Nel dibattito sulla salute infantile e le vaccinazioni, l’attenzione dei genitori è sempre più alta.
Tra le molte domande, una riguarda un ingrediente specifico, spesso trascurato ma presente in molti vaccini: l’alluminio, descritto dalla scienza come una neurotossina ben documentata.
Lo scopo di questo articolo è esplorare alcune delle più recenti e sorprendenti scoperte scientifiche che collegano gli adiuvanti a base di alluminio nei vaccini a gravi condizioni di salute nei bambini, offrendo una panoramica chiara delle evidenze emergenti.
1. Un Rischio Aumentato di Asma Legato alla Quantità di Alluminio Ricevuta
Uno studio su larga scala, finanziato dal CDC (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) e pubblicato sulla rivista Academic Pediatrics, ha analizzato i dati di 326.991 bambini. La ricerca ha calcolato l’esposizione cumulativa all’alluminio derivante dai vaccini prima dei 24 mesi di età, valutandone l’associazione con la diagnosi di asma persistente tra i 2 e i 5 anni.

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La scoperta principale è stata una forte relazione dose-dipendente: maggiore è la quantità di alluminio ricevuta, maggiore è il rischio di sviluppare asma persistente.
I dati chiave dello studio mostrano che:
• Vi e’ un aumentato rischio per ogni 1 mg di alluminio:
◦ +26% nei bambini con eczema.
◦ +19% nei bambini senza eczema.
• Confronto tra esposizione alta (>3.0 mg) e bassa (≤3.0 mg):
◦ +61% di rischio nei bambini con eczema.
◦ +36% di rischio nei bambini senza eczema.
Questo risultato è particolarmente significativo perché dimostra che il rischio aumenta con ogni dose e che l’associazione è stata confermata anche analizzando esclusivamente i bambini completamente vaccinati secondo il calendario previsto. Inoltre, l’impatto è così immediato che, nei bambini senza eczema, un aumento di soli 0,05 mg/kg di alluminio in un singolo giorno è stato associato a un aumento del 6% del rischio di asma persistente.
2. Prove Convergenti Indicano una Forte Associazione con l’Autismo
Diverse linee di ricerca—dai dati sulla popolazione alle analisi del tessuto cerebrale—suggeriscono un forte legame tra gli adiuvanti a base di alluminio e i disturbi dello spettro autistico (ASD).
I ricercatori hanno evidenziato scoperte cruciali:
• Il lavoro di Tomljenovic & Shaw ha rilevato una “forte correlazione (r=0,92, p<0,0001)” tra l’aumento dell’esposizione agli adiuvanti di alluminio e l’incremento della prevalenza di ASD in due decenni, un risultato di estrema significatività statistica.

• Uno studio di Mold et al. ha riscontrato “livelli straordinariamente alti di alluminio nel cervello di persone autistiche”, depositati all’interno di neuroni, cellule immunitarie e nel tessuto cerebrale.


Gli adiuvanti di alluminio nei vaccini sono una spiegazione plausibile per l’autismo basata su studi ecologici, modelli animali, analisi del tessuto cerebrale e meccanismi biologici.
3. Un Meccanismo Biologico che Potrebbe Spiegare la Morte Improvvisa del Lattante (SIDS)
Questo meccanismo può essere scomposto nei seguenti passaggi:
1. Nella prima infanzia, gli enzimi chiave per la disintossicazione (noti come CYP450) sono sottosviluppati, compromettendo la capacità del lattante di eliminare tossine come l’alluminio.
2. L’attivazione immunitaria innescata dalla vaccinazione rilascia citochine infiammatorie, che sopprimono ulteriormente questi percorsi di disintossicazione.
3. Ciò crea una condizione in cui i composti tossici e i sottoprodotti infiammatori si accumulano nell’organismo del bambino.
4. In neonati suscettibili, questo sovraccarico tossico può interferire con la regolazione della respirazione da parte del tronco encefalico—in particolare con il sistema della serotonina (5-HT), noto per essere anomalo nella maggior parte dei casi di SIDS—portando potenzialmente a un’apnea fatale durante il sonno.
Comprendere un potenziale meccanismo (il come) è un passo fondamentale che si aggiunge all’osservazione di una semplice correlazione (il cosa), fornendo una base biologica per le preoccupazioni sollevate.
È importante notare che sia il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti sia la Food and Drug Administration (FDA) riconoscono l’alluminio come una neurotossina nota e la FDA ha precedentemente avvertito dei rischi di tossicità dell’alluminio nei neonati e nei bambini.
Questo composto è presente in molti dei vaccini pediatrici più comuni, tra cui quelli per l’Epatite B, la Difterite-Tetano-Pertosse (DTaP), l’Haemophilus influenzae tipo b (HIB), lo Pneumococco (PCV), l’Epatite A, il Papillomavirus umano (HPV) e il Meningococco B.
In sintesi, le prove scientifiche che collegano gli adiuvanti di alluminio all’asma, all’autismo e a un possibile meccanismo per la SIDS sono in crescita e provengono da molteplici fonti sottoposte a revisione paritaria.
Di fronte a queste evidenze, la rimozione dell’alluminio dai vaccini pediatrici non dovrebbe essere una priorità per la salute pubblica?NotebookLM potrebbe essere impreciso; verifica le sue risposte.
Secondo l’HHS, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani americano, vengono somministrate fino a 22 dosi di vaccini contenenti alluminio dalla nascita fino ai 18 anni di età:
- Epatite B (HepB)
- Difterite, tetano e pertosse (DTaP e Tdap)
- Haemophilus influenzae di tipo b (PedvaxHIB)
- Pneumococcico (PCV)
- Epatite A (HepA)
- Papillomavirus umano (HPV)
- Meningococcico B (MenB)
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti elenca l’alluminio come un noto neurotossina e la FDA ha avvertito riguardo ai rischi di tossicità da alluminio nei lattanti e nei bambini.
Alla luce del corpo esistente di evidenze, iniziare la rimozione dell’alluminio dai vaccini infantili è un passo prudente e necessario per invertire l’epidemia di malattie croniche.
Dato il corpo di prove esistente, avviare la rimozione dell’alluminio dai vaccini per l’infanzia è un passo prudente e necessario verso l’inversione dell’epidemia di malattie croniche.





