Svelato da una Nuova Peer-Review

I Dati Nascosti di uno Studio di Riferimento

Uno dei più grandi studi mai condotti sui risultati di salute dei bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati, presentato al Senato degli Stati Uniti, nascondeva una storia molto più complessa di quella riportata inizialmente.

Lo studio, condotto da Lamerato et al. presso il Henry Ford Health System, ha analizzato un’ampia coorte (16.511 vaccinati contro 1.957 non vaccinati), ma ha impiegato modelli statistici che hanno sistematicamente occultato le enormi disparità presenti nei dati grezzi.

Questo articolo svelerà i risultati più scioccanti e controintuitivi emersi da una nuova e rigorosa rianalisi peer-reviewed di quello stesso studio, pubblicata sull’International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research .

Inoltre non si limita a elencare nuovi dati, ma svela come una diversa scelta metodologica, un’analisi proporzionale diretta, abbia potuto capovolgere completamente le conclusioni di uno studio così importante.

Primo Risultato Chiave: Il Quadro Generale Mostra una Salute Peggiore tra i Vaccinati

La scoperta più diretta e generale della rianalisi è inequivocabile: i bambini vaccinati hanno mostrato tassi più elevati di malattia in tutte le 22 categorie di patologie croniche esaminate.

L’analisi di Kaplan-Meier, che valuta gli esiti nel tempo, illustra l’impatto a lungo termine di questa tendenza. I dati mostrano che entro i 10 anni di età:

  • Il 57% dei bambini vaccinati aveva sviluppato almeno una malattia cronica.
  • Solo il 17% dei bambini non vaccinati aveva sviluppato almeno una malattia cronica.

Questa coerenza e l’ampiezza del divario suggeriscono che non si tratta di un’anomalia isolata, ma di un modello costante emerso dai dati una volta liberati dalle distorsioni statistiche.

Secondo Risultato Chiave: Un Aumento Sconcertante dei Disturbi Associati all’Autismo

Forse la scoperta più allarmante riguarda i disturbi dello sviluppo neurologico. Secondo la rianalisi, i bambini vaccinati avevano una probabilità 5,49 volte maggiore (un aumento relativo del 449%) di soffrire di condizioni neuro-evolutive associate allo spettro autistico, come autismo, ADHD, ritardo dello sviluppo e disturbi del linguaggio.

Questo dato non era emerso nell’analisi originale a causa di un limite statistico noto come “problema della cella zero”, che si verifica quando ci sono zero o quasi zero casi in uno dei gruppi di confronto. In altre parole, se un gruppo non presenta quasi nessun caso di una malattia, i modelli statistici standard faticano a calcolare un “aumento del rischio” significativo, anche se l’altro gruppo ne ha molti. Raggruppando queste condizioni clinicamente correlate — una metodologia coerente con la pratica della neuropsichiatria infantile — la rianalisi ha potuto creare un campione sufficientemente robusto da rendere visibile il vero segnale proporzionale che era stato mascherato.

“Questo rappresenta uno dei più potenti segnali demografici legati all’autismo mai documentati in un importante sistema sanitario statunitense.”

Terzo Risultato Chiave: Il Segnale Nascosto sull’Incidenza del Cancro Infantile

Ancora più sorprendente è il modo in cui i dati sul cancro sono stati neutralizzati. Nello studio originale, gli autori avevano concluso che non c’era “nessuna associazione” tra la vaccinazione e un aumento del rischio di cancro. Tuttavia, un’analisi proporzionale dei dati grezzi racconta una storia radicalmente diversa.

I tassi di incidenza, una volta esaminati direttamente, mostrano un quadro chiaro:

  • Tasso di cancro nei vaccinati: 1,02%
  • Tasso di cancro nei non vaccinati: 0,66%

Questo si traduce in un aumento relativo del 54% del rischio di cancro nel gruppo vaccinato. Questa discrepanza non è un’anomalia, ma un altro esempio di come il modello statistico prescelto abbia fallito nel catturare un segnale evidente nei dati grezzi.

Quarto Risultato Chiave: Un’Occhiata alle Differenze più Evidenti

Per dare un’idea della scala delle differenze osservate, ecco alcuni degli aumenti più drastici riscontrati nei bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. La lista include numerose patologie gravi che sono apparse esclusivamente nel gruppo vaccinato.

  • Disturbo dello sviluppo neurologico (generale): 13,54 volte più alto (+1.254%)
  • Malattia autoimmune: 12,2 volte più alta (+1.120%)
  • Disturbo del linguaggio: 9,03 volte più alto (+803%)
  • Asma: 6,53 volte più alta (+553%)
  • Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD): Presente solo nei vaccinati
  • Disturbo dell’apprendimento: Presente solo nei vaccinati
  • Tic: Presenti solo nei vaccinati
  • Disfunzione cerebrale: Presente solo nei vaccinati
  • Diabete: Presente solo nei vaccinati
  • Disabilità comportamentale: Presente solo nei vaccinati
  • Disabilità intellettiva: Presente solo nei vaccinati

6.Cosa Significa Questo per la Salute dei Nostri Figli?

La rianalisi dei dati del Henry Ford Health System, una volta corretta da distorsioni statistiche, offre una visione radicalmente diversa e preoccupante della salute dei bambini vaccinati. I dati mostrano un aumento costante e talvolta drammatico del rischio per ogni singola categoria di malattia cronica esaminata. L’insegnamento più profondo di questa rianalisi va oltre i vaccini: dimostra come le conclusioni della “scienza” dipendano criticamente dalle lenti statistiche utilizzate e come i dati più semplici possano talvolta raccontare la verità più scomoda.

È fondamentale mettere questi risultati in prospettiva. La coorte vaccinata in questo studio ha ricevuto una mediana di 18 dosi di vaccino. L’attuale calendario vaccinale del CDC statunitense “raccomanda” almeno 81 dosi entro i 18 anni, più di quattro volte tanto.

Se queste enormi disparità emergono con una frazione del calendario vaccinale attuale, quali potrebbero essere le implicazioni per la salute dei bambini che seguono oggi il programma completo?

La Storia Nascosta nei Dati: Come un Riesame dello Studio Henry Ford ha Rivelato una Nuova Verità

1. Introduzione: Una Rivelazione al Senato

La nostra è una storia di detective scientifica, che inizia il 9 settembre 2025 in un’aula del Senato degli Stati Uniti. Quel giorno, i legislatori ascoltarono la presentazione di uno studio monumentale condotto da Lamerato e colleghi, basato su un tesoro di dati reali del Henry Ford Health System. Lo studio rappresentava una delle più ampie dimostrazioni mai condotte sulle differenze di salute tra bambini vaccinati e non vaccinati.

La conclusione iniziale, così come riportata, era già di per sé sconcertante: i bambini che avevano seguito il programma vaccinale del CDC presentavano “almeno un aumento complessivo di 2,5 volte della probabilità di sviluppare una condizione di salute cronica”.

2. Lo Studio Originale: Cosa Mostravano i Primi Dati

Lo studio di Lamerato et al. era impressionante per dimensioni e portata. Ecco una sintesi dei suoi elementi chiave:

  • Istituzione: Henry Ford Health System, un sistema sanitario integrato a Detroit.
  • Popolazione: Un totale di 18.468 individui seguiti tra la nascita e i 18 anni di età durante gli anni dal 2000 al 2016.
  • Coorte Vaccinata: Composta da 16.511 bambini che avevano ricevuto un numero mediano di 18 dosi di vaccino.
  • Coorte Non Vaccinata: Composta da 1.957 bambini che non avevano ricevuto alcuna dose dei vaccini previsti dal programma del CDC.

È fondamentale notare che il rapporto originale, sebbene presentato al Senato, non era stato sottoposto a un processo di revisione paritaria (peer-review) fino a quando un team indipendente non ha deciso di esaminarlo più da vicino. Questa discrepanza tra i dati grezzi e le conclusioni attenuate sollevò una domanda cruciale: cosa accadrebbe se ai dati fosse permesso di parlare da soli, liberi dai vincoli dei modelli statistici scelti?

3. La Necessità di un Secondo Sguardo: Perché Riesaminare i Dati?

Tre ricercatori—John W. Oller, Jr., PhD, Daniel Broudy, PhD, e Nicolas Hulscher, MPH—hanno intrapreso un riesame critico, motivati da una profonda preoccupazione metodologica.

La loro critica principale era che gli autori originali avevano utilizzato “approcci statistici che mascheravano grandi disparità” e “creavano la falsa apparenza di equivalenza”. Il problema risiedeva nell’affidamento a complessi modelli di odds-ratio, uno strumento che può fallire clamorosamente quando in uno dei gruppi a confronto (in questo caso, quello non vaccinato, molto più sano) ci sono zero o quasi zero casi di una malattia. Questo fenomeno, noto come “problema della cella zero”, può oscurare differenze enormi.

Immaginate di confrontare i tassi di scottature solari tra un gruppo di persone in Alaska e uno in Arizona. Se nel gruppo dell’Alaska i casi sono zero, alcuni modelli statistici complessi possono fallire, concludendo erroneamente che non c’è “nessuna differenza significativa” invece di affermare l’ovvio. I revisori hanno sostenuto che un errore simile si stava verificando con le condizioni rare nel gruppo non vaccinato.

Per svelare la verità nascosta, hanno applicato un’analisi più diretta: un semplice confronto delle proporzioni per vedere cosa rivelassero i numeri grezzi.

Ma quella prima conclusione, per quanto sconcertante, era solo il primo capitolo di una storia scientifica ancora da svelare, una verità più profonda celata nelle pieghe delle scelte statistiche.

4. Risultati Nascosti, Ora Rivelati: La Vera Portata delle Differenze

L’analisi proporzionale ha rivelato che i bambini vaccinati presentavano tassi più elevati di problemi di salute in tutte le 22 categorie di malattie croniche studiate. Le differenze non erano marginali; in molti casi, erano sbalorditive.

Confronto delle Condizioni Croniche più Discordanti

CondizioneAumento del Rischio nella Coorte VaccinataSignificato in Breve
Disturbi dello Sviluppo Neurologico (generale)+1.254% (Oltre 13,5 volte)Oltre 13 volte più comune nei bambini vaccinati
Malattie Autoimmuni+1.120% (Oltre 12 volte)Oltre 12 volte più comune nei bambini vaccinati
Disturbi del Linguaggio+803% (Oltre 9 volte)Oltre 9 volte più comune nei bambini vaccinati
Disturbi della Salute Mentale+696% (Quasi 8 volte)Quasi 8 volte più comune nei bambini vaccinati
Asma+553% (Oltre 6,5 volte)Oltre 6,5 volte più comune nei bambini vaccinati

4.1. Il Segnale sull’Autismo e i Disturbi Correlati

La rianalisi ha svelato un segnale particolarmente forte relativo ai disturbi dello sviluppo neurologico. Raggruppando le diagnosi clinicamente correlate come autismo, ADHD, ritardo dello sviluppo e disturbo del linguaggio, i ricercatori hanno scoperto un aumento del 549% delle probabilità per queste condizioni—vale a dire, quasi 6,5 volte maggiori—nella coorte vaccinata.

Questo metodo di raggruppamento ha permesso di superare il “problema della cella zero”, che a causa dei pochi o nulli casi nel gruppo non vaccinato aveva mascherato la vera entità del segnale nell’analisi originale.

4.2. Un Rischio Inatteso: Cancro Infantile

Mentre lo studio originale concludeva che “nessuna associazione” era stata trovata tra vaccinazione e cancro, i dati grezzi raccontavano una storia diversa. La rianalisi proporzionale ha mostrato un tasso di cancro infantile superiore del 54% nel gruppo vaccinato (1,02% contro 0,66%). Questa disparità, sebbene visibile nei dati originali, era stata oscurata da scelte di modellazione statistica inadatte a rilevare differenze in esiti rari.

Questi risultati specifici, uniti agli altri, delineano un quadro preoccupante che si estende per tutto il percorso di crescita.

5. Il Quadro a Lungo Termine: Salute a 10 Anni

L’analisi di Kaplan-Meier, che traccia la probabilità di rimanere sani nel tempo, ha rivelato la divergenza più drammatica. A dieci anni di età, il quadro era il seguente:

  • Coorte Vaccinata: Il 57% dei bambini aveva sviluppato almeno una malattia cronica.
  • Coorte Non Vaccinata: Solo il 17% dei bambini aveva sviluppato almeno una malattia cronica.

Queste cifre non rappresentano solo un’istantanea statica, ma rivelano due traiettorie di salute nettamente divergenti. Mentre la stragrande maggioranza dei bambini non vaccinati è rimasta sana durante la crescita, la coorte vaccinata ha subito un costante e cumulativo scivolamento verso la malattia cronica.

6. Due Narrazioni da un Unico Set di Dati

La storia dello studio Henry Ford è un verdetto su come l’interpretazione dei dati possa cambiare radicalmente a seconda delle lenti analitiche utilizzate. La narrazione è passata da una conclusione iniziale già preoccupante a una rianalisi che ha svelato disparità ancora più profonde e consistenti.

I tre risultati chiave della rianalisi sono un monito inequivocabile:

  1. Tutte le 22 condizioni croniche studiate erano proporzionalmente più comuni nei bambini vaccinati.
  2. Il cancro infantile si è verificato con un tasso superiore del 54% nei bambini vaccinati.
  3. Le condizioni neurosviluppali associate all’autismo erano superiori del 549% nella coorte vaccinata.

La conclusione dei revisori è inequivocabile: all’interno di questa popolazione di studio, un’analisi proporzionale diretta dei dati dimostra che il programma vaccinale infantile del CDC è un fattore determinante per le malattie croniche e i disturbi dello sviluppo neurologico.

Relazione Analitica: Riesame dello Studio di Coorte di Nascita di Henry Ford e Implicazioni per la Sanità Pubblica

1.0 Introduzione: Contesto e Rilevanza della Rianalisi

Questa relazione ha lo scopo di analizzare criticamente i risultati di una nuova peer-review e rianalisi dello studio di coorte di nascite condotto da Lamerato et al. presso l’Henry Ford Health System. Questa rianalisi, realizzata da John W. Oller, Daniel Broudy e Nicolas Hulscher, contesta le conclusioni originali dello studio, presentando implicazioni significative per le politiche di sanità pubblica e la valutazione della sicurezza dei vaccini. Lo studio di Lamerato et al. è di fondamentale importanza, rappresentando uno dei più ampi confronti mai condotti nel mondo reale tra bambini vaccinati e non vaccinati all’interno di un sistema sanitario integrato statunitense. È quindi essenziale esaminare il contesto dello studio originale e la metodologia della sua rianalisi per comprendere appieno la portata delle nuove scoperte.

2.0 Panoramica dello Studio Originale di Lamerato et al.

Lo studio di coorte di nascite dell’Henry Ford Health System rappresenta una fonte strategica di dati longitudinali sulla salute infantile, monitorando gli esiti sanitari in un’ampia popolazione dal 2000 al 2016. La ricerca originale ha confrontato due gruppi distinti per esposizione vaccinale.

Le coorti dello studio erano così composte:

  • Coorte Vaccinata: 16.511 individui.
  • Coorte Non Vaccinata: 1.957 individui.
  • Esposizione Vaccinale Mediana: 18 dosi per bambino nella coorte vaccinata.

Per contestualizzare questo livello di esposizione, gli autori della rianalisi evidenziano che l’attuale programma del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitense raccomanda “almeno 81 dosi di vaccini entro i 18 anni”, un carico più di quattro volte superiore a quello mediano ricevuto dalla coorte vaccinata nello studio. La conclusione principale dello studio originale di Lamerato et al., come citata nella peer-review, affermava che l’esposizione a uno o più vaccini era associata, come minimo, a “un aumento complessivo di almeno 2,5 volte della probabilità di sviluppare una condizione di salute cronica”. Tuttavia, la rianalisi di Oller et al. muove una critica metodologica fondamentale a questo risultato, sostenendo che le scelte statistiche adottate abbiano mascherato disparità ben più ampie, gettando le basi per conclusioni radicalmente diverse.

3.0 Discrepanze Metodologiche: Analisi Originale vs. Rianalisi Proporzionale

Il nucleo della divergenza tra i due studi risiede nelle scelte metodologiche e statistiche, la cui comprensione è cruciale per una corretta valutazione dei risultati per la salute pubblica. La critica mossa da Oller et al. si concentra sull’approccio statistico originale di Lamerato et al., che si basava su una “modellazione odds-ratio” e una “definizione rigorosa” dei casi.

Secondo i revisori, questo approccio ha creato una “falsa apparenza di equivalenza” e ha “minimizzato sistematicamente i grandi e consistenti contrasti presenti nei numeri grezzi”, interpretando l’assenza di un risultato statisticamente significativo dal modello come prova di assenza di rischio, anche quando le proporzioni grezze indicavano il contrario.

Un limite chiave identificato dagli autori della rianalisi è il “problema della cella zero” (zero-cell problem). Questo limite matematico si manifesta quando la coorte non vaccinata presenta zero o quasi zero casi di una patologia, rendendo la modellazione odds-ratio incapace di rilevare differenze significative. La rianalisi sostiene che proprio questa limitazione abbia oscurato segnali importanti nei dati. Per superare questo ostacolo, Oller, Broudy e Hulscher hanno adottato un approccio alternativo, basato su un’analisi diretta delle “proporzioni per coorte” per interpretare i dati grezzi. L’applicazione di questa diversa lente analitica ha portato a una reinterpretazione radicale dei dati, rivelando un quadro dei risultati sanitari nettamente diverso da quello inizialmente presentato.

4.0 Risultati Chiave della Rianalisi Proporzionale di Oller, Broudy e Hulscher

Questa sezione presenta i dati quantitativi emersi dalla rianalisi, che secondo i suoi autori ribaltano le conclusioni dello studio originale e forniscono un quadro alternativo dei risultati sanitari nelle due coorti. L’analisi proporzionale dei dati grezzi rivela disparità significative in tutte le categorie di malattie croniche esaminate.

4.1 Onere Complessivo delle Malattie Croniche

L’analisi di Kaplan-Meier, riportata in entrambe le fonti, mostra una profonda differenza nella prevalenza complessiva delle malattie croniche entro i 10 anni di età:

  • Coorte Vaccinata: Il 57% dei bambini ha sviluppato almeno una malattia cronica.
  • Coorte Non Vaccinata: Solo il 17% dei bambini ha sviluppato almeno una malattia cronica.

Complessivamente, la rianalisi calcola che la condizione di salute cronica (qualsiasi) è risultata 3,50 volte più alta (+250%) nella coorte vaccinata.

4.2 Analisi Comparativa delle 22 Categorie di Malattie Croniche

Secondo Oller et al., la rianalisi ha rilevato che “tutte le 22 categorie di malattie croniche sono apparse a tassi proporzionali più elevati nei bambini vaccinati”. La tabella seguente riassume l’aumento proporzionale del rischio per ciascuna condizione, come calcolato dai revisori.

Patologia CronicaAumento Proporzionale (Vaccinati vs. Non Vaccinati)Note
Asma6.53× superiore (+553%)
Malattia atopica4.86× superiore (+386%)
Malattia autoimmune12.2× superiore (+1,120%)
Disfunzione cerebralePresente solo nei vaccinati
Cancro1.54× superiore (+54%)
DiabetePresente solo nei vaccinati
Allergia alimentare2.28× superiore (+128%)
Disturbo della salute mentale7.96× superiore (+696%)
Disturbo del neurosviluppo (generico)13.54× superiore (+1,254%)
ADHDPresente solo nei vaccinati
Autismo2.8× superiore (+180%)
Disabilità comportamentalePresente solo nei vaccinati
Ritardo dello sviluppo5.12× superiore (+412%)
Disturbo dell’apprendimentoPresente solo nei vaccinati
Disabilità intellettivaPresente solo nei vaccinati
Disturbo del linguaggio9.03× superiore (+803%)
Disabilità motoria9.1× superiore (+810%)
TicPresente solo nei vaccinati
Altra disabilità psicologicaPresente solo nei vaccinati
Disturbo neurologico1.26× superiore (+26%)
Disturbo da crisi epilettiche3.16× superiore (+216%)

4.3 Focus 1: Disturbi dello Sviluppo Neurologico Associati all’Autismo

La rianalisi ha rilevato che i bambini vaccinati presentavano odds 5,49 volte superiori (un aumento del 549%) di sviluppare disturbi associati allo spettro autistico. Per ottenere questo risultato, gli autori hanno raggruppato diverse condizioni clinicamente correlate (autismo, ADHD, ritardo dello sviluppo, disturbo del linguaggio, ecc.) in un’unica categoria. Questa aggregazione è stata una contromisura diretta al “problema della cella zero”, che secondo i revisori avrebbe reso l’analisi originale matematicamente cieca a segnali di rischio per patologie individuali rare o assenti nella coorte non vaccinata. Raggruppandole, sostengono gli autori, è stato possibile recuperare il “vero segnale proporzionale” oscurato nell’analisi originale.

4.4 Focus 2: Incidenza del Cancro Infantile

La rianalisi evidenzia una scoperta significativa riguardo all’incidenza del cancro infantile. L’analisi proporzionale dei dati grezzi ha mostrato i seguenti tassi:

  • Tasso di cancro nei vaccinati: 1,02%
  • Tasso di cancro nei non vaccinati: 0,66%

Questo, secondo i calcoli degli autori della rianalisi, si traduce in un tasso di cancro infantile superiore del 54% nella coorte vaccinata. Tale risultato è in netto contrasto con la conclusione dello studio originale, che riportava “nessuna associazione” tra vaccinazione e rischio di cancro. Secondo la rianalisi, questa discrepanza deriva dall’impiego, da parte degli autori originali, di un modello statistico e di denominatori per i tassi di incidenza inadeguati a rilevare differenze in esiti rari, specialmente in presenza di tempi di follow-up sostanzialmente diversi tra i gruppi.

5.0 Implicazioni per la Sanità Pubblica e la Ricerca Futura

Se i risultati della rianalisi di Oller, Broudy e Hulscher fossero confermati da ulteriori studi, avrebbero profonde implicazioni strategiche per le politiche sanitarie, la comunicazione pubblica e la ricerca sulla sicurezza dei vaccini.

  • Implicazioni per le Politiche Sanitarie: Gli autori della rianalisi concludono che il set di dati di Henry Ford, una volta analizzato correttamente, “dimostra che il programma di vaccinazione infantile del CDC è un IMPORTANTE fattore trainante di malattie croniche, danni allo sviluppo neurologico e morbilità nella prima infanzia”. Questa forte affermazione, se validata, richiederebbe una revisione completa delle attuali politiche vaccinali.
  • Implicazioni per la Valutazione della Sicurezza Vaccinale: Il dibattito metodologico solleva una questione critica sulla vulnerabilità degli studi di sicurezza vaccinale. Evidenzia come modelli statistici sofisticati, concepiti per aggiustare i dati per fattori confondenti, possano paradossalmente oscurare forti segnali di sicurezza presenti nei dati proporzionali grezzi se applicati in modo inappropriato o di fronte a limiti matematici come il “problema della cella zero”.
  • Direzioni per la Ricerca Futura: La ricerca futura dovrebbe includere rianalisi indipendenti di altri grandi set di dati sanitari utilizzando metodi di analisi proporzionale diretta. Questo approccio consentirebbe di verificare se emergano segnali simili in altre popolazioni, contribuendo a convalidare o confutare i risultati qui presentati e a rafforzare la base di evidenze scientifiche sulla sicurezza a lungo termine dei programmi vaccinali.

6.0 Conclusione

In sintesi, questa relazione ha analizzato la peer-review e la rianalisi dello studio di coorte di nascite dell’Henry Ford Health System condotta da Oller, Broudy e Hulscher. La discrepanza fondamentale tra le conclusioni dello studio originale di Lamerato et al. e quelle della rianalisi risiede in approcci statistici divergenti. Mentre l’analisi originale riportava un rischio moderato, la rianalisi proporzionale ha messo in luce disparità molto più ampie e consistenti.

I tre risultati più significativi emersi dalla rianalisi sono:

  1. Un aumento del rischio proporzionale per tutte le 22 patologie croniche esaminate nella coorte vaccinata.
  2. Un’incidenza di cancro infantile superiore del 54% nella coorte vaccinata.
  3. Un’associazione con disturbi dello sviluppo neurologico legati all’autismo con odds 5,49 volte superiori nella coorte vaccinata.

I risultati presentati nella peer-review di Oller, Broudy e Hulscher sollevano questioni sostanziali per i professionisti della sanità pubblica e i responsabili politici, evidenziando la necessità di un’ulteriore e rigorosa indagine scientifica per chiarire il profilo di sicurezza a lungo termine del programma di vaccinazione infantile.

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