
Ceratti aveva parlato dei farmaci che la casa farmaceutica tedesca aveva fornito per la “cura” del Covid, sollevando interrogativi sulle scelte fatte durante la pandemia. Per comprendere meglio il contesto dell’intervista, bisogna fare un passo indietro e rivedere i primi mesi del 2020, quando la pandemia e la sua gestione causarono grande paura in Italia, amplificata dai media mainstream.
A partire da marzo 2020, l’Italia fu presentata come epicentro della pandemia, con la paura seminata intenzionalmente. L’arrivo di due misteriosi emissari cinesi, legati presumibilmente ai servizi segreti cinesi, è stato visto come un atto deliberato per creare una falsa emergenza sanitaria. Nel frattempo, a Bergamo si assisteva a un’operazione di terrorismo psicologico, con l’arrivo di camion militari per “trasportare i morti”, un’immagine che alimentava il panico.
L’intera gestione della crisi sanitaria sembrava essere sotto il controllo della NATO, che, secondo alcuni documenti, dirigeva l’operazione attraverso ufficiali e ordini imposti al governo italiano. Si è parlato di una manipolazione della narrativa, con il governo Conte che avrebbe dovuto riferire ogni azione all’Alleanza Atlantica.
Dal punto di vista statistico, la situazione delle morti “Covid” è stata caratterizzata da anomalie locali, in particolare in Lombardia. A Bergamo, per esempio, l’aumento delle morti nel 2020 è stato del 146%, rispetto ad altre zone dove le statistiche non evidenziavano cambiamenti significativi. Le regioni del Sud, come Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia, non mostravano alcun aumento anomalo delle morti, contribuendo al sospetto di una gestione non uniforme e non trasparente dei dati sanitari.

Le statistiche ISTAT sulla distribuzione delle morti in Italia nel 2020 hanno evidenziato un fenomeno anomalo, suggerendo che il “Covid-19” si fosse manifestato in maniera “regionalizzata” piuttosto che come una pandemia uniforme. Questo ha sollevato dubbi, poiché una vera pandemia avrebbe dovuto colpire in modo più diffuso l’intero territorio italiano, invece i decessi sembrano concentrarsi principalmente in alcuni comuni, dove i pazienti negli ospedali cominciarono a morire senza spiegazioni logiche.
Secondo alcune teorie, il problema non sarebbe tanto il virus in sé, quanto le soluzioni adottate dal governo Conte, in particolare la somministrazione di terapie che sarebbero state inutili o dannose per i pazienti, il che potrebbe aver contribuito ad aumentare il numero di morti.
Il Midazolam: il farmaco letale usato per i pazienti Covid?
Il Midazolam è una benzodiazepina utilizzata per sedare malati terminali e, in alcuni casi, per le esecuzioni letali negli Stati Uniti. Definito da alcuni come il farmaco della “dolce morte”, viene impiegato anche nell’eutanasia.
Durante un’intervista a B. Braun, il dirigente dell’azienda farmaceutica tedesca, Ceratti, ha rivelato che nel marzo 2020, nel pieno dell’emergenza Covid, vi era una forte richiesta di Midazolam per affrontare la crisi.
Anche in Inghilterra vi e’ stato un aumento degli ordinativi di Midazolam, come possiamo sentire dalle parole di Matt Hancock Ministro della Salute dell’epoca
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MIDAZOLAM
Il farmaco Midazolam ha suscitato un interesse particolare grazie alla sua rapida distribuzione in Italia, facilitata dai manager della B. Braun che sono riusciti a far arrivare migliaia di dosi dalla Germania in tempi record. Questa operazione è stata possibile anche grazie all’intervento del Ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza, il quale ha autorizzato la distribuzione del farmaco, nonostante l’etichetta fosse in inglese o tedesco, in contrasto con le normative italiane.
Non è la prima volta che la B. Braun si attiva per portare farmaci simili in Italia; un esempio è rappresentato dal Propofol, un altro sedativo utilizzato in situazioni cliniche specifiche. Tuttavia, rimane poco chiaro perché i pazienti positivi al Covid avessero bisogno di un farmaco come il Midazolam, noto per le sue indicazioni terapeutiche molto distanti da quelle delle malattie respiratorie come l’influenza. È importante notare che le benzodiazepine, tra cui il Midazolam, non vengono utilizzate per trattare condizioni mediche legate ai virus influenzali.
Inoltre, sembra improbabile che gli ospedali abbiano unilateralmente deciso di somministrare questo farmaco ai pazienti affetti da Sars-Cov2, dato che il protocollo del servizio sanitario della regione Emilia-Romagna indica l’uso di un cocktail di sedativi a base di morfina e Midazolam per i pazienti Covid. Ciò solleva interrogativi sulla coordinazione e sulle direttive impartite agli ospedali riguardo alla gestione dei pazienti durante la pandemia.

Le indicazioni trasmesse dal Servizio Sanitario dell’Emilia-Romagna riguardo al trattamento dell’influenza stagionale mettono in evidenza che, sebbene questa possa essere letale in rari casi legati a patologie preesistenti, non si è mai assistito a una vera emergenza sanitaria. Dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità durante il marzo 2020 confermano che i decessi attribuiti al Covid-19 erano estremamente limitati. Tuttavia, i mass media hanno provocato un clima di terrore psicologico tra la popolazione, spingendola a evitare contatti e a chiamare la polizia per reazioni innocue, come il semplice tossire.
La diffusione di paura e disinformazione si è rivelata fondamentale per il successo dell’operazione mediatica, che mirava a far credere che il virus stesse mietendo vittime in luoghi come Bergamo.
Queste affermazioni sono state caratterizzate da una serie di imprecisioni e bugie, poiché il virus Sars-Cov-2 non era stato isolato e molti dei risultati positivi ai tamponi diagnostici erano falsi. In realtà, le persone risultate positive erano spesso asintomatiche o affette da comuni influenze stagionali, smentendo così il quadro catastrofico narrato. Il messaggio generale suggerisce che la situazione fosse più di natura politica che sanitaria.
I protocolli medici adottati durante la pandemia di Covid-19 sono stati uniformi tra diversi paesi, come dimostrato dal confronto tra le linee guida adottate in Emilia-Romagna e quelle dell’ospedale di Hull nel Regno Unito. Entrambi i protocolli prevedevano l’uso di farmaci come morfina e Midazolam, farmaci inappropriati per pazienti con sintomi influenzali. L’infermiera scozzese Lesley Roberts ha denunciato che tali trattamenti, piuttosto che il virus stesso, avrebbero causato decessi tra i pazienti, sostenendo che la somministrazione di questi farmaci avrebbe aggravato le difficoltà respiratorie e condotto alla morte.
Roberts ha criticato il protocollo britannico NG163, attuato poco dopo la strage di Bergamo, suggerendo che le linee guida siano state create da autorità consapevoli del letale effetto dei farmaci. Inoltre, in Spagna sono state elaborate indicazioni per condurre a una morte “più dolce” i pazienti, utilizzando gli stessi farmaci impiegati nel trattamento dei casi Covid, alimentando l’idea di una crisi sanitaria strumentalizzata a fini politici. La mancanza di trasparenza riguardo all’origine di queste direttive in Italia solleva interrogativi sulla responsabilità governativa.
La gestione delle morti durante la pandemia, inclusa la sospensione delle autopsie e la richiesta di cremazioni, ha alimentato ulteriori sospetti. Questo approccio ha impedito un’analisi approfondita delle cause dei decessi, suggerendo che il governo mirasse a nascondere evidenze di malpratica medica. Le responsabilità ricadono quindi non sul virus, ma su chi ha imposto protocolli letali, ritenuti gli artefici della tragedia vissuta nelle province italiane, specialmente a Bergamo.
Del resto anche il compianto prof. Stefano Scoglio aveva sollevato dubbi in proposito dell’utilizzo anomalo del Propofol e del Midazolam
Dopo aver guardato il video seguente abbiamo compiuto un po’ di indagini..
▶️Le linee guida da seguire in caso di ricovero sono state stilate dalla SIAARTI , quindi siccome si tratta della società dei Medici anestesisti, va da sé che il paziente è stato dirottato alla ventilazione e alla intubazione, senza valutare alcun tipo di trattamento alternativo
Vedi file qui :
https://files.fm/u/vcwxnggys
▶️Poi si fa riferimento ad altra pagina rimossa
Fai clic per accedere a SIAARTI%20-%20Covid-19%20-%20Controllo%20vie%20aeree%20rev.1.2.pdf
▶️Anche questo documento l’abbiamo trovato
👇
https://files.fm/u/h3wu2vtbe
⏩Nel documento citato si dice chiaramente che non esistono trattamenti per il Covid e si rimanda ad una pagina del CDC che è stata rimossa .
https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/hcp/therapeutic-options.html
Ovviamente noi l’abbiamo trovata in WebArchive
👇
https://web.archive.org/web/20230201212904/https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/your-health/treatments-for-severe-illness.html?CDC_AA_refVal=https%3A%2F%2Fwww.cdc.gov%2Fcoronavirus%2F2019-ncov%2Fhcp%2Ftherapeutic-options.html
⏩All’interno del documento del CDC si menzionano gli antinfiammatori per il trattamento dei sintomi…..
▶️Chiediamo a questo punto che qualche esperto analizzi la documentazione, per verificare che “il protocollo” descritto abbia un senso con la pratica medica Ippocratica del “Primum Non Nocere” e si dia da fare a portare avanti una relazione.






