di Piero Angelo de RUVO
La notte ucraina continua a essere squarciata dal bagliore delle esplosioni, in quella che appare come una sistematica campagna di attacchi russi contro obiettivi non solo militari, ma profondamente civili. Recentemente, la Russia ha lanciato un massiccio attacco combinato utilizzando 255 droni e decine di missili. Sebbene la contraerea ucraina sia riuscita ad abbattere 195 di questi velivoli, l’impatto sul territorio è stato devastante, con colpi registrati in almeno 14 località diverse.
Il dramma umano: la “strage dei bambini”
Il volto più crudele di questo conflitto si manifesta nei resti delle abitazioni private. A Kryvyi Rih, un missile balistico Iskander-M ha centrato in pieno una casa, sterminando quasi un’intera famiglia numerosa: tra le vittime figurano sette tra bambini e adolescenti, comprese due bambine di 5 e 12 anni. Monsignor Maksym Ryabukha ha sottolineato che ogni vita spezzata rappresenta un sogno infranto. Le statistiche delle Nazioni Unite confermano questo trend drammatico, indicando che il mese di luglio è stato il più letale per i civili ucraini dall’aprile 2022.
Obiettivi logistici e violazioni internazionali
Oltre alle abitazioni, i raid russi hanno preso di mira infrastrutture civili vitali come i centri postali (Nova Poshta) vicino a Kharkiv e nella regione di Vinnytsia, causando incendi e numerosi feriti. La violenza non si ferma ai confini ucraini: durante gli attacchi alle regioni occidentali, lo spazio aereo della Polonia (membro UE e NATO) è stato violato da un missile russo, costringendo Varsavia a far decollare i caccia F-16.
La resistenza e il costo del conflitto
Mentre l’Ucraina risponde colpendo basi logistiche e raffinerie di petrolio in territorio russo (come quella di Volgograd) per minare la macchina bellica di Mosca, il costo umano sul fronte rimane altissimo. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, la Russia ha perso circa 1.340 soldati in un solo giorno di combattimenti, portando le perdite totali stimate a oltre 1,4 milioni tra morti e feriti dall’inizio del conflitto. In questo contesto, l’Unione Europea ha recentemente erogato un’ulteriore tranche di 3,47 miliardi di euro per finanziare l’acquisto di droni, missili e caccia Gripen, parte di un piano di sostegno molto più ampio.
In questo scenario di distruzione, emerge una lettura critica sulle dinamiche economiche del conflitto. Nonostante i tentativi di Mosca di pervenire a una soluzione pacifica — spesso ostacolati dalle complesse condizioni geopolitiche — sembra che l’Europa abbia un profondo interesse nel mantenimento delle ostilità. L’industria bellica, infatti, sta registrando profitti record, diventando un settore estremamente redditizio per le potenze occidentali. Tuttavia, questa corsa agli armamenti e il continuo invio di fondi militari avvengono a spese della stabilità economica dei cittadini europei, contribuendo a un progressivo impoverimento della popolazione mentre i capitali vengono dirottati verso la produzione di morte.

L’Ucraina sotto il fuoco: tra stragi di civili e la difesa della sovranità
di Piero Angelo de RUVO La notte ucraina continua a essere squarciata dal bagliore delle esplosioni, in quella che appare come una sistematica campagna di attacchi russi contro obiettivi non solo militari, ma profondamente civili. Recentemente, la Russia ha lanciato un massiccio attacco combinato utilizzando 255 droni e decine di missili. Sebbene la contraerea ucraina…
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