Intervista esclusiva al regista Israeliano Shai Carmeli-Pollak, trasmesso durante la tre giorni di rassegna cinematografica.


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Med-Limes, il Mediterraneo tra cinema, diritti e dialogo

Tre giorni di proiezioni, incontri e dibattiti al Complesso San Michele e all’Arco Catalano. La rassegna che unisce cinema, sostenibilità e cooperazione nel Mediterraneo

di Piero De Ruvo

Dal 14 al 16 maggio 2026, Salerno tornerà ad essere crocevia di culture, idee e linguaggi con la IX edizione di Med-Limes – “Ai confini del Mediterraneo”, la prestigiosa Rassegna Internazionale del Cortometraggio che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti più significativi dedicati al cinema e alla cooperazione tra i popoli del Mediterraneo. Non sarà soltanto un festival cinematografico, ma un vero laboratorio internazionale di umanità, confronto e riflessione, capace di unire arte, diritti umani, ambiente e dialogo interculturale in un tempo storico segnato da guerre, tensioni geopolitiche e profonde fratture sociali.

Ancora una volta, dietro l’organizzazione di questo grande evento, emerge il fondamentale lavoro svolto dalla FONMED e dal suo instancabile staff; una realtà che da anni promuove la cultura come strumento concreto di pace e cooperazione. La capacità della Fondazione di coinvolgere istituzioni nazionali e internazionali – dai Ministeri italiani all’UNESCO, fino al CNR, oltre a varie ambasciate – testimonia la credibilità di un progetto che trasforma il linguaggio del cinema in uno spazio di incontro tra identità, memorie e visioni del futuro. In questo contesto, Med-Limes 2026 assume un significato ancora più profondo, quello di restituire centralità alle storie umane, dando voce ai popoli emarginati, alle fragilità e alle speranze che attraversano il Mediterraneo.

Tra gli appuntamenti più attesi di questa edizione vi sarà anche un contenuto esclusivo realizzato da L’Ora della Sera, un’intervista al regista israeliano Shai Carmeli-Pollak, autore del film “The Sea”, una delle opere più discusse e intense del panorama cinematografico internazionale contemporaneo. Carmeli-Pollak è una figura particolarmente significativa del cinema israeliano indipendente, regista, documentarista e attivista, nel corso della sua carriera ha affrontato temi legati ai diritti umani, all’occupazione dei territori palestinesi e alle tensioni sociali in Medio Oriente. Dopo anni di impegno civile contro la costruzione del muro in Cisgiordania, considerato da molti analisti parte di una strategia di pulizia etnica, è tornato dietro la macchina da presa con The Sea, pellicola che racconta il viaggio di un ragazzo palestinese di dodici anni deciso a vedere il mare per la prima volta, nonostante i posti di blocco e le restrizioni imposte dall’occupazione israeliana. Il film, accolto con grande emozione nei festival internazionali, ha conquistato cinque Ophir Awards – gli “Oscar israeliani” – incluso il premio come miglior film, suscitando un acceso dibattito politico in Israele per il suo forte messaggio umanitario e pacifista, nonché per la rappresentazione della realtà palestinese. L’intervista esclusiva de “L’Ora della Sera” offrirà al pubblico la possibilità di entrare nel cuore del pensiero del regista, affrontando temi delicati come il ruolo del cinema nella costruzione della pace, la libertà artistica in tempi di conflitto, la rappresentazione dell’identità palestinese e la responsabilità morale dell’arte davanti alla sofferenza umana. Un contributo di grande spessore culturale che arricchirà ulteriormente una rassegna già capace di guardare oltre i confini geografici e politici.

Inserita nel contesto del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, la manifestazione proporrà un percorso culturale articolato e coinvolgente, incentrato sui grandi temi attraverso proiezioni, dibattiti, forum e incontri con autori e registi, il pubblico sarà chiamato non soltanto a “guardare” il cinema, ma a viverlo come esperienza di partecipazione civile e crescita collettiva.

Il 14 maggio la rassegna si aprirà al Complesso San Michele con incontri su istruzione nei conflitti e biodiversità. Il 15 maggio sarà dedicato ai giovani, con il Forum Scuole sulla cittadinanza attiva e un confronto con i registi in concorso. Il 16 maggio l’attenzione si sposterà sul rapporto tra uomo, acqua e mare, con la proiezione del miglior cortometraggio di Med-Limes Costa d’Avorio 2026 e la cerimonia di premiazione finale.

Partecipare a Med-Limes significa sostenere una visione della cultura capace di abbattere muri, creare empatia e costruire ponti tra popoli che condividono lo stesso mare. L’appuntamento è presso il Complesso San Michele (Via San Michele 10) e l’Arco Catalano (Via dei Mercanti 67), per tre giorni in cui il Mediterraneo non sarà soltanto un confine geografico, ma un luogo simbolico di incontro, memoria e speranza.

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