ed al patrimonio dello Stato italiano. 

In altri termini l’accordo corruttivo sarebbe dimostrato dalla dichiarata intenzione dell’ex Dg di Aifa di fare di tutto, anche falsificare i dati e la farmacovigilanza, per non “uccidere il vaccino” e, con l’interferenza nell’attività medica, scientifica e giudiziaria, impedire l’accertamento di cause o fatti che avrebbero condotto alla revoca, alla sospensione del commercio, all’interruzione delle somministrazioni o al sequestro dei preparati vaccinali anti covid-19 

Secondo i legali si tratta di un fatto «di una gravità inaudita perché gli acquisti dei preparati medicinali venivano decisi ed effettuati dallo stesso soggetto che avrebbe dovuto vigilare sull’efficacia e sulla sicurezza di tali medicinali». Una condizione, in sostanza, di conflitto di interessi che, tra l’altro, è sempre rimasta confidenziale e mai resa pubblica.  

L’ipotesi corruttiva – non contestata nelle imputazioni a Magrini e Speranza – sarebbe emersa evidente nel caso AstraZeneca, la cui commercializzazione è stata permessa e difesa strenuamente dagli indagati «nonostante l’esistenza di prove e la consapevolezza dell’inefficacia, della pericolosità e della sicurezza del prodotto», che nel 2021 era già stato sequestrato dal governo austriaco e in Italia aveva procurato la morte di alcune persone, tra le quali il militare Stefano Paternò.  

Ebbene, in quel caso l’ex Dg di Aifa Magrini chiedeva al Pm di Siracusa che conduceva le indagini sulla morte del militare Paternò di non sequestrare il farmaco AstraZeneca ed, in concerto con l’ex Ministro Speranza, continuava a commercializzare il farmaco su espressa richiesta della farmaceutica inglese. Secondo i legali l’ex Dg Magrini «ha persistito nella commercializzazione del farmaco in violazione dei propri doveri d’ufficio procurando morte e sofferenza ai cittadini obbligati all’assunzione ed enormi profitti all’azienda». 

IL REATO DI OMICIDIO E LESIONI 
E qui si innesca il delitto – questo invece contestato – di omicidi
o, in ragione anche del fatto che già nel nono rapporto di sorveglianza del settembre 2021, Aifa aveva riportato la segnalazione di 608 decessi post vaccinazione (67 decessi al mese) mentre le segnalazioni gravi corrispondevano al 14,4% del totale con un tasso di eventi gravi ogni 100mila dosi somministrate. Si tratta di numeri già di per sé allarmanti anche se, da quanto abbiamo visto nelle precedenti puntate, su di essi pesa un forte pregiudizio di sottostima, dato che molti eventi correlabili erano stati classificati come indeterminati e perciò non classificati. 

L’accusa di omicidio (art. 575 codice penale) – che ovviamente assorbe anche quello di lesioni personali (art.582 del codice penale) – si configura perché «al momento della pubblicazione del rapporto erano emersi importanti e numerosi effetti collaterali, alcuni addirittura fatali ed altri gravemente invalidanti quali la sindrome trombotica associata a trombocitopenia, disturbi di coagulazione del sangue, infiammazioni cardiache quali pericardite e miocardite, sindrome da perdita capillare, sindrome di Guillain-Barrè e altri sindromi neurologiche, eritema multiforme, glomerulonefrite e sindrome nefrosica, che avevano già condotto alla parziale revisione delle schede tecniche dei quattro farmaci all’epoca autorizzati: Comirnaty di Pfizer, Vaxzevria di AstraZeneca, Spikevax di Moderna e Janssen di Johnson». 

E così i vertici di Aifa e del Ministero della Salute erano a conoscenza già dai primi mesi della campagna vaccinale di un eccesso di mortalità cardiovascolare del vaccino di AstraZeneca, ma ciononostante veniva avviata e proseguita senza alcuno scrupolo la campagna vaccinale. Sotto la forma del ricatto il decisore politico e sanitario non ha minimamente esitato addirittura ad imporne l’assunzione, prevedendo sanzioni di estremo rigore in caso di omessa sottoposizione all’obbligo. 

Ora, su tutti questi capi di imputazione dovrà pronunciarsi il Tribunale di Roma e per la parte relativa all’ex ministro Speranza, il Tribunale dei Ministri che dovrà decidere se rigettare la richiesta di indagini dei danneggiati e archiviare il procedimento o invece se imporre alla Procura un supplemento di indagini e arrivare così ad un giudizio complessivo sulla campagna vaccinale che ha lasciato sul campo morti e danneggiati messi in conto cinicamente e ignorati per «non uccidere il vaccino». 

Una decisione che a conti fatti rappresenta un vero e proprio appuntamento con la storia. 

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