Un nuovo studio pubblicato su NATURE mostra che i vaccini a mRNA producono aminoacidi o proteine ​​degenerati e che le conseguenze sulla salute della persona vaccinata non possono essere previste nei singoli casi.

Un effetto apparentemente desiderato
L’RNA è un po’ la “copia intermedia” del DNA, come stampo per tutti quegli aminoacidi e proteine ​​di cui l’organismo ha bisogno ogni giorno e in situazioni particolari e che vengono prodotti nelle fabbriche proteiche della cellula, le cosiddette ribosomi.

Sia il DNA che l’RNA sono acidi nucleici che codificano le informazioni genetiche. Mentre il DNA è sempre a doppio filamento, l’RNA è solitamente a filamento singolo.

Entrambi sono costituiti quasi dalle stesse quattro basi nucleiche. La differenza è che la base nucleica timina (T) nel DNA è sostituita dall’uracile (U) nell’RNA.

L’uracile, a sua volta, si combina con una speciale molecola di zucchero (β-D-ribosio) per formare l’uridina, un cosiddetto nucleoside.

Questa uridina è stata ora sostituita artificialmente dal produttore dell’RNA del vaccino con un’altra molecola, la pseudo-uridina.

Mentre l’RNA naturale contenente uridina viene scomposto molto rapidamente dall’organismo, soprattutto quando è estraneo al corpo, l’RNA modificato con pseudo-uridina può rimanere nel corpo per mesi e quindi incoraggiare le cellule del corpo a produrre le proteine ​​​​spike desiderate. Questo effetto è apparentemente desiderato dai produttori.

Lo svantaggio indesiderato

La pseudouridina nell’RNA è per così dire di qualità inferiore perché provoca errori di lettura (frameshifting) nei ribosomi, le fabbriche di proteine ​​nelle cellule.

Il risultato: oltre alle proteine ​​prodotte correttamente, vengono prodotti sempre più spesso anche amminoacidi e proteine ​​inutili o addirittura dannosi.

Il sistema immunitario cellulare può utilizzare i cosiddetti recettori MHC sulla superficie delle cellule per leggere quali proteine ​​vengono attualmente prodotte nella cellula.

Se vengono prodotte proteine ​​inutili o addirittura pericolose, la cellula corporea corrispondente viene uccisa e può addirittura svilupparsi l’immunità.

Nel suo contributo video Florian Schilling confronta le proteine ​​originali e quelle difettose con un cigno origami e una palla di carta. Entrambi sono costituiti dallo stesso materiale di partenza, un foglio di carta bianca, eppure il risultato non è paragonabile.

Il risultato: il sistema immunitario combatte i tessuti del corpo che contengono queste “palle di carta”, il che porta alle cosiddette malattie autoimmuni.

Ma oltre alle reazioni autoimmuni, le proteine ​​degenerate (amiloidi) possono anche formare coaguli o depositarsi negli organi e quindi causare diversi problemi.

(Libro “Gli inventori della peste”)

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rapporto di vaccinazione n. 126/127: La vera storia del coronavirus Parte 1: Un’analisi storico-medica della ricerca sul coronavirus dal 1930

Lo studio di NATURE citato

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38057663/

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